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Marmolada, ultime notizie: trovati i resti di altri 2 alpinisti. La procura: esclusa prevedibilità

Un importante seracco di ghiaccio è crollato sulla Marmolada nei pressi di Punta Rocca. Nel giorno precedente era stato raggiunto il record delle temperature

Aggiornato mercoledì 6 luglio 2022 alle ore 18:24

Crollo ghiacciaio Marmolada, ecco le immagini aree dopo la valanga

9' di lettura

Sono due uomini le vittime che si aggiungono alle sette già accertate della valanga della Marmolada di domenica 3 luglio. Oltre ai due alpinisti che dovranno essere identificati, nella tarda mattinata sarebbero stati recuperati dai soccorritori anche i resti di una donna, ma non è ancora chiaro se si tratta di una vittima già accertata o da ricercare nell’elenco dei dispersi.

Delle 9 vittime accertate, sono così tre quelle ancora senza identità, mentre Veneto e Trentino, insieme alla Repubblica Ceca, piangono i loro morti. Dopo i tre veneti - Filippo Bari (27 anni, il più giovane tra i deceduti), Paolo Dani e Tommaso Carollo - martedì sono stati identificati Liliana Bertoldi, 54 anni, commerciante ambulante di Levico (Trento) e due escursionisti originari della Repubblica Ceca che sono stati riconosciuti attraverso i documenti che avevano con sé.

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Tre dispersi (tutti italiani), otto feriti e nove vittime, di cui sei riconosciute, quindi, è il bilancio, provvisorio, della strage che si è consumata sulla Marmolada lo scorso 3 luglio. La procura di Trento esclude, per ora, qualsiasi responsabilità umana e la prevedibilità dell’evento. «In questo momento possiamo escludere assolutamente una prevedibilità e una negligenza o un’imprudenza» ha dichiarato il procuratore capo Sandro Raimondi. «L’imprevedibilità in questo momento è quella che la fa da protagonista - ha detto -. Per avere una responsabilità bisogna poter prevedere un evento, cosa che è molto molto difficile. Quando mi hanno chiamato i carabinieri di Cavalese subito dopo la tragedia - ha ricordato -, mi hanno parlato di una situazione quasi apocalittica».

Resta il rischio del distacco di una parte pericolante del ghiacciaio. Il sindaco di Canazei ha disposto la chiusura totale del massiccio a tempo indeterminato. La misura anche per tenere lontano i curiosi e i turisti che tentano di salire lo stesso ostacolando le ricerche.

La ricerche riprese in mattinata

Le ricerche di eventuali altri superstiti sono riprese in mattinata, con l’utilizzo in particolare di quattro droni, due nella parte alta e due nella parte medio-bassa del seracco precipitato. L’intera montagna in territorio Trentino è chiusa. Due alpinisti, probabilmente di nazionalità svizzera, sono morti intanto martedì sul Cervino dopo essere precipitati per circa 400 metri. I soccorritori ipotizzano che l’incidente possa essere avvenuto dalla zona del Colle del Leone (3.581 metri). I corpi sono stati recuperati in mattinata dal Soccorso alpino valdostano.

Ha finalmente un nome uno dei feriti nel disastro della Marmolada ricoverato da domenica all’ospedale di Treviso. Secondo quanto si apprende da fonti sanitarie, si tratta di un giovane di 30 anni, originario del Trentino. Si trova tuttora in prognosi riservata. I medici del Ca’ Foncello avevano accertato al momento del ricovero un importante edema cerebrale e lesioni agli organi interni. Il giovane, in stato di incoscienza, era stato trovato senza alcun documento. Sono state tutte ricondotte ai proprietari le automobili che erano parcheggiate a passo Fedaia.

Durante le ricognizioni svolte in mattinata con i droni lungo la via normale della Marmolada sono stati trovati resti di dispersi e anche effetti personali. Alcuni indumenti, non si sa se riconducibili alle vittime del disastro della Marmolada o a reperti precedenti, sono stati individuati nel corso delle ispezioni. Lo ha riferito ai giornalisti Fausto Zambelli, assistente di volo del nucleo elicotteri della Provincia di Trento. Zambelli ha fatto sapere inoltre che «si vedrà ora se e come recuperare questi reperti, e se questo significhi che vi sono delle vittime o se appartengono a escursioni storiche precedenti».

