rinnovo contratto lapidei

Marmomacchine: «Nel nuovo contratto abbiamo disinnescato aumenti insostenibili»

Ai 25mila addetti un aumento di 97 euro a regime oltre a un miglioramento di sanità e previdenza complementari

di Cristina Casadei

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(Agf Creative)

Ai 25mila addetti un aumento di 97 euro a regime oltre a un miglioramento di sanità e previdenza complementari


3' di lettura

«È un rinnovo che ci soddisfa perché ha disinnescato richieste di aumenti salariali insostenibili», spiega il presidente di Confindustria Marmomacchine, Marco De Angelis dopo il rinnovo del contratto dei 25mila lavoratori delle aziende che si occupano di escavazione e lavorazione lapidei, ghiaia, sabbia e inerti che avranno un aumento di 97 euro al livello C, secondo l’accordo siglato da Confindustria Marmomacchine e Anepla, per la parte datoriale, e Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil, per la parte sindacale. «Non dimentichiamo infatti che eravamo di fronte a una richiesta in piattaforma di 136 euro per il livello C, cifra molto superiore ai 97 euro di aumento salariale che verranno riconosciuti nel triennio - continua De Angelis -. Inoltre, una serie di ulteriori richieste economiche importanti contenute in piattaforma sono state sostanzialmente rigettate dell'accordo sottoscritto».

In totale, secondo quanto calcolano i sindacati il rinnovo porterà al livello C un aumento di 1.144 euro in tre anni. Una cifra che, dicono i sindacati, va al di là dell'inflazione prevista dall’Istat e sulla quale non sono previste verifiche ex post. Diversa la lettura delle imprese: «Altro aspetto qualificante - secondo De Angelis - è la sostanziale conferma di quanto previsto dall’Accordo Interconfederale del 9 marzo 2018 nella definizione del TEM, che non può prescindere da un punto di partenza fondamentale che è l’indice IPCA».

Nella nota dei sindacati si sottolinea che il trattamento economico minimo viene calcolato e definito nei testi, come aumento che tiene conto sia dell’inflazione, sia dei processi di trasformazione ed innovazione organizzativa del settore. Questo è «un risultato molto importante che conferma l'efficacia del modello contrattuale attuato dalle nostre categorie nei settori dei materiali da costruzione, che si aggiunge ai rinnovi già fatti di cemento e laterizi e manufatti», spiegano i segretari nazionali Fabrizio Pascucci (Feneal), Salvatore Federico (Filca) e Gianni Fiorucci (Fillea).
Con la sigla di questo contratto si chiude il cerchio dei rinnovi dei contratti dei materiali delle costruzioni per i quali i sindacati avevano presentato un'unica piattaforma con l'obiettivo di iniziare un processo di integrazione tra i rispettivi contratti collettivi nazionali di lavoro. Nel caso dei lapidei le parti hanno condiviso la necessità di costruire un unico sistema bilaterale dove rafforzare ed implementare le relazioni industriali.


Sul welfare sono stati fatti passi avanti, in termini di contribuzione tanto per la previdenza quanto per la sanità integrative: per la previdenza complementare ci sarà un aumento dello 0,70% del contributo a carico delle aziende al fondo Arco: questo significa che, a regime il contributo aziendale passerà dall'1,80% al 2,50%. La quota a carico dei lavoratori resterà invece fissa all'1,30% e, in totale, il contributo sale quindi al 3,80%. Per il fondo di sanità integrativa Altea ci sarà un aumento di due euro e quindi il contributo passerà da 13 a 15 euro mensili. In questo ambito le parti hanno scelto un orientamento sempre più sociale, tarato sui bisogni delle persone. L’elemento di garanzia retributiva nelle aziende dove non è praticata la contrattazione di secondo livello viene aumentato di 20 euro (190 euro annui totali). L'accordo prevede anche una migliore gestione delle concessioni del lavoro part-time e una maggiore attenzione sul tema conciliazione vita lavoro.

Per i contratti a tempo determinato e somministrazione a termine è stato stabilito il tetto complessivo del 25%. Rafforzato infine l'impegno sulla sicurezza e sul rispetto ambientale, sia con l’introduzione della figura del rappresentante dei lavoratori per salute, sicurezza e ambiente nelle imprese sopra 50 dipendenti, sia con un contributo di 4,25 euro al mese per ogni lavoratore, a carico delle imprese, da versare al Fondo Altea per un progetto di prevenzione sulla salute e sicurezza dei lavoratori.

Il presidente onorario con delega ai rapporti istituzionali di Confindustria Marmomacchine, Flavio Marabelli, aggiunge che «i 97 euro di aumento al livello C nel triennio sono oltretutto inferiori a quanto riconosciuto al medesimo livello nel precedente rinnovo del 2016, allorchè l'aumento era stato di 103 euro sempre al livello C, a riprova del fatto che le richieste della piattaforma sindacale sono state opportunamente ridimensionate attraverso una trattativa lunga e a tratti dura, ma che alla fine ha tutelato la sostenibilità del costo del lavoro per le imprese». A questo si aggiunga che per le imprese è stata importante « la sostanziale messa in liquidazione del CPNL, il Comitato Paritetico nazionale, da sempre vissuto dalle aziende come un inutile appesantimento, anche economico», spiega Marabelli che sottolinea anche «l’approccio innovativo al tema della sicurezza che, grazie ai 4,25 euro mensili a lavoratore da destinarsi in un apposito capitolo di spesa del Fondo Altea, consentirà di realizzare degli screening diagnostici gratuiti dei lavoratori finalizzati a prevenire l’insorgere di patologie professionali e non solo».

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