L'ALTRA METÀ DELL'ESPRESSIONISMO AMERICANO

Mary Callery, la difficile affermazione della scultura

Le sue opere tra Modernismo francese e arte primitiva hanno un mercato circoscritto e riservato

di Serena Cozzi e Sharon Sabatini*

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Mary Callery, Untitled, 1940, bronzo con patina nera, 6,4 x 8,3 x 2,5 cm, stima: 457 € - 640 €, venduto per 338 € nel 2019 presso Heritage Auctions USA, Credit Heritage Auctions

Le sue opere tra Modernismo francese e arte primitiva hanno un mercato circoscritto e riservato


3' di lettura

Se nel mercato dell'arte internazionale le quotazioni delle donne dell'Espressionismo Astratto americano sono in ascesa – si vedano i risultati di Joan Mitchell e Helen Frankenthaler e i loro lotti in arrivo sul mercato – la performance di Mary Callery (1903-1977) rimane sottotono. Scultrice americana benestante fin dalla nascita, scelse di non promuovere la sua arte sul mercato, ma di collezionare opere di diversi artisti del suo tempo, conosciuti nei suoi viaggi in Europa. Quando, nel 2009, la sua collezione è andata all'asta da Christie's a Parigi, 55 lotti (tra cui 23 opere di Picasso) sono stati venduti per 2,5 milioni di euro. Il top lot è stato “Horloge” di Hans Ar p, passato di mano per 913.000 euro. E fin qui la storia di una collezionista amica di molti artisti famosi del suo tempo.

Arnold Lehman, Senior Advisor di Phillips e Direttore Emerito del Brooklyn Museum NY

Le opere della Callery, invece, sul mercato sono rare e non si registrano fatturati annui significativi per i lotti venduti. “Mary Callery faceva parte dell'alta società di artisti e collezionisti di New York, come la famiglia Rockefeller, che ha collezionato le sue opere” spiega Arnold Lehman, Senior Advisor di Phillips e direttore emerito del Brooklyn Museum di New York, “Oggi il suo mercato è circoscritto e riservato. Il fatturato record registrato nel 2005 deriva probabilmente dalla provenienza delle opere all'asta, appartenute ai Rockefeller”.

Uno stile personale
Tra le problematicità c'è il fatto che le opere di Mary Callery non presentano le caratteristiche tipiche del clima dell'Espressionismo Astratto americano, in cui l'artista nasce e vive, e i suoi lavori furono prevalentemente realizzati su commissione. Le sue sculture sono una rivisitazione tra Modernismo francese e arte primitiva; la Callery non perse mai completamente la connessione con la figura e con la natura, quindi non diventò mai un'artista puramente astratta. Questo, probabilmente, ha contribuito a mantenerla nell'ombra sia in termini di mostre che di mercato.

Mary Callery, Acrobats With Birds, 1947, bronzo, 132,1 x 73,7 x 39,4 cm, stima: 4.145 € - 5.803 €, venduto per 12.928 € nel 2005 presso Sotheby's New York

Nonostante, ad oggi, diversi musei possiedano sue opere, tra cui il Kykuit, altrimenti noto con il nome di John D. Rockefeller Estate, il numero di opere effettivamente esposte è esiguo. Tra le eccezioni, “Horse” (1942) esposta al MoMA nel giardino delle sculture The Abby Aldrich Rockefeller Sculpture Garden . La scena artistica statunitense dagli anni '40 agli anni '60 ha visto Mary Callery partecipare a numerose esposizioni collettive in musei come il MoMA , il Whitney Museum of American Art e il Contemporary Arts Museum di Houston . Carenti e poco definiti, invece, i dati riguardanti le esposizioni personali, che coinvolgono gallerie come la Curt Valentin Gallery, la Buchholz Gallery e M. Knoedler & Co. Più recentemente le sue opere sono state esposte da Francis Naumann Fine Arts nel 2018 e alla TCJ Johnson Collection Gallery , che ha ospitato una mostra collettiva sulle donne moderniste all'inizio di quest'anno. In fiera è stata esposta alla Houston Fine Arts Fair nel 2011, presentata dalla Universal Limited Art Edition, ad Art Basel Miami Beach nel 2016, presentata da Francis Naumann, e ad Art Genève nel febbraio 2018.
Un altro limite del suo mercato riguarda la mancanza di una fondazione che ne valorizzi l'operato. George Mittendorf, erede della Callery, non ha mai dato vita a una fondazione, ma si occupa personalmente delle autentiche e della custodia di tutte le sculture rimaste dell'artista.

I risultati all'asta
Considerando le vendite all'asta dal 1991 al 2019, Mary Callery è rappresentata principalmente sul mercato americano e francese. Il price range va da soli 375 dollari per “Untitled”, venduta nel 2019 da Heritage Auctions Usa , a 15.600 dollari per “Acrobats with Birds” venduto nel 2005 da Sotheby's a New York. Nell'anno a più alto aggiudicato, il 2005, il totale annuo ha superato di poco i 25.000 dollari; il secondo anno migliore è stato il 2017 con un aggiudicato totale di quasi 15.000 dollari. Ad oggi non ci sono lotti in arrivo sul mercato, l'ultima occasione è stata l'anno scorso da Phillips a New York, quando “Circus Rider” è stata inclusa nella private sale “Nomen: American Women Artists from 1945 to today”. Se dovessero arrivare sul mercato, le opere più interessanti sono quelle del suo primo periodo di produzione (anni'40-'50), a cui appartengono anche i top lot.

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