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Mary Boone condannata a 2,6 anni di carcere chiude le due gallerie di New York

di Giuditta Giardini


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4' di lettura

Nel quartiere di Chelsea, Manhattan, dove le gallerie si accavallano una sull'altra, stretta in una morsa tra Gagosian e Luhring Augustine , si trova la galleria di Mary Boone , che fino al 2 marzo ospita una serie di dipinti di diversi artisti rappresentati. L'architettura della galleria ricalca il tipico schema, anticamera con gallery girl ed eventuali cataloghi degli artisti rappresentati, segue lo spazio espositivo con la luce che filtra da tre grandi archi rampanti in legno e si infrange sui muri bianchi immacolati, ed infine, è annessa allo spazio principale la piccola saletta del gallery manager. Se si entra nella sala piccola, sulla destra è affisso il ritratto di Mary Boone di Francesco Clemente (2017); la gallerista è rappresentata con lo sguardo fisso sullo spettatore in una posa sensuale e felina. Ed è così, predatrice spietata ed arrivista, che i giornali americani hanno dipinto la Boone nei mesi passati, prima che si dichiarasse colpevole di aver evaso tra il 2009 e il 2011 3 milioni di dollari di tasse per poter mantenere il lussuoso stile di vita newyorchese. Si parla di 793.003 dollari per rinnovare il suo appartamento a Manhattan e 300.000 dollari spesi tra saloni di bellezza, gioielli, e accessori griffati Hermès e Louis Vuitton . Secondo la procura, la Boone dissimulava acquisti personali facendoli ricadere sotto le categorie “commissioni” o “fee/design” nei registri fiscali della galleria e dichiarava false perdite di profitti, quando invece il bilancio della galleria era in positivo.

Ritratto di Mary Boone di F. Clemente (attualmente esposto nella galleria di Chelsea).

Chi è Mary Boone? È una gallerista americana di origine egiziana. Studia storia dell'arte alla Rhode Island School of Design , poi si sposta a New York per continuare gli studi all' Hunter College (Upper East Side). Dopo gli anni di gavetta alla Bykert Gallery, la Boone decide di aprire la sua galleria e diventa in poco tempo una rappresentante di spicco della scena artistica della SoHo anni '70. Tra gli artisti rappresentati dal 1977 ad oggi si annoverano Julian Schnabel, David Salle, Eric Fischl, Jean-Michel Basquiat, Barbara Kruger e Ai Weiwei (tutt'ora rappresentato). La Boone è diventata famosa per il suo spirito di adattamento e rinnovamento: quando ha perso Julian Schnabel, passato a Pace , è riuscita a strappare un contratto a David Salle e Eric Fischl; quando Salle è passato a Gagosian, la Bone l'ha subito rimpiazzato con Ross Bleckner.

Ritratto di Mary Boone di J-M. Basquiat

Il verdetto. La scorsa settimana è arrivata la sentenza del tribunale distrettuale di New York che ha condannato Mary Boone (67 anni) a 30 mesi in carcere e, una volta libera, a svolgere 180 ore di servizi sociali. Il procuratore federale del Distretto di New York, che aveva inizialmente chiesto tre anni di reclusione per la Boone, ironizza con metafore artistiche “la dichiarazione dei redditi di Mary Boone era più un'opera d'arte impressionista che realista. Infatti, a guardarlo da lontano il quadro che la Boone aveva dipinto delle sue entrate, perdite e spese era perfetto, ma avvicinandosi si scopriva la palette di bugie e dichiarazioni false mescolate assieme per evitare di pagare 3 milioni di tasse. Prima della condanna la Boone aveva rilasciato in udienza una dichiarazione dove diceva di sentirsi come una “reietta” e ancora “prometto che in futuro sarò la versione migliore di me stessa, di fare del bene e di condizionare le vite altrui in modo positivo”. La gallerista si è scusata con la corte, con la sua famiglia e con i suoi colleghi e ha reso nota le sue dimissioni da varie organizzazioni di cui faceva parte come l' Art Dealers Association of America (ADAA). Ma questo non è stato il solo espediente a cui la difesa di Mary Boone ha fatto ricorso. Infatti, il suo team di avvocati aveva già chiesto al giudice federale Alvin K. Hellerstein di considerare lo stato di incapacità della gallerista derivato da instabilità mentale (“ansia e depressione” si legge negli atti) e un'infanzia difficile. Il verdetto del giudice Hellerstein interpreta, invece, la condotta della Boone come consapevole e “motivata da avarizia e da brama di mantenere uno stile di vita eccessivo fino a violare la legge”.

Il futuro delle gallerie. All'inizio di questa settimana Mary Boone ha reso pubblica la notizia di voler chiudere le due gallerie di New York entro la fine di aprile 2019. La decisione, ponderata per una settimana dopo il verdetto, è motivate dalla volontà della gallerista di “essere onesta con gli artisti e con lo staff”. Gli ultimi due show saranno “paintings by Derrick Adams ” nella galleria sulla Fifth Avenue e Julia Wachtel a Chelsea. Mary Boone oggi spera dal carcere di diventare “una persona migliore” e tornare di nuovo a far parte del mondo dell'arte. Tra gli artisti attualmente rappresentati dalla Boone che rimarranno presto orfani si annoverano: A i Weiwei, Judith Barry, Robert Barry, Ericka Beckman, Joseph Beuys, Dawoud Bey, Ross Bleckner, Angela Bulloch, Francesco Clemente, Will Cotton, Tomoo Gokita, Hilary Harkness, Jim Isermann, Barbara Kruger, Barry Le Va, Ryan McNamara, Olivier Mosset, Elizabeth Neel, Erik Parker, Ed Paschke, G.T. Pelizzi, Peter Saul, Peter Schuyff, Laurie Simmons, Keith Sonnier e Julia Wachtel.Chissà cosa pensano della loro gallerista?

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