Sul disastro si è pronunciato anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. «Abbiamo parlato della tragedia della Marmolada come elemento simbolico di quello che il cambio climatico se non governato sta producendo nel mondo. Richiede piena collaborazione di tutti sennò non è governato. Ci sono Paesi che non si impegnano. Occorre richiamare tutti a assumere impegni ulteriori».

Nella giornata del 5 luglio è stato deciso che la Marmolada sarà off limits, in seguito a un’ordinanza di chiusura da parte del sindaco di Canazei Giovanni Bernard. Il provvedimento, che ha al momento una durata indefinita, segue l’ordinanza di chiusura parziale di domenica 3 luglio ed è ritenuto necessario per operare in sicurezza e allontanare curiosi dall’aria del disastro.

Fra le vittime si contano tre italiani più altre persone che devono ancora essere riconosciute. Tra i feriti ci sarebbero due cittadini tedeschi. I tre italiani deceduti sono stati identificati: una delle vittime è originaria della provincia di Vicenza, l’altra della provincia di Treviso e sono entrambi guide alpine. Anche una terza persona identificata sarebbe veneta. «Tra i dispersi la maggior parte sono veneti e trentini, mentre tra gli stranieri ci sono cittadini nazionalità ceca», dicono fonti dei Carabinieri di Trento. Un escursionista austriaco che figurava nella lista dei dispersi è stato contattato dalle autorità consolari austriache che ne hanno dato notizia. Lo fa sapere la Provincia di Trento.

Gli alpinisti coinvolti erano divisi in più cordate. I soccorritori sono al lavoro con elicotteri dotati di tecnologia Artva per individuare i dispersi. I feriti sono stati ricoverati in più ospedali, a Belluno, Treviso, Trento e Bolzano.

Draghi: Italia piange vittime. In corso vertice tecnico

Il presidente del Consiglio Mario Draghi è arrivato a Canazei nel pomeriggio del 4 luglio per fare il punto con Protezione civile, soccorritori e autorità locali. «Oggi l’Italia piange queste vittime e tutti gli italiani si stringono con affetto» ha detto Draghi. «Questo è un dramma - ha dichiarato - che certamente ha delle imprevedibilità, ma certamente dipende dal deterioramento dell’ambiente e dalla situazione climatica. Il Governo deve riflettere su quanto accaduto e prendere provvedimenti perché quanto accaduto abbia una bassissima probabilità di succedere e anzi venga evitato».

Draghi era atteso in mattinata ma le condizioni climatiche hanno imposto un ritardo che ha portato anche al rinvio del previsto incontro con Giuseppe Conte, leader del M5S: il faccia a faccia sarà mercoledì alle 16,30. È attualmente in corso alla centrale operativa di Canazei un vertice tecnico sul disastro della Marmolada, con lo stesso Draghi e il capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio. Assieme ai due sono presenti i i presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti, i presidenti di Veneto e Provincia autonoma di Bolzano, Luca Zaia e Arno Kompatscher, il commissario del Governo e Prefetto di Trento, Gianfranco Bernabei, il sindaco di Canazei, Giovanni Bernard e gli operatori impegnati nelle operazioni di ricerca delle vittime. Draghi sta incontrando anche i parenti delle vittime, riferiscono fonti di Palazzo Chigi. A seguito è previsto un punto stampa.

Papa Francesco ha invitato a pregare insieme «le vittime del crollo sul ghiacciaio della Marmolada, e per le loro famiglie. Le tragedie che stiamo vivendo con il cambiamento climatico ci devono spingere a cercare urgentemente nuove vie rispettose delle persone e della natura».

