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Scuola, Miozzo (Cts): in classe niente mascherina se c’è distanza

Per il coordinatore del Comitato tecnico scientifico, Agostino Miozzo, «tra due settimane vedremo come è l'andamento dell'epidemia: se schizza verso l'alto molto probabilmente altre precauzioni bambini e ragazzi sopra i sei anni dovranno essere prese».Le Regioni annunciano però un muro nel caso in cui, con il continuo trend di aumento dei contagi, dovesse passare la linea della mascherina obbligatoria per gli alunni in classe anche durante la lezione

di Andrea Gagliardi

Scuola, allarme pediatri: norme confuse e contraddittorie

Per il coordinatore del Comitato tecnico scientifico, Agostino Miozzo, «tra due settimane vedremo come è l'andamento dell'epidemia: se schizza verso l'alto molto probabilmente altre precauzioni bambini e ragazzi sopra i sei anni dovranno essere prese».Le Regioni annunciano però un muro nel caso in cui, con il continuo trend di aumento dei contagi, dovesse passare la linea della mascherina obbligatoria per gli alunni in classe anche durante la lezione


4' di lettura

A partire dal 27 agosto è iniziata la distribuzione di mascherine e gel igienizzante presso le scuole. «Distribuiremo 11 milioni di mascherine gratuite al giorno alla totalità delle scuole del paese per metterle a disposizione di studenti e personale» ha assicurato il commissario all'emergenza Covid Domenico Arcuri. Sulle mascherine in classe, il Comitato tecnico scientifico è tornato a quella che era stata la sua prima valutazione: bambini e ragazzi sopra i sei anni dovranno usare la mascherina a scuola, ma prevalentemente per gli spostamenti in classe. La mascherina potrà essere abbassata durante una interrogazione, a mensa o mentre si farà ginnastica. E anche durante la lezione in classe, ma solo se è possibile mantenere la distanza di almeno 1 metro. «Se il docente è certo che gli studenti siano seduti e distanziati - ha spiegato il coordinatore del Cts Agostino Miozzo al Corriere della Sera - ad esempio durante il compito in classe o l'interrogazione, allora potrà consentire di abbassarle. Chi si muove in classe deve indossarle, i movimenti vanno protetti». E poi ci saranno delle condizioni particolari «come ad esempio l'uso o non uso della mascherina per una ragazzo o una ragazza non udente, per un bambino con delle difficoltà neurologiche o psicologiche».

Sulle mascherine decisione finale prima dell’inizio della scuola

Alcune questioni potrebbero però essere rivalutate dopo la riunione internazionale dell'Oms del prossimo 30 agosto sul tema del rientro a scuola, a cui parteciperà anche il ministro della Salute Roberto Speranza e durante la quale potrebbero essere definite le linee guida a livello europeo. La decisione finale verrà presa dal Cts prima dell’inizio della scuola. Non è escluso che in caso di continuo trend di aumento dei contagi, possa passare la linea della mascherina obbligatoria per gli alunni in classe. «Tra due settimane vedremo come è l'andamento dell'epidemia: se schizza verso l'alto molto probabilmente altre precauzioni dovranno essere prese ma siamo convinti questo non succederà» ha detto Miozzo.

Il muro delle Regioni

Intanto però mentre la Conferenza delle Regioni ha approvato le indicazioni operative dell’Istituto superiore di sanità per la gestione di casi e focolai Covid19 nelle scuole e nei servizi educativi dell'infanzia, le Regioni annunciano un muro nel caso in cui, con il continuo trend di aumento dei contagi, dovesse passare la linea della mascherina obbligatoria per gli alunni in classe anche durante la lezione. «È una visione ampiamente condivisa in Conferenza», ha spiegato il governatore della Liguria Giovanni Toti. Una linea che ha trovato conferma nelle parole di altri governatori (a partire da quello del Piemonte Alberto Cirio), che tendono ad escluderla soprattutto per le elementari. In tal caso l'unica possibilità a cui aprirebbero i governatori è quella di valutare, laddove non fosse possibile il distanziamento, «l'utilizzo dei dispositivi di protezione in maniera differenziata nei territori con parametri di riferimento variabili a seconda degli indici di contagio e di eventuali focolai». E lo stesso viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri, ha ammesso: «O c'è la distanza di un metro o c'è la mascherina, serve buon senso. Sarà molto difficile farla tenere a bambini da 6 e 10 anni».

Mascherine e incognita banchi

Ma c’è poi anche un altro problema. Per garantire la distanza di un metro tra gli alunni servono non solo aule abbastanza ampie, ma anche i banchi monoposto. Per il primo lotto dei 2,4 milioni di banchi previsti dal bando di gara indetto dal commissario all'emergenza Domenico Arcuri, bisognerà aspettare la prima settimana di settembre per il primo lotto. E per l'ultimo lotto la fine di ottobre. Nel periodo in cui le classi saranno ancora sprovviste di banchi monoposto rischia di essere obbligatoria la mascherina durante la lezione. E, se la situazione dovesse protrarsi nel tempo, sarà necessaria l'attivazione della didattica a distanza.

Esperti divisi

Intanto le mascherine a scuola continuano a suscitare pareri contrastanti tra gli addetti ai lavori. C’è chi le ritiene protettive e indispensabili. Altri troppo fastidiose e perfino dannose. «Ci sono pochi dati scientifici sull'argomento: è difficile ricavarli vista la varietà di situazioni in cui può essere usata la mascherina - spiega Carlo Signorelli, professore di Igiene all'Università Vita-Salute del San Raffaele - di certo la mascherina aumenta la protezione dal contagio, ma bisogna commisurare l'obbligo di indossarla con le attività che devono essere svolte: per questo ha senso che a scuola venga usata negli spostamenti, all'ingresso e all'uscita, e nell'intervallo, quando è più difficile mantenere la distanza». Michele Riva, medico del lavoro e ricercatore all'Università di Milano-Bicocca, sottolinea invece che «il distanziamento funziona se si rispettano rigorosamente le norme igieniche, come starnutire o tossire nella piega del gomito, cosa non sempre scontata. Per questo nelle prime settimane di riapertura, a scopo cautelativo, consiglierei la mascherina anche in classe: si potrebbe poi allentare gradualmente l'obbligo a seconda dell'andamento dei contagi».

Per molti, però, una misura del genere resta comunque di difficile applicazione. «È impossibile ipotizzare che ragazzini e bambini possano indossarla per cinque ore di seguito, non ce la faccio neanche io», ammette Massimo Galli, responsabile del reparto Malattie infettive dell'Ospedale Sacco di Milano. «È importante - aggiunge - che la portino all'ingresso e all'uscita da scuola; durante l'intervallo pure, ma vedo difficile fare la merenda con la mascherina in faccia», aggiunge l'esperto. Alcuni ipotizzano che oltre a essere fastidiose, le mascherine possano addirittura causare difficoltà di respirazione e concentrazione. «È possibile che le mascherine - aggiunge Signorelli - ma si tratta di un fattore personale: qui si tratta di trovare regole comuni che vadano bene per tutti»

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