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Marittimi stranieri, verso l’ok ai visti d’imbarco in Italia

Via libera a un emendamento dalle commissioni Finanze e Industria del Senato

di Raoul de Forcade

2' di lettura

Va verso una soluzione la questione dei visti di accesso dei marittimi stranieri che raggiungono le loro navi (o yacht) in sosta in Italia. Un emendamento, depositato dal senatore Mauro Marino, al dl Ucraina, infatti, spiega in una nota Confindustria nautica, «mira a risolvere il problema dei visti dei marittimi».

L’emendamento, prosegue la nota, è «frutto del lavoro coordinato del sottosegretario degli Interni Ivan Scalfarotto con il sottosegretario degli Esteri Benedetto Della Vedova, la presidente della commissione Trasporti della Camera, Raffaella Paita».

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Difficoltà burocratiche

Le difficoltà burocratiche insorte nell’ultimo semestre, «avevano spinto parte del naviglio internazionale a disertare la sosta sia presso i porti, sia presso i cantieri del italiani, a favore di altri competitor europei», denuncia Confindustria nautica che, insieme a Confitarma, Assarmatori, Federagenti e la ligure Genova for Yachting, ha coordinato un tavolo di confronto con le istituzioni.

«Ora che l’emendamento ha ottenuto il parere positivo delle commissioni Finanze e Industria del Senato - commenta il presidente di Confindustria Nautica, Saverio Cecchi - ci attendiamo la rapida approvazione finale nell’interesse delle economie marittime e costiere. Sono molto contento di come le istituzioni abbiano saputo fare squadra, per darci una risposta tempestiva».

Sentenza della Corte di giustizia Ue

La questione, spiega la nota, «nasceva dalla sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea del 5 febbraio 2020, relativa all’apposizione del timbro in uscita sui documenti di viaggio dei marittimi a bordo di navi ormeggiate in acque Ue; e negava il visto all’imbarco su unità che sostavano da lungo tempo e delle quali non era nota la data di partenza».

Tuttavia, conclude la nota di Confindustria nautica, «il principio era stato esteso anche alle unità in transito temporaneo o sosta per lavori ed era attualmente applicata a macchia di leopardo».

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