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Mascherina, pulizia e spazi comuni: cosa cambia dal 1° luglio nei luoghi di lavoro privato

Il nuovo protocollo sulla sicurezza sul lavoro, condiviso tra ministeri e parti sociali, sarà ridiscusso entro il 31 ottobre alla luce della situazione epidemiologica

di Andrea Gagliardi

Mascherine sul lavoro, le nuove regole in vigore dal 1° luglio

3' di lettura

Una forte raccomandazione all'uso della mascherina Ffp2, che resta «un presidio importante per la tutela della salute dei lavoratori ai fini della prevenzione del contagio» nelle fabbriche e negli uffici, soprattutto in ambienti chiusi e condivisi da più lavoratori o aperti al pubblico o dove comunque non sia possibile il distanziamento interpersonale di un metro per le specificità delle attività lavorative.

Così recita il protocollo di aggiornamento delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del Covd negli ambienti di lavoro approvato il 30 giugno da sindacati e associazioni di datori di lavoro insieme al ministero del Lavoro e della Salute. Un protocollo in vigore dal 1° luglio e da ridiscutere entro il 31 ottobre 2022 per verificare l‘aggiornamento delle medesime misure alla luce del quadro epidemiologico.

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Protocollo anti-covid, il testo definitivo

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Dall’obbligo alla raccomandazione

Si passa dunque dall’obbligo a una forte raccomandazione al ricorso alla mascherina Ffp2 (archiviata la mascherina chirurgica), così come già avviene nel settore pubblico, dove le regole non sono cambiate. Il vecchio protocollo prevedeva infatti che «in tutti i casi di condivisione degli ambienti di lavoro, al chiuso o all’aperto è comunque obbligatorio l’uso delle mascherine chirurgiche o di dispositivi di protezione individuale di livello superiore»Il datore di lavoro, ad ogni modo, deve assicurare «la disponibilità di FFP2 al fine di consentirne a tutti i lavoratori l'utilizzo.


Obbligo di mascherina solo in casi specifici

Le singole aziende in base al contesto lavorativo possono decidere se rendere ancora più stringente il vincolo a indossare la mascherina FFP2. E far scattare l’obbligo. «Il datore di lavoro - si legge nel documento - su specifica indicazione del medico competente o del responsabile del servizio di prevenzione e protezione, sulla base delle specifiche mansioni e dei contesti lavorativi sopra richiamati, individua particolari gruppi di lavoratori ai quali fornire adeguati dispositivi di protezione individuali (FFP2), che dovranno essere indossati, avendo particolare attenzione ai soggetti fragili».

Pulizia, sanificazione e ricambio d’aria degli ambienti

Il datore di lavoro inoltre «assicura la pulizia giornaliera e la sanificazione periodica dei locali, degli ambienti, delle postazioni di lavoro e delle aree comuni e di svago. Occorre «garantire la pulizia, a fine turno, e la sanificazione periodica di tastiere, schermi touch e mouse con adeguati detergenti, sia negli uffici che nei reparti produttivi». In tutti gli ambienti di lavoro «vengono adottate misure che consentono il costante ricambio dell'aria, anche attraverso sistemi di ventilazione meccanica controllata».

Smart working da rafforzare

Il nuovo protocollo fornisce anche delle indicazioni sullo smart working, una modalità finora molto impiegata dalle aziende anche se negli ultimi tempi si era tornati molto di più verso il lavoro in presenza. Il documento avverte che «pur nel mutato contesto e preso atto del venir meno dell’emergenza pandemica, si ritiene che il lavoro agile rappresenti, anche nella situazione attuale, uno strumento utile per contrastare la diffusione del contagio da Covid-19». Non solo. Le Parti sociali, «in coerenza con l'attuale quadro del rischio di contagio, manifestano l'auspicio che venga prorogata ulteriormente la possibilità di ricorrere allo strumento del lavoro agile emergenziale». In pratica si auspica il ripristino dello smart working semplificato per tutti, senza necessità di accordi individuali con il datore di lavoro (in particolare per i lavoratori fragili, fino a l 31 dicembre 2022). Ma per far questo serve una norma ad hoc del governo.


Accesso contingentato agli spazi comuni

L'accesso agli spazi comuni, comprese le mense aziendali, le aree fumatori e gli spogliatoi è contingentato, con la previsione di una ventilazione continua dei locali e di un tempo ridotto di sosta all'interno di tali spazi. «Occorre provvedere all'organizzazione degli spazi e alla sanificazione degli spogliatoi, - si legge nel testo - per lasciare nella disponibilità dei lavoratori luoghi per il deposito degli indumenti da lavoro e garantire loro idonee condizioni igieniche sanitarie. Occorre garantire la sanificazione periodica e la pulizia giornaliera, con appositi detergenti, dei locali delle mense, delle tastiere dei distributori di bevande e snack».

Entrate e uscite scaglionate

Se la temperatura risulterà superiore a 37,5°C, non sarà consentito l'accesso ai luoghi di lavoro. Si favoriscono orari di ingresso/uscita scaglionati in modo da evitare assembramenti nelle zone comuni (ingressi, spogliatoi, sale mensa). Laddove possibile, «occorre dedicare una porta di entrata e una porta di uscita da questi locali e garantire la presenza di detergenti segnalati da apposite indicazioni».



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