arte ed economia

Marzia Migliora porta Thomas Malthus al MA*GA

La nuova produzione dell'artista, sostenuta dell'Italian Council e promossa dal museo, riprende l'economista attraverso disegni e collage, un'installazione e una video installazione di realtà virtuale, entrati nella collezione permanente di Gallarate

di di Francesca Guerisoli

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Marzia Migliora. Foto di Alessio Baratella.

La nuova produzione dell'artista, sostenuta dell'Italian Council e promossa dal museo, riprende l'economista attraverso disegni e collage, un'installazione e una video installazione di realtà virtuale, entrati nella collezione permanente di Gallarate


4' di lettura

Non è durata nemmeno un mese l'apertura al pubblico della mostra «Lo Spettro di Malthus» di Marzia Migliora (Alessandria, 1972 – vive a Torino; Galleria Lia Rumma , Napoli-Milano, fotografie da 12.000 a 20.000 € in base alla dimensione e all'edizione disponibile; disegni da 5.000 ai 15.000 €; installazioni da 40/50.000 € a salire; video da 30.000 € a salire) al MA*GA di Gallarate, inaugurata il 10 ottobre e in programma fino al 13 dicembre. Il progetto, curato da Matteo Lucchetti e vincitore della VI edizione del bando Italian Council (2019), è da tre anni al centro della ricerca dell'artista, che riprende le teorie dell'economista e demografo inglese Thomas Malthus, autore di “Saggio sul principio della popolazione e i suoi effetti sullo sviluppo futuro della società” (1798). Teorie che, benché enunciate alla fine del XVIII secolo, preannunciavano il problema dell'insostenibilità tra crescita demografica e produzione alimentare, indicando come conseguenze di monoculture e allevamenti industriali possibili carestie e pandemie, imponendo, perciò, un ripensamento delle logiche dello sfruttamento globale delle risorse.

La mostra

La ricerca di Marzia Migliora che ha portato alla rassegna «Lo Spettro di Malthus» prende avvio nel 2017, quando inizia quella che diverrà la serie di 24 disegni/collage «Paradossi dell'abbondanza», dove il disegno e i ritagli applicati si integrano in modo delicatissimo, senza soluzione di continuità, producendo una realtà sovra-temporale che narra la pratica dell'agricoltura impiegata per la produzione del cibo come merce (monoculture, produzioni intensive, pesticidi, organismi geneticamente modificati). I disegni, presentati in mostra come installazione, adagiati su carrelli alimentari in singoli cassetti estraibili, forniscono le creature e le animazioni per il video in realtà virtuale «Lo Spettro di Malthus», in cui il pubblico è condotto in un viaggio attraverso i tunnel scavati nelle viscere della terra, fino a oltre cento metri di profondità sotto il livello del mare, quota a cui si trova il salgemma, estratto nelle miniere siciliane di sale. La terza opera in mostra, «La gabbia», è un'installazione immersiva “voyeuristica”, che insieme a «Lo Spettro di Malthus» entrerà nella collezione permanente del MA*GA.

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La produzione e i partner internazionali

Il progetto espositivo ha previsto un costo complessivo di 177.000 €, di cui l 'Italian Council ha coperto l'80% (135.000 €), e la parte restante è stata corrisposta dal museo e dai partner internazionali. Nelle settimane in cui si segnava già un aumento significativo dei contagi, la mostra ha registrato 965 visitatori, su prenotazione, con ingressi contingentati (cinque persone ogni 30 minuti). Se il 3 dicembre, allo scadere del DPCM, i musei potranno riaprire al pubblico, la mostra verrà prorogata fino a Natale. In caso contrario, si potrà fruire delle opere «Lo Spettro di Malthus» e «La Gabbia» successivamente, quando la collezione del museo verrà riallestita per dare spazio alle nuove acquisizioni. La collaborazione internazionale – prevista dal bando – è avvenuta con tre partner, due dei quali avrebbero dovuto allestire la video installazione in realtà virtuale presso i propri spazi espositivi, eventi annullati a causa dello stato di emergenza in corso. Il Van Abbemuseum di Eindhoven, al suo posto, ha creato una pagina web che ospita i contenuti digitali prodotti per la mostra e il catalogo scaricabile in pdf; l'Istituto Italiano di Cultura di Varsavia pubblicherà una visita virtuale alla mostra della durata di dodici minuti, prodotta proprio in questi giorni al museo MA*GA. Il terzo partner del progetto, il Serlachius Museum di Mantta, in Finlandia, ha ospitato poco prima del lockdown di marzo scorso la prima versione de «La gabbia» nella collettiva sull'arte italiana “The Quest for Happiness. Italian Art Now”, curata da Maria Stella Bottai, Lorella Scacco e Pirjo Immonen in occasione della celebrazione dei Cento anni d'Italia in Finlandia.

Il catalogo distribuito anche nei supermercati

Realizzato in 10.000 copie, il catalogo è stato pubblicato come allegato commerciale al settimanale “Internazionale”, distribuito gratuitamente in Lombardia e successivamente reso scaricabile in pdf dal sito del MA*GA. “La volontà era di uscire dal sistema dell'arte e parlare di produzione alimentare, crescita demografica, e la relazione di questi con il cambiamento climatico. Temi di estrema attualità che desideravamo arrivassero a quante più persone possibile” dice Matteo Lucchetti. “La pubblicazione riflette lo stile di Internazionale, con reprint di articoli usciti sulla stampa estera uniti a saggi inediti”.

Il MA*GA sotto pandemia

L'Italian Council, in casi come questo, si sta rivelando uno strumento utile a ridare impulso ai musei come centri di produzione e ampliamento delle collezioni. “Su un piano museale – dice Alessandro Castiglioni, curatore del MA*GA – il museo da solo non sarebbe mai stato in grado di produrre mostre di questa portata”. Il budget annuo per l'attività espositiva, oltre ad essere stato costantemente ridotto negli anni, è molto variabile. “È complesso costruire piani pluriennali, al massimo sono di due o tre anni”. Per il 2021 l'attività espositiva sarà sostenuta principalmente dal dal MiBACT , da mecenati privati, quali Ricola, Lamberti, SEA, gli Amici del MA*GA, Castaldi e da bandi pubblici tra cui Cultura di qualità di Fondazione Cariplo per 70.000 € e La Lombardia è dei Giovani , di Regione Lombardia , che finanzia un progetto di rete per la cifra di 90.000 € a sostengo di produzioni legate ai giovani artisti. Si tratta di contributi importanti per un museo di una città non capoluogo di provincia.

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