Format innovativi

Market food salutare con cucina, ecommerce e delivery: 10 milioni per Erbert

La ricetta della start up che aprirà nuovi negozi fisici e potenzierà il digitale prevede poco zucchero e sale, zero conservanti e utilizzo di farine non raffinate

di Gianni Rusconi

Erbert a Milano

3' di lettura

A luglio ha concluso un round di finanziamento da oltre 5 milioni di euro, sostenuto in prevalenza dai soci storici guidati da Oltre Venture (primo fondo italiano di impact investing), che si sommano ai 5 milioni raccolti negli ultimi tre anni. Per Erbert, startup milanese dell'alimentazione sana e naturale fondata da Enrico Capoferri, imprenditore di lungo corso del mondo retail, l'estate era dunque cominciata con il botto e nel segno di un progetto di sviluppo che prevede l'espansione del servizio su Milano (con l'apertura di altri due punti vendita entro fine anno) e, contestualmente, la creazione e il consolidamento di un “sistema” fatto di touch point diversificati per facilitare a chiunque l'accesso al mangiare in modo equilibrato.

I cardini della proposta di Erbert, sin dall'avvio del primo laboratorio gastronomico e di bakery, a cui è seguito il varo del suo primo food market con cucina, non sono cambiati nel tempo: poco zucchero (rigorosamente meno del 15% in tutti i dolci), poco sale, utilizzo di farine non raffinate, tecniche di cottura studiate per avere un prodotto leggero, ridotto processamento del cibo, zero conservanti, rivisitazione di ricette tradizionali per renderle più digeribili.

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Un approccio che ha fatto breccia nei gusti dei milanesi, tanto che sono in media 600 le persone che transitano giornalmente dallo store di via Moscati 11 (in zona Sempione), e che ha portato il numero dei piatti venduti a quota 5mila su base settimanale. L'obiettivo dichiarato di Capoferri, ora, è quello di continuare a crescere, partendo dal potenziamento di una struttura che conta attualmente (fra negozio, laboratori, uffici e management) su una sessantina di addetti.

«Per il 2022 – spiega il ceo al Sole24ore – vogliamo incrementare la nostra presenza fisica e digitale in modo che sempre di più, quando si pensi al mangiar bene, si pensi ad Erbert. Abbiamo infatti in programma l'apertura di 2-3 negozi di grandi dimensioni e di 5-6 store più piccoli specializzati nel ready to eat, mentre per completare il Sistema Erbert attiveremo online tre linee di servizio: la spesa, il pranzo express e la settimana alimentare consegnata comodamente a casa. Lo sviluppo in altre città italiane? Avverrà dopo aver raggiunto i nostri obiettivi su Milano, e guarderemo, perché no, anche all'estero».

La scelta di puntare su punti vendita più piccoli, in particolare, nasce da una duplice esigenza. Da una parte, conferma ancora Capoferri, c'è da soddisfare i bisogni legati alla scarsità di tempo e alla ricerca della comodità del consumatore moderno e i servizi di piatti pronti vanno naturalmente incontro a questa domanda; dall'altra, lo stesso cliente ama anche dedicare tempo alla ricerca della materia prima di qualità e alla preparazione del piatto. Ed Erbert vuole per l'appunto essere una risposta sia all'una che all'altra esigenza, aggiungendo ai grandi spazi fisici “esperenziali” un nuovo format di punti vendita di ridotte dimensioni, facilmente accessibili e caratterizzati da un'offerta interamente basata sul pronto freschissimo

Sul fronte digitale, invece, il canale e-commerce costituirà uno dei tasselli più importanti, anche in virtù della nuova piattaforma attiva da questo mese. «Il nostro intento – conferma in proposito il founder di Erbert - è rendere ancora più semplice per l'abitante di Milano mangiare sano attraverso diverse opzioni, scegliendo per esempio ogni giorno le proposte preparate e organizzate dai nostri chef a partire dalla colazione. Oppure seguendo una visione di spesa un po’ più classica con la proposta di tutti i prodotti disponibili, anche nei reparti di materie prime». Il servizio di delivery sarà esteso a tutta la città di Milano e a qualche comune dell'hinterland mentre con Erbert week la startup punta ad accontentare chi desidera un menu personalizzato su misura.
Scelto lo stile alimentare da seguire in funzione del proprio fabbisogno calorico, l'utente riceverà comodamente a casa colazione, pranzo e cena per i giorni o i singoli pasti definiti dal proprio abbonamento.

Quanto, infine, all'eventualità che il mercato delle piattaforme di food delivery possa affollarsi eccessivamente, mettendo a rischio i piani di sviluppo delle aziende “new entry” come Erbert, Capoferri ha una convinzione: «Siamo partiti da una presenza fisica con i nostri negozi, che sono veri e propri mercati coperti contemporanei, proprio per dare la possibilità ai nostri clienti di vedere chi siamo, cosa facciamo e come lavoriamo. Rispetto agli altri player del food delivery, non siamo verticali mono prodotto: la varietà dell'alimentazione è uno dei pilastri della nostra proposta e per questo abbiamo deciso di fare tutto internamente, con il nostro team di nutrizionisti e le nostre cucine, avendo pieno controllo delle caratteristiche di naturalità, di freschezza e di leggerezza del prodotto”. L'idea, sulla carta almeno, è semplice: essere i personal chef per chi (a Milano e non solo) vuole mangiare bene e in modo sano».

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