addii 1937-2021

Marongiu, il padre dello statuto del contribuente

di Gaetano Ragucci

3' di lettura

Gianni Marongiu ha vissuto da protagonista un’epoca nella quale competenza e preparazione erano davvero al servizio dei cittadini. Questo rendeva la sua figura esemplare, in una stagione in cui con troppa leggerezza si è pensato, a torto, che se ne potesse fare a meno. Ora la sua scomparsa priva la comunità accademica e civile di una guida e di un punto di riferimento preziosi.

Dal 1969, anno in cui conseguì la libera docenza, insegnò a Trieste, Milano e Genova dove fu titolare delle cattedre di diritto tributario e poi di diritto finanziario. Fu autore di centinaia di articoli e note a sentenza sulle principali riviste, e di numerosi volumi dedicati al diritto tributario e alla sua storia nell’epoca giolittiana, durante il fascismo e nell’Italia repubblicana.

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Deputato per la XIII Legislatura, fu sottosegretario alle Finanze nel primo governo Prodi, con il quale collaborò all’attuazione delle deleghe fiscali nella Commissione dei 30 presieduta da Salvatore Biasco. Collaborò con Romano Prodi, Vincenzo Visco e Carlo Azeglio Ciampi per preparare l’ingresso nel sistema della moneta unica europea. Alla caduta del governo fu relatore del progetto di legge dello Statuto dei diritti del contribuente, poi approvato con la Legge n. 212 del 27 luglio 2000. Nel suo pensiero, lo Statuto era la premessa per il completamento del disegno avviato con l’adozione della Carta costituzionale, in vista di un possibile e fin da allora auspicato codice tributario.

All’interno dell’Associazione nazionale tributaristi italiani, di cui fu presidente nazionale e poi emerito, e come consigliere dell’Associazione italiana dei professori di diritto tributario, fu fino all’ultimo promotore e guida di progetti scientifici e culturali che hanno richiamato l’attenzione di studiosi di ogni formazione e provenienza.

In Gianni Marongiu l’impegno civile era animato dalla convinzione che i tributi sono la parte nobile di una comunità, perché nascono dal dibattito sulle risorse di cui essa dispone e sugli scopi da perseguire. Parlare di tributi non significa parlare di prelievo – diceva – ma del rapporto tra mezzi e fini: i ceti politici si formano quando si misurano con realismo e responsabilità con questo tema.

Una sua caratteristica era riportare alla dimensione storica dei temi di cui parlava, e da qui arrivare ai loro effetti di lunga durata. Egli riteneva che per rendere davvero grande l’ordinamento tributario occorresse studiarne lo svolgimento in una prospettiva storica, perché in questo modo lo si proietta sullo sfondo della vita sociale, e se ne vede il nesso con le libertà fondamentali.

Per questo, egli non perdeva mai l’occasione di sottolineare l’importanza delle buone istituzioni e dell’equilibrio dei poteri, nella certezza che da qui vengono l’utilità sociale dei diritti di proprietà e del mercato, e, in ultima analisi, l’efficiente allocazione delle risorse. Da qui l’insistente richiamo alla relazione tra diritti e dovere alla contribuzione; anzi, egli diceva tra dovere e diritti, perché è solo con lo scrupoloso adempimento al primo che il cittadino si rende degno dei secondi.

Gianni Marongiu ha esposto le sue idee in pagine memorabili, in cui si rispecchia un pensiero limpido e disteso, espresso con tono elegante ed elevato, con un costante richiamo alla tolleranza e al rispetto per le opinioni altrui. Pagine che soddisfano le esigenze di studiosi del diritto e della storia delle istituzioni, non di rado pagine morali, che rivelano le cause dei problemi e i modi per risolverli, sempre al di sopra delle rivendicazioni di parte e dei luoghi comuni di cui troppo spesso è fatto il dibattito sui tributi. Nella presentazione al suo libro su Luigi Einaudi, Sergio Ricossa lo chiamò benemerito, e invitò a seguirne l’esempio risalendo alla fonte del suo pensiero, a Einaudi stesso, nella cui scia ci piace collocare la sua opera che non cesserà di essere un punto di riferimento indispensabile per gli studi. A chi resta spetta il compito di continuarla con onore.

Presidente Nazionale Anti
Professore di diritto tributario dell’Università degli Studi di Milano

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