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Mario Dal Pra: «Il Medioevo non esiste»

di Armando Torno

(OLYCOM)

2' di lettura

Mario Dal Pra, scomparso nel 1992 a 78 anni, è un nome che molti ricorderanno per il manuale di storia della filosofia adottato al liceo. Tre volumi usati da più di una generazione. Altri lo citano ancora per i suoi studi sullo scetticismo greco o per la cura di alcuni scritti di Abelardo; oppure per i saggi su Condillac, Hume, Marx. Ma anche su alcuni “minori” medievali. Sono soltanto semplici esempi.

Chi si occupa di imprese grandiose, potrebbe rammentare il progetto di una storia universale della filosofia in 100 volumi che iniziò durante gli anni della seconda guerra mondiale presso il compianto editore Bocca, una serie che mai si completò ma alla quale lavorarono, tra gli altri, oltre allo stesso Dal Pra, Eugenio Garin e Nicola Abbagnano. Fu ancora lui a coordinare, dal 1975 per l'editore Vallardi, uno dei più vasti progetti mai tentati in Italia per una storia della filosofia: i previsti dieci grossi volumi, che includevano anche Cina e India, diventarono una dozzina.

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Dal Pra non era soltanto uno storico. Va ricordato anche tra i pensatori, a cominciare da “Il realismo e il trascendente” del 1937. Fondò nel 1946 la “Rivista di Storia della Filosofia”, un trimestrale che ha da poco compiuto i 70 anni e che ora, con un numero speciale (4, 2016, pp. 646, euro 22,50; edizioni Franco Angeli), offre un omaggio al suo fondatore. Tra coloro che hanno partecipato con i loro saggi a questo fascicolo-tomo, ricordiamo Mariateresa Fumagalli Beonio Brocchieri, Maurizio Vitale, Enrico I. Rambaldi, Giovanni Rota, Alessandro Ghisalberti, Luca Bianchi. Di più: il 24 marzo alla Casa della Cultura di Milano ecco un incontro dal titolo “Mario Dal Pra. Un maestro di filosofia”. Cinque relatori previsti (oltre alcuni dei ricordati c'è Fulvio Papi).

Che aggiungere se non altro che Dal Pra resta un maestro esemplare? Il senso civico, l'alta moralità e le vastissime conoscenze filosofiche coabitarono nella sua anima e sempre lavorarono in armonia. Fu un giovane che non accettò supinamente l'idealismo crociano e fu un vecchio che lasciò studi preziosi per le generazioni future.

Tra i mille ricordi che possono evocarne tempra e stile, ne abbiamo scelto uno di Mariateresa Fumagalli Beonio Brocchieri, sua allieva, nota studiosa e già titolare di cattedra all'Università di Milano. Ci ha confidato: “Alla prima lezione di filosofia medievale disse a noi studenti che c'era una cosa fondamentale da tenere sempre a mente. Questa: il medioevo non esiste. E aggiunse: dovete imparare a decostruire tutte le stratificazioni che si sono accumulate, dovete guardare al passato con i vostri occhi”.

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