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Mark, Jack, Albert e Tonia, i parlamentari italo-inglesi divisi sulla Brexit

Sono tutti membri della House of Common, la Camera dei Comuni inglese. Da buoni italiani – Mark, Jack, Albert e Tonia – anche sulla Brexit hanno trovato il modo per mettersi in evidenza

di Roberto Galullo


Brexit: le conseguenze in 8 punti

4' di lettura

Sono quattro ed entrerebbero comodamente in una macchina con autista ma poco dopo la partenza da Londra troverebbero le ragioni politiche per cantarsele e scendere. Magari ciascuno nel dialetto dei propri genitori.
I viaggiatori delle tappe forzate dall'Unione Europea si chiamano Marco Longhi, Giacomo Lopresti, Alberto Castrenze Costa e Antonia Antoniazzi. Sono tutti parlamentari.
Italiani, penserete voi. Sbagliato, no giusto. Anzi: né l'una né l'altra cosa sono vere fino in fondo.

Italiani d'Inghilterra
Mark, Jack, Albert e Tonia sono tutti membri della House of Common, la Camera dei Comuni inglese. Da buoni italiani – beh insomma, quantomeno parlamentari con molto sangue italiano nelle vene – anche sulla Brexit hanno trovato il modo per mettersi in evidenza.

Marco Longhi
Longhi, eletto il 16 dicembre 2019 tra i Conservatori nella circoscrizione di Dudley North, quattro giorni dopo aver messo piede in parlamento ha dato sfogo ai suoi sentimenti pro-Brexit in ogni modo possibile e sempre al passo con i tempi.
«Al mio primo voto come rappresentante in Parlamento –ha scritto sul suo sito Internet - ho votato per far passare l'accordo sulla Brexit e tenere il Parlamento lontano dalla paralisi che lo ha frenato. Lasciare l'Unione europea è stato ciò che Dudley North ha votato in modo schiacciante nel 2016 ed è stato un onore servirvi in questo modo come nuovo deputato al Parlamento. Ora lavoreremo tutto il giorno per ripagare la fiducia che milioni di elettori ripongono in questo governo popolare e che inizia con la realizzazione della Brexit. Massimizzeremo le opportunità della Brexit: riprendendo il controllo del nostro denaro, delle nostre leggi, del nostro commercio e dei nostri confini, introducendo un sistema di immigrazione basato su modelli in stile australiano e investendo nel Servizio sanitario nazionale».
Lo stesso giorno ha caricato sui social un video di poco più di un minuto nel quale, albero di Natale acceso alle spalle, gioisce per la Brexit e augura buone feste a tutti.

Una vita vissuta a Roma
Marco Longhi, 52 anni, e laureatosi a Manchester in Ingegneria, è nato a Walsall ma ha speso i primi 19 anni della sua vita a Roma dove il padre lavorava per una compagnia aerea.
«In Italia sono sempre stato “il ragazzo inglese” e qui ero sempre il ragazzo italiano. Voglio solo essere considerato un cittadino del mondo» ha dichiarato il 1° novembre 2019 al sito Express & star.
Anche il padre vive nel Regno Unito da 20 anni e anche lui ha votato per l'uscita dalla Ue. «Mio padre – ha affermato Longhi – è fondamentalmente un democratico e vuole che il Parlamento prenda le nostre decisioni piuttosto che delegarlo alla Ue. Nonostante tutte le sue imperfezioni, il sistema politico britannico è uno dei migliori a livello globale. I nostri parlamentari sono presenti al voto per il popolo, ma più volte sono andati contro la volontà del popolo».

Giacomo Lopresti
Giacomo Lopresti – per tutti Jack – è nato a Southmead il 23 agosto del 1969. È stato sposato con la figlia di Lord John Ambrose Cope of Berkley e ha quattro figli. A 15 anni (e fino ai 25) ha lavorato nella gelateria di famiglia e dal 1997 Jack ha lavorato nei settori dei servizi finanziari e della proprietà residenziale come consulente e manager. Nel 2001 è stato il candidato parlamentare per Bristol East e ha anche rappresentato la regione del sud-ovest, che comprende Gibilterra, alle elezioni del Parlamento europeo del 2004.

Veterano dell’Esercito
Jack è un veterano dell’Esercito inglese ed stato schierato nella provincia di Helmand in Afghanistan durante l'operazione “Herrick 9” nell'autunno/inverno 2008/9.
Eletto per la prima volta tra i Conservatori nel 2010, è stato rieletto a dicembre 2019 nella circoscrizione Filton e Bradley Stoke. Anche lui è molto attivo sui social dove pubblica da anni interventi e filmati pro-Bexit. Sogno avverato.

Antonia Antoniazzi
Antonia – per tutti Tonia – Antoniazzi è nata il 5 ottobre 1971 a Llanelli, nel Galles, da madre gallese e padre italiano. È stata eletta alla House of Common tra i Laburisti l'8 giugno 2017 per la contea di Gower.
Il 13 giugno 2018 Antoniazzi e altri cinque parlamentari laburisti hanno rassegnato le dimissioni dal ruolo di portavoce per il partito laburista in segno di protesta per la posizione Brexit dei Labour. Una posizione che Antoniazzi è tornata ad esprimere nel marzo 2019 quando ha sostenuto un emendamento di un gruppo misto parlamentare che puntava ad un secondo referendum sull'uscita del Regno Unito dalla Ue.

Alberto Costa
Alberto Castrenze Costa è nato il 13 novembre 1971 nel Leicestershire, della cui circoscrizione è deputato del partito conservatore dal 2015. Rieletto nel 2017 è stato confermato nel 2019 con la maggioranza più ampia nella storia del collegio elettorale.
«Sono immensamente orgoglioso di rappresentare la brillante gente del Leicestershire meridionale – scrive sul suo sito Internet –e ho sempre lavorato duramente per sostenere e sollevare importanti questioni locali, assicurando che il nostro partito nella contea avesse una voce forte e rappresentativa nella Camera dei Comuni».

La famiglia di Alberto
I genitori di Alberto vivono nel Regno Unito da oltre 50 anni ma non hanno mai chiesto di essere naturalizzati e sono rimasti cittadini italiani.
Anche a difesa delle origini italiane di centinaia di migliaia di inglesi, Alberto Costa il 16 novembre 2016 scrisse all'allora Primo ministro inglese Theresa May, chiedendo se i diritti di milioni cittadini europei, come i suoi genitori, sarebbero stati garantiti in caso di uscita del Regno Unito dalla Ue.
Theresa May rispose con uno straordinario sforzo di equilibrismo: «Riconosco la passione personale con cui Costa solleva questo problema. Voglio, intendo e mi aspetto di poter garantire i diritti dei cittadini della Ue che vivono nel Regno Unito ma voglio anche che i diritti dei cittadini del Regno Unito che vivono negli Stati della Ue siano garantiti. Spero che questo sia un problema che potremo discutere presto con i miei colleghi europei».
Le schermaglie sono finite. La Brexit è realtà e anche i parlamentari con sangue italiano nelle vene dovranno fare di tutto per non rendere traumatico l'addio all'Europa.

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