In un secolo perso l’85% del ghiacciaio

Il distacco del seracco dal ghiacciaio della Marmolada è avvenuto nel primo pomeriggio di domenica 3 luglio, intorno alle 13:45. Alla base del crollo ci sarebbe il gran caldo di questi giorni: proprio nel giorno precedente al crollo sulla Marmolada era stato raggiunto il record delle temperature (10 gradi circa in vetta). Domenica risulta essere stato finora il giorno più caldo del 2022. Lo conferma il meteorologo della Provincia di Bolzano Dieter Peterlin. A Bolzano si sono stati superati i 37 gradi e alle ore 21:30 la temperatura era ancora di 32 gradi. Sul Crono del Renon a 2.260 metri sono stati misurati 18 gradi e di notte comunque 9 gradi. «Questa è la conferma del riscaldamento globale in corso sul pianeta - commenta Jacopo Gabrieli, ricercatore presso l’Istituto di Scienze Polari del Cnr - È un monito: da questa tragedia dovremmo almeno imparare la lezione e iniziare a ridurre i gas serra nell’atmosfera». Dati pubblicati da Legambiente e il Comitato Glaciologico italiano rilevano che il ghiacciaio ha perso più dell’85% del suo volume fra 1905 e 2010, un ritmo che rischia di far scomparire l’intera massa entro 15-20 anni. Il bilancio è anche più drastico nel complesso delle Alpi orientali, dove si è perso il 20% dei ghiacci solo dal 2005 a oggi.

Mattarella chiama Fugatti

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha telefonato al presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, per esprimere cordoglio e vicinanza per la tragedia della Marmolada. Lo rende noto la Provincia di Trento. «Il capo dello Stato ha voluto trasmettere anche alla nostra comunità oltre che ai parenti delle vittime il proprio cordoglio. Allo stesso tempo ha espresso parole di gratitudine ai soccorritori che si stanno prodigando, in condizioni non certo facili, alla ricerca delle vittime della grossa frana che ieri pomeriggio ha causato morte e devastazione», ha spiegato Fugatti

Ricerche anche nella notte con droni e termocamere

Sono proseguite anche nel corso della notte le attività dei soccorritori. Nei sopralluoghi è stato impegnato personale della Protezione Civile trentina, con il supporto del soccorso alpino e dei droni dei Vigili del fuoco dotati di termocamere, in grado di individuare anche al buio la fonte di calore emessa da una persona.

La Marmolada frana e travolge gli alpinisti

La Marmolada frana e travolge gli alpinisti

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Gruppi di persone illese portati a valle

Il materiale crollato è parte della calotta del ghiacciaio sommitale di Punta Rocca: una valanga di ghiaccio neve e roccia che ha travolto chi si trovava lungo l’itinerario di salita della via normale per raggiungere la vetta.

Gli elicotteri hanno portato in quota personale del Soccorso alpino e Unità cinofile da tutto il Trentino per fare una bonifica della valanga. La situazione è pericolosa perché c’è il rischio di ulteriori crolli. Un elicottero è stato attrezzato con la campana Recco, un’apparecchiatura che permette di ricercare chiunque sia in difficoltà in zone aperte.

Diciotto persone sono state fatte evacuare dalla cima di Punta Rocca e sono state fatte rientrare tutte quelle che si trovavano più in basso.

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Un testimone: boato poi valanga di neve e ghiaccio

«Abbiamo sentito un rumore forte, tipico di una frana, poi abbiamo visto scendere a forte velocità a valle una specie di valanga composta da neve e ghiaccio e da lì ho capito che qualcosa di grave era successo. Col binocolo da qui si vede la rottura del seracco, è probabile che si stacchi ancora qualcosa». Lo ha detto l’Ansa uno dei responsabili del Rifugio Castiglioni Marmolada, testimone del crollo del seracco.

Fugatti: «Frana scesa di 500 metri a velocità di 300 km/h»

«La massa di materiale staccatosi dal ghiacciaio della Marmolada è scesa da una velocità di 300 chilometri l’ora. È quanto hanno accertato i tecnici del Soccorso Alpino Trentino che hanno mappato tutta l’area della montagna in cui si è verificato il crollo del seracco. Una parte consistente del ghiacciaio è ancora attaccata alla montagna: si tratta di un fronte di ghiaccio di 200 metri con un’altezza di 60 metri ed una profondità di 80 metri. Se si volesse fare un termine di paragone, dicono gli esperti, si tratta dell’equivalente di due campi di calcio colmi di ghiaccio. Il tutto esposto a 45 gradi di pendenza. Il materiale che si è staccato è invece esteso su un fronte di due chilometri sulla via normale ad un’altezza di circa 2.800 metri: e questo significa, appunto, che la massa di materiale staccatosi ha percorso almeno 500 metri con una velocità stimata dai tecnici pari a 300 km l’ora». Lo ha scritto su Facebook il presidente della provincia di Trento Maurizio Fugatti.

