Gli atti

Mascherine alla Regione Lazio, i rapporti degli indagati con Arcuri. Le mire sulla commessa per i banchi con rotelle

Secondo i pm, «Farina vanta rapporti con personaggi noti, come Roberto De Santis, l’ex senatore Saverio Romano, soggetti per il tramite dei quali riesce ad avere contatti con pubblici amministratori che in questo periodo si occupano delle forniture pubbliche di dispositivi medici e di protezione individuale»

di Ivan Cimmarusti

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3' di lettura

Una nota investigativa del 5 ottobre scorso solleva nuovi particolari sulla gestione della crisi pandemica da parte dell’ormai ex Commissario straordinario Domenico Arcuri. Nell’inchiesta sulla fornitura di 5 milioni di mascherine Ffp2 e 430.000 camici alla Regione Lazio emergono i presunti contatti tra Vittorio Farina, (classe 1955), imprenditore nel settore della stampa di giornali, e l’ad di Invitalia. Contatti – riportati nella nota investigativa n.41666 della Guardia di finanza – avuti per il sospetto tramite di Roberto De Santis, imprenditore già noto per i rapporti con gli ex Ds e con l’ormai noto Gianpaolo Tarantini.

Il traffico di influenze

Il particolare emerge dagli atti dell’inchiesta dei pm di Roma, che hanno mandato ai domiciliari tre imprenditori, tra i quali proprio Farina, con accuse che vanno dalla frode nelle pubbliche forniture e truffa aggravata fino al traffico di influenze. Ed è proprio quest’ultima ipotesi di reato che solleva nuovi interrogativi sulla gestione dell’ex Commissario Arcuri. Perché al netto della commessa di mascherine e camici gli indagati sarebbero stati pronti ad avviare nuove commesse con la Pubblica amministrazione. Lo scrive lo stesso gip nei documenti d’arresto. «Sussiste – si legge – il concreto pericolo di reiterazione del reato. L’emergenza sanitaria è ancora in corso e dalle intercettazioni effettuate emerge che è ancora in atto una intensa attività di procacciamento di nuovi contratti di fornitura». Aggiunge che «come evidenziato dal pm l’attività tecnica (intercettazioni, ndr) ha mostrato il quadro di relazioni di cui Farina si avvantaggia nello svolgimento della sua attività di procacciatore di affari per conto della Ent srl», società che ha importate per la Regione Lazio le mascherine e camici poi oggetto di indagine.

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I presunti rapporti con Arcuri

Secondo i pm, «Farina vanta rapporti con personaggi noti, come Roberto De Santis, l’ex senatore Saverio Romano, soggetti per il tramite dei quali riesce ad avere contatti con pubblici amministratori che in questo periodo si occupano delle forniture pubbliche di dispositivi medici e di protezione individuale». Come riportato «nella nota n.41666 in data 5 ottobre 2020, il Farina nell’interloquire con Aleksic (Andelko, anche lui ai domiciliari, ndr) ha mostrato la sua soddisfazione nell’aver ottenuto la promessa – verosimilmente dal Commissario per l’emergenza Covi, Domenico Arcuri – di inserire la Ent quale fornitore sussidiario rispetto a Luxottica spa e Fca spa per l’approvvigionamento di un’ingente quantità di mascherine chirurgiche da destinare alle scuole.

I banchi con le rotelle alle scuole

In conversazioni telefoniche del 15 luglio scorso Farina chiama «Massimo Cristofori e nel corso della conversazione ha giurato di aver parlato con Domenico Arcuri». In altre telefonate parlano di una commessa per le scrivanie. Il riferimento è, probabilmente, ai banchi a rotelle per le scuole.
Cristofori: «Tu che sei grande amico di Arcuri, lanciati nel business delle scrivanie, hai sentito questa storia delle scrivanie?».
Farina: «Si ma come faccio, troppo».
Cristofori: «Tre milioni di scrivanie a prezzo medio 50 euro».
Farina: «È un macello quello che sta succedendo, ti rendi conto? Trenta milioni di mascherine al giorno…per le scuole, tra studenti, corpo insegnante, autisti di scorsa».
Cristofori: «Non riesce non riesce a inseristi in questo business qua con Arcuri?».
Farina: «Quello delle mascherine, stiamo, quello che non fornisce Luxottica e Fiat, sai che gli hanno fatto, che so grandi produttori no? Se non ce la fanno, subentriamo noi, adesso sappiamo tra qualche giorno…sono stato ieri giuro».

«Ho incontrato Arcuri»

I particolari, poi, sono presumibilmente confermati da una annotazione di polizia giudiziaria del 3 settembre scorso, in cui si parla di un incontro tra Farina e Arcuri. «Domenico mi ha promesso – dice Farina in una intercettazione telefonica – che se gli arriva la lettera, autorizza quell’acquisto (…) la dovrebbe fare oggi, oggi la deve fare e oggi pomeriggio ci deve fare l'ordine».

L’appalto con la Regione Veneto di Luca Zaia

Negli atti c’è spazio anche per una commessa con la Regione Veneto del governatore Luca Zaia. Il contratto è analizzato anche in una relazione dell'Uif di Bankitalia. Risulta che la Ent degli indagati abbia stipulato un ulteriore contratto per la fornitura di mascherine e camici per un valore di oltre 7 milioni di euro siglato tra Azienda Zero della Regione Veneto e la Ent. La stessa Uif ritiene che anche questa commessa evidenzi “motivi di sospetto riconducibili a una movimentazione anomala in quanto apparentemente incoerente con il profilo economico della società e con il settore di attività della stessa (casa editrice)».

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