Calcio italiano

Marotta (ad Inter): «L’errore al Var ci ha causato un danno notevole, speriamo non sia irreparabile». In ballo i 50 milioni della Champions

di Marco Bellinazzo

2' di lettura

«Abbiamo subito un danno notevole e speriamo che non sia irreparabile nell’economia di questa stagione. Sarebbe un fatto molto grave. È l’errore più grosso e grossolano da quando c’è la Var. L’arbitro era anche a breve
distanza da ciò che è accaduto». L’ad dell’Inter Beppe Marotta parla a mente fredda del clamoroso finale contro la Fiorentina, con il l rigore concesso a tempo scaduto dall’arbitro Abisso, per un presunto fallo dubbio di mano di D'Ambrosio.

La decisione di Abisso, secondo il club nerazzurro, potrebbe compromettere la corsa alla Champions League con il solo accesso ai gironi che vale una cinquantina di milioni . L’Inter ora è distante solo due punti dal Milan, tre dalla Roma. E Marotta mette in dubbio tutto, anche l’utilizzo della Var chiedendo che
il protocollo venga revisionato. «Davanti ad una situazione del genere - continua l'ad nerazzurro - dove si confonde la soggettività con l'oggettività rimango deluso per lo sforzo che abbiamo fatto di introdurre questo strumento. L'uso deve essere scrupoloso e razionale. Oggettivamente nessuno può dire che fosse fallo di mano di D'Ambrosio. Io non mi sento di condannare un arbitro. Dico che il sistema va rivisto, qualcosa non ha funzionato. Serve una presa di posizione di chi gestisce».

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Quello del Franchi è solo l'ultimo episodio di una lunga serie d'errori contestati dai club in questa stagione. Il Torino è stato più volte vittima della Var, dalla trattenuta di Alex Sandro ai danni di Zaza nel derby della Mole, alle due partite
contro la Roma. Clamorose, poi, le proteste di Francesco Totti dopo il rigore negato a Zaniolo proprio contro l'Inter, mentre il Genoa recriminò per una spinta di Florenzi ai danni di Pandev. Ed ora le dichiarazioni, durissime, di Marotta dopo quelle di Spalletti che ha definito «tossico parlare di fallo
di mano», perché affermarlo è fare male al calcio.

Ora l’Inter dovrà riuscire a voltare pagina e non farsi condizionare dal singolo episodio. La squadra è compatta, anche il gesto di Perisic che ferma l'esultanza di Politano mentre ricalca quella di Icardi, non è un segnale di rottura nello spogliatoio nerazzurro. «Sono dietrologie pure - dice Marotta - che rimando al mittente. E' l'esaltazione della gioia di un giocatore che ha esultato. Colgo l’occasione per esprimere gratitudine alla squadra perché ha giocato bene e motivata».

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