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Marmotta del Lyskamm, 6.600 anni e non sentirli

di Carlo Andrea Finotto

 La marmotta del Lyskamm

1' di lettura

Ha 6.600 anni e un grande futuro davanti a sé. La marmotta del Lyskamm, ritrovata ad agosto sul ghiacciao valdostano a 4.300 metri di quota, è già celebre e diventerà, secondo quanto annunciato dal presidente della Regione e assessore a interim all’Ambiente Erik Lavevaz, «uno dei simboli del Museo regionale di Scienze naturali nella sua nuova sede espositiva nel Castello di Saint-Pierre». A restituire il reperto è stato lo scioglimento del ghiacciaio e la successiva datazione calibrata al radio carbonio (attendibile al 95,4%) rivela che l’esemplare è vissuto nel Neolitico. Il dato colloca l’esemplare tra il 4.691 e 4.501 a.C. Il Museo regionale di Scienze naturali Efisio Noussan ha avviato una collaborazione con l’Istituto per lo studio delle mummie dell’Eurac di Bolzano, mentre un campione dell’animale è stato inviato a un laboratorio negli Stati Uniti per la datazione al radiocarbonio. I risultati permettono ora di definire meglio il progetto di studio, denominato Marmot mummy project, per acquisire informazioni sul reperto, la sua alimentazione, la caratterizzazione genetica, la collocazione storica, i dati geologici.

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