ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùVerso la ripresa del 10 gennaio

Covid, così la scuola prova a evitare la Dad: dalle mascherine Ffp2 alle quarantene ridotte

Con la manovra 400 milioni per rinnovare prof e Ata “aggiuntivi”. Verso accordo con le regioni sulle quarantene: per i vaccinati, o guariti, solo autosorveglianza e poi test. Per tutti gli altri, lezioni on line

di Claudio Tucci

Si lavora sulla scuola, l'obiettivo e' la presenza

4' di lettura

Dalle mascherine Ffp2 per le maestre e i professori a contatto con studenti che non possono portare la mascherina all’aiuto dell’esercito alle Asl su tracciamento e screening della popolazione scolastica. Dai nuovi fondi per prorogare l’organico aggiuntivo Covid alle nuove misure, allo studio con le regioni, sulle quarantene. A una manciata di giorni dalla ripresa delle lezioni, in parte il 7 gennaio, la maggioranza dal 10 gennaio, il governo è al lavoro per mantenere l’impegno della scuola in presenza. Al netto ovviamente della recrudescenza del virus (che, a detta di molti esperti, sta diventando malattia pediatrica). Ma sulle possibili modifiche alle quarantene arriva il secco No di Lega e M5s.

Mascherine Ffp2

La prima misura che sarà messa in campo è l’obbligo delle mascherine Ffp2 che saranno distribuite in base al decreto legge approvato prima di Natale dal consiglio dei ministri. L’Istruzione ha già avviato il monitoraggio per quantificare il numero di docenti destinatari delle mascherine Ffp2. In base alle nuove regole le mascherine Ffp2 andranno al personale che lavora a contatto con alunni che non sono tenuti indossare mascherine, e dunque, le maestre e i maestri delle scuole dell’infanzia e i docenti nelle classi primarie e secondarie dove ci sono alunni che non hanno la mascherina perché esentati per specifici motivi.

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Fondi in più per organico Covid e supporto psicologico

Le scuole, poi, in base alle novità previste in manovra, avranno a disposizione 400 milioni di euro per prorogare i contratti del personale aggiuntivo, sia insegnanti che Ata, assunto temporaneamente fino a dicembre per fronteggiare l’emergenza sanitaria. Si tratta di rinnovare circa 30/40mila contratti. L’Istruzione ha dato indicazione agli istituti di rinnovare tutti i contratti fino al 31 marzo, impegnandosi poi a recuperare i fondi mancanti per arrivare fino al termine delle lezioni, ovvero giugno. Sempre la legge di Bilancio stanzia inoltre 20 milioni, per il 2022, per il supporto psicologico delle studentesse, degli studenti e del personale, anche in risposta a quanto vissuto durante l’emergenza Covid.

In campo anche l'esercito su test e tracciamento

Alla ripresa delle lezioni entrerà in gioco l'esercito per supportare le Asl nella gestione dei casi Covid a scuola. Sarà il ministero della Difesa ad assicurare il supporto a regioni e province autonome nello svolgimento delle attività di somministrazione di test per la ricerca del virus e di quelle correlate di analisi e di refertazione attraverso i laboratori militari della rete di diagnostica molecolare dislocati sul territorio nazionale. Per incrementare le capacità diagnostiche dei laboratori militari, per l’anno 2022, è autorizzata la spesa complessiva di 9 milioni di euro.

La trattativa sulle quarantene

A queste novità se ne potrebbe aggiungere un’altra, relativa alle quarantene. In queste ore è in corso una trattativa governo-regioni. Nei giorni scorsi gli enti territoriali avevano avanzato una serie di proposte tecniche. L’ipotesi è quella di prevedere, nel caso di due studenti risultati positivi in una classe, solo l’autosorveglianza di cinque giorni (con test a 10 giorni) per i ragazzi vaccinati (o guariti negli ultimi mesi) e la quarantena di 10 giorni con Dad per gli altri. Con tre contagi in una sola classe, sarebbe poi la Asl a valutare ulteriori provvedimenti come la sospensione dell’attività in presenza.

Maggioranza divisa

Ma non tutta la maggioranza è d’accordo sull’intervento sulle quarantene. Lega e M5s si sono dichiarati contrari all’ipotesi di nuove norme per la ripresa della scuola in sicurezza, che prevederebbero la Dad per gli alunni non vaccinati in caso di due positivi in classe. «Non si può pensare di discriminare i bambini, prevedendo per alcuni la Dad e per altri la frequenza in presenza. Si continui ad investire risorse per la sicurezza, anzi si aumentino le risorse per la scuola, e si migliori il protocollo affinché sia più efficace. Ma le scuole devono restare aperte», ha detto la sottosegretaria all’Istruzione, Barbara Floridia (M5S. Altolà anche della Lega: «Lasciare a casa da scuola 3 milioni e mezzo di bambini a gennaio non è la soluzione».

La fascia critica degli studenti 5-11 anni

Il nodo critico, vista la maggiore contagiosità di Omicron proprio in età pediatrica, sono gli alunni tra i 5 e gli 11 anni, visto che, per loro, la campagna vaccinale è appena partita. Secondo quanto dichiarato dal professor Walter Ricciardi, consigliere scientifico del ministro della Salute, Roberto Speranza, tra gli studenti più piccoli la vaccinazione è ancora scarsa, nella fascia 5-11 anni si è all’8% con una dose.

Gli effetti negativi della scarsa qualità della Dad

Che il governo ci provi, con ogni misura, a frenare un ritorno massiccio alla Dad è giustificato dagli effetti della scarsa qualità delle lezioni da remoto sugli apprendimenti dei ragazzi. Oltre ovviamente ai disagi psicologici e sulla socialità. Gli ultimi dati resi noti a luglio scorso dall’Invalsi sono eloquenti: in quinta superiore, lo si ricorderà, il 44% di studenti non è arrivato al livello minimo in italiano (eravamo al 35% nel 2019) e addirittura il 51%, vale a dire uno su due, in matematica (42% nel 2019). Con performance peggiori nei territori del Mezzogiorno, specie in Puglia e Campania, dove le scuole sono state chiuse di più.

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