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Martino Midali: «Le prossime due settimane cruciali per capire come andrà il 2020»

Il marchio di abbigliamento donna che porta il nome del suo stilista e fondatore ha affrontato il lockdown anche grazie all’e-commerce, cresciuto del 100% in marzo e aprile, ma il banco di prova è la riapertura dei 55 negozi fisici

di Giulia Crivelli

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Il marchio di abbigliamento donna che porta il nome del suo stilista e fondatore ha affrontato il lockdown anche grazie all’e-commerce, cresciuto del 100% in marzo e aprile, ma il banco di prova è la riapertura dei 55 negozi fisici


4' di lettura

Due mesi difficili, due settimane, le prossime, decisive per capire come sarà il futuro. Non solo perché da oggi i 55 negozi Martino Midali hanno riaperto, ma anche perché sarà importante capire come le clienti reagiranno alle misure di sicurezza che ogni punto vendita deve adottare. Il marchio è storicamente impegnato a fidelizzare le clienti, una strategia che passa per uno stile molto chiaro e mai tradito a favore delle tendenze del momento, ma passa pure, appunto, per il rapporto che si instaura nei punti vendita. Sostituito, nei mesi del lockdown, da una diretta social giornaliera con le clienti.

Quali misure avete adottato per tutelare i lavoratori, all’inizio della crisi?
Ancora prima che il Governo annunciasse il lockdown, abbiamo prontamente deciso di chiudere la sede operativa e tutti i punti vendita presenti in Italia. Sin da subito abbiamo pensato come tutelare i nostri dipendenti e le loro famiglie, esattamente ad oggi sono più di 200, un datore di lavoro ha una grande responsabilità sociale. Ci siamo mossi per attivare gli ammortizzatori sociali, ma al tempo stesso abbiamo bloccato la liquidità aziendale, garantendo almeno per due mensilità l’anticipo della cassa qualora non fosse arrivata nei tempi prestabiliti. E così è stato.
Ora stiamo cambiando la metodologia di lavoro. Lo sforzo e quello di mantenere un equilibrio solido tra i ricavi attesi e i costi da sostenere.
Con l’inizio della fase 2 abbiamo deciso una turnazione dei dipendenti per ridurre al minimo i contatti, abbiamo sottolineato l’obbligo di rimanere al proprio domicilio in presenza di febbre e sintomi influenzali, imposto l’utilizzo di mascherine e il mantenimento della distanza di sicurezza di almeno 1 metro. Abbiamo inoltre previsto pulizie e sanificazione periodica di tutte le postazioni di lavoro. Al momento stiamo limitando l’accesso a fornitori esterni, prossimamente studieremo una safe zone per riceverli su appuntamento e con le dovute misure di sicurezza.

Potete fare una previsione di perdita di fatturato per il 2020?
È difficile fare delle previsioni. Le prossime due settimane saranno fondamentali per capire come dobbiamo reagire, se stiamo seguendo la strada giusta o dobbiamo intervenire con nuove strategie. Sicuramente sarà un cambio epocale del commercio in generale e del comparto moda in particolare. Bisogna muoversi con cautela e innovazione, con coraggio e rapidità. Ai nostri collaboratori chiediamo di reagire e di fare squadra e di vivere questa emergenza come una nuova opportunità. Notiamo un grande entusiasmo da parte loro.

Vi siete attrezzati con l’e-commerce?
Il nostro shop online è rimasto sempre attivo, con tutte le difficoltà del caso, dichiarando alla nostra clientela che i tempi di consegna avrebbero potuto subire qualche ritardo, anche se poi questo non è avvenuto. Abbiamo offerto il servizio di spedizione gratuita e di reso prolungato. Abbiamo cercato di stimolare i nostri consumatori con newsletter ad hoc, che presentassero prodotti e spunti adatti alla nuova routine domestica. Questo ci ha permesso di registrare crescite del 100% per i mesi di marzo e aprile, senza applicare scontistiche. Anche il mese di maggio ci sta dando grandi soddisfazioni. Se fino ad ora il web era complemento del retail fisico, toccherà ora ai negozi essere da supporto dello shop online. La nostra clientela, nelle recenti settimane, ci ha incontrati sul web e ne ha riconosciuto gli incredibili vantaggi e la nostra dedizione.

Nessun tipo di sconti, quindi?
Nessuno sconto sulla collezione Primavera-Estate in corso. Abbiamo solo promosso la sezione Carpediem, una sorta di selezioni di capi a prezzi speciali. Il mercoledì mattina appuntamento fisso sui nostri social, si presentano total look per acquisti intelligenti, per venire incontro a tutte le esigenze della nostra clientela.

Come vi siete preparati alla riapertura dei negozi?
Abbiamo programmato una riapertura totale dei negozi, ad oggi sono 54 in tutta Italia (nella foto, quello di via Madonnina, nel quartiere milanese di Brera). Alcuni store apriranno con un orario ridotto, qualora ce ne fosse necessità e richiesta, previo appuntamento, l’orario diventa elastico, dando disponibilità anche serale. Abbiamo attivato un numero di telefono specifico e delle risorse interne fisse per rispondere a tutte le richieste.
Molto importante è avere anche il tempo per far apprendere al personale le procedure utili relative all’accoglienza del cliente, nel rispetto delle norme, la gestione del traffico, la sanificazione a vapore degli indumenti e quella relativa agli ambienti. Abbiamo dotato ogni punto vendita di vaporizzatori verticali. Tutto è proteso a tutelare la salute dei dipendenti e dei clienti. Finalmente le nostre venditrici potranno incontrarsi fisicamente con le loro clienti, anche se in questi mesi non hanno mai perso il contatto con loro, potranno assisterle come un tempo ma non solo come addette vendita ma nel ruolo di personal shopper.

Siete rimasti in contatto con i clienti in qualche modo?
Con un nuovo format online: MIDALI TOUS LES JOURS, ogni mattina alle 10.30 diamo appuntamento sulle nostre pagine social per una diretta con le nostre venditrici, “escono” dai negozi per arrivare a casa delle loro affezionate clienti. Trasformano così lo showroom in passerella e diventano protagoniste loro stesse, indossando e raccontando la collezione Primavera-Estate. La donna Midali è abituata ad entrare nei negozi ed essere accolta e coccolata dalle sue venditrici. Il lockdown dei negozi fisici ha creato un warm up dei rapporti negozio-venditrice-cliente. Martino Midali ha sempre anticipato i desideri delle “sue donne” ed oggi, con questa emergenza, ha inventato un nuovo modo di comunicare con loro. Uno storytelling per coinvolgere il pubblico a casa ma anche per formare il personale in negozio.

Cosa pensate dei format “virtuali” annunciati da Milano e Parigi per le prossime fashion week?
Per quanto riguarda sfilate ed eventi si dovrà attendere gli sviluppi relativi dell’emergenza Covid-19, la parte digitale avrà sicuramente un peso preponderante nei prossimi mesi. Siamo pronti a campagne vendite web, le prime fatte lo scorso febbraio, per esempio con Rinascente. È stata una modalità che ha funzionato bene e andrebbe solo perfezionata.

Avete dato un contributo con riconversioni / donazioni / raccolta fondi per l’emergenza?
Nell’emergenza abbiamo sospeso tutte le produzioni, il nostro focus è sempre stato quello di proteggere i nostri collaboratori sia dal punto di vista della sicurezza che dal punto di vista economico.

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