Soccorsi difficili per rischio di altri distacchi

Sulla Marmolada le operazioni di soccorso riprenderanno questa mattina.

Le condizioni meteorologiche saranno determinanti per valutare l’intervento diretto dei soccorritori: il freddo e le basse temperature sono fondamentali per garantire un minimo di sicurezza alle operazioni, visto che sulla montagna è rimasto un’enorme quantità di ghiaccio pericolante. Per valutare come procedere sarà fondamentale la valutazione dei meteorologi di Arabba e Meteo Trentino.

Si procede quindi con difficoltà dato che è necessario mettere in sicurezza l’area per ulteriori distacchi. Nella ricerca dei dispersi, è stato spiegato, viene utilizzato il sistema Recco che si basa sull’utilizzo del radar armonico.

Consiste in un apparecchio elettronico denominato detettore che trasmette un segnale e in una piastrina riflettente che può essere inserita all’interno di capi d’abbigliamento, scarponi e zaini da montagna. Questo tipo di apparecchiatura è attualmente in dotazione alle squadre di ricerca del Soccorso Alpino, ciascuna delle quali ha un detettore (R9) che viene impiegato per la ricerca di travolti da valanga in tutte quelle situazioni dove le persone travolte sono prive di apparecchio Artva (la ricetrasmittente indossata dagli scialpinisti per l'autosoccorso e la ricerca di sepolti da valanga).

Il detettore Recco è stato realizzato anche in forma più grande e potente come una sorta di campana che può essere agganciata sotto l’elicottero e percepire segnali fino a duecento metri di distanza/ altitudine per la ricerca delle persone disperse in tutti gli ambienti impervi e alpini in genere.

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Salme portate al palazzo del ghiaccio di Canazei

Le salme delle vittime del crollo avvenuto sulla Marmolada sono state portate allo stadio del ghiaccio di Canazei, il paese della Val di Fassa che si trova a pochi chilometri dal passo Fedaia, dove parte la funivia per salire in vetta. Al palazzo del ghiaccio è inoltre stato attivato un team di psicologi per assistere i parenti delle vittime.

Cnr: da settimane su Alpi temperature sopra media

All’origine della tragedia sulla Marmolada, «possiamo ricordare che da settimane le temperature in quota sulle Alpi sono state molto al di sopra dei valori normali, mentre l’inverno scorso c’è stata poca neve, che ormai quasi non protegge più i bacini glaciali»: lo rileva Renato Colucci, dell’Istituto di scienze polari del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Isp).

«Il caldo estremo di questi ultimi giorni, con questa ondata di calore dall’Africa, ha verosimilmente prodotto una grossa quantità di acqua liquida da fusione glaciale alla base di quel pezzo di ghiacciaio», rileva l’esperto in una nota diffusa dal Cnr.

«Siamo quindi - prosegue - proprio nelle condizioni peggiori per distacchi di questo tipo». Secondo Colucci non ci sono ancora le condizioni per capire «se si tratti di un distacco di fondo del ghiacciaio o superficiale, ma la portata sembra molto importante, a giudicare dalle prime immagini e informazioni ricevute». L’esperto rileva infine che «l’atmosfera e il clima, soprattutto al di sopra dei 3.500 metri di quota, è in totale disequilibrio» e «purtroppo, questi eventi sono probabilmente destinati a ripetersi nei prossimi anni». Anche per questa estate, conclude, «dobbiamo mantenere la massima attenzione».

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Procura Trento apre fascicolo per disastro

La procura di Trento ha aperto un fascicolo sul crollo del seracco. Disastro colposo è il reato ipotizzato, al momento a carico di ignoti. Ad occuparsi delle indagini, con il procuratore Sandro Raimondi, è il pm Antonella Nazzaro.


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