solidarietà

Marzotto e Giada donano mascherine ai fornitori: la mobilitazione riguarda l’intera filiera

I primi marchi del lusso a sostenere la ricerca sono stati Bulgari e Dolce&Gabbana, oltre un mese fa - Negli ultimi giorni l’elenco di iniziative si è allungato e coinvolge tutte le persone che si confrontano con l’emergenza

di Giulia Crivelli

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I primi marchi del lusso a sostenere la ricerca sono stati Bulgari e Dolce&Gabbana, oltre un mese fa - Negli ultimi giorni l’elenco di iniziative si è allungato e coinvolge tutte le persone che si confrontano con l’emergenza


3' di lettura

Non era ancora scattata l’emergenza con i primi contagiati – con la conseguente costituzione delle zone rosse in Lombardia e Veneto – quando alcune maison del lusso avevano già donato per sostenere la ricerca, a partire da Armani, Bulgari e Dolce&Gabbana.

L’articolo di Marta Casadei sulle “prime” donazioni: Coronavirus, la moda in prima linea tra donazioni e progetti

In questi giorni l’elenco si è allungato e in queste ore si registrano molte novità, che toccano in particolare la filiera e quel sostegno e impegno “di squadra” che molti invocano (non solo in tempi di coronavirus).

La scelta di Marzotto e Giada
Per fornire un reale sostegno alle comunità dove il gruppo è presente, Marzotto ha deciso di donare oltre 150mila mascherine ai propri dipendenti, alle loro famiglie e alle località italiane dove si trovano i suoi stabilimenti, come Valdagno (VI), Piovene Rocchette(VI), Recoaro (VI), Cornedo (VI), Mongrando (BI), Strona (BI), Sondrio (SO) e Villa d’Almè (BG). «In questo momento drammatico ci siamo chiesti cosa potessimo fare per i nostri territori, quelli in cui ci sono i nostri stabilimenti, a cui abbiamo sì dato tanto ma da cui abbiamo ricevuto tantissimo. Abbiamo pensato di offrire la nostra competenza e la capacità di trovare soluzioni ai problemi – spiega Davide Favrin, ceo di Marzotto Group in una nota –. Sappiamo fare tessuti e siamo stati molto esigenti nel cercare un prodotto sicuro. Le mascherine sono un piccolo segno per cercare di dare un aiuto concreto alle famiglie dei nostri collaboratori e a tutte le persone che vivono nelle comunità nelle quali siamo presenti da molti anni. È sicuramente un momento difficile ma sapremo reagire».

Scelta simile quella di Giada: fin dal primo blocco nazionale italiano a inizio marzo, l’azienda ha messo a disposizione una costante fornitura di mascherine alle aziende dei settori della produzione tessile e abbigliamento di tutta Italia. A oggi sono state consegnate 25mila mascherine a 80 società, in particolare della Lombardia e del Veneto.
Alcune di queste società sono fornitori esterni di Giada, come Loro Piana, Colombo ed Eudia, una parte vitale dell’industria della moda italiana.
«La maggior parte delle aziende che ricevono aiuti da Giada sono state gravemente colpite dall’epidemia: sono piccole e medie imprese le cui operazioni commerciali contribuiscono in modo significativo all’economia delle città della regione», spiega un comunicato dell’azienda.

Luisa Spagnoli per l’emergenza in Umbria
Donazione di mascherini e non solo per Luisa Spagnoli, che le ha consegnate in particolare all’ospedale S. Maria della Misericordia di Perugia. L’azienda ha inoltre effettuato una donazione in denaro, che servirà all’acquisto di apparecchiature, secondo le necessità espresse dal personale medico-sanitario, duramente impegnato in questa battaglia.
«Essere capitano d’azienda in questa situazione è un’impresa veramente ardua – spiega Nicoletta Spagnoli, ad e presidente della Luisa Spagnoli – occorre più che mai determinazione, spirito combattivo e una visione razionale del domani. L’emergenza mi ha costretta a chiudere oltre 150 negozi, a sospendere la collezione e a fermare tutte le attività. In queste situazioni è importante più che mai reagire e decidere rapidamente per rispondere alla esigenze contingenti».

Il proprietario coreano di Fila sostiene l’ospedale di Biella
Gene Yoon, presidente di Fila, marchio acquisito nel 2007 dall’imprenditore coreano, ha voluto ribadire la sua vicinanza alla città di Biella che nel 1911 ha dato i natali al marchio e dove ha oggi sede la fondazione Fila Museum di cui è presidente. Cittadino onorario biellese dal 2010, Gene Yoon ha alla lotta all’emergenza, con una donazione a titolo personale che servirà all’acquisto di cinque postazioni letto presso il reparto di terapia intensiva del Nuovo Ospedale degli Infermi di Biella, per un valore di 83mila euro. Le postazioni letto che saranno rese disponibili grazie al supporto della Onlus Amici dell’Ospedale di Biella, offrono la possibilità di effettuare la terapia rotazionale programmata, una modalità di gestione del paziente particolarmente importante nel trattamento delle patologie polmonari cui il Covid-19 dà luogo nella sua forma più grave.

Donazione di 200mila euro di Canali all’ospedale di Monza
Il Gruppo Canali ha deciso di donare 200 mila euro all’Ospedale San Gerardo di Monza tramite la Fondazione Canali Onlus, nata nel 2013 dalla volontà della famiglia Canali di dar vita ad un organismo di utilità sociale senza fini di lucro, che possa esprimere quei valori di responsabilità
umana e collettiva che sono alla base dell’etica della famiglia e del gruppo Canali, da sempre radicato intorno a Monza e nel territorio lombardo.

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