LEGGENDE ITALIANE

Maserati, una storia di emozioni in pista e su strada. Al via la rivoluzione elettrica - Foto - Video

Il brand del Tridente non ha mai avuto una vita facile. In oltre 100 anni di vita è risorto più volte tanto che ha trovato stabilità soltanto dopo essere entrato a far parte del Gruppo Fiat.

di Corrado Canali

4' di lettura

Scorriamo, allora, la storia della Casa automobilistica italiana, nata per produrre esclusivamente vetture da corsa e poi diventata un brand simbolo delle supercar made in Italy. Il marchio emiliano inizia ufficialmente la sua storytelling il 1 dicembre 1914 quando i tre fratelli Maserati, Alfieri, Ernesto e Ettore già attivi nel settore della meccanica fondano a Bologna un'officina specializzata nelle elaborazioni di motori Isotta Fraschini e Diatto. Durante la prima Guerra Mondiale, Alfieri brevetta un'innovativa candela d'accensione e al termine del conflitto si concentra sulle corse montando un motore Hispano-Suiza su una Isotta Fraschini. Con questa vettura si aggiudica insieme con il fratello Ernesto, la mitica per allora Susa-Moncenisio del 1921

Nasce il Tridente il mitico logo Maserati

La prima vettura Maserati di sempre la Tipo 26 datata 1926 non è altro che un'evoluzione della Diatto GP 8C turbo equipaggiata di un motore 1500 a otto cilindri in linea da 120 cv. Nello stesso anno Mario, il quinto fratello Maserati nonché l'unico privo di passione per la meccanica realizza il mitico logo del Tridente, ispirato da quello presente sulla fontana del Nettuno in Piazza Maggiore a Bologna. Nel 1939 la famiglia Orsi che acquisisce la proprietà del brand trasferisce la Maserati a Modena, in un'area di loro proprietà e nello stesso anno lancia la 8CTF col motore 3.000 cc a otto cilindri con due compressori e un serbatoio dell'olio che funge da traversa centrale del telaio. Il primo veicolo progettato sotto la nuova direzione vince prima volta per un'auto italiana la 500 Miglia di Indianapolis con alla guida il driver statunitense Wilbur Shaw. Nessun altro motore italiano è mai più stato in grado di trionfare nella prestigiosa corsa yankee. Il 1957 è il migliore anno della storia Maserati: Fangio diventa campione del mondo in F1 per la quinta e ultima volta con quattro successi e due secondi posti in sette GP. Nello stesso anno debutta la prima vettura del Tridente prodotta su larga scala: la 3500 GT, modello che trasforma il marchio in una vera e propria Casa automobilistica.

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La proprietà di Citroen e lo scambio tecnico

Nel 1968 il 60% delle azioni Maserati passa alla Citroen. Orsi rimane presidente onorario e il figlio Omar entra nel consiglio di amministrazione con la delega al settore commerciale. La Casa francese utilizza i motori del marchio modenese per realizzare modelli come la SM, mentre il brand del Tridente acquisisce per sé alcune tecnologie del costruttore francese come le sospensioni idropneumatiche. Tre anni più tardi in concomitanza con il lancio della Bora, un coupè a motore centrale nata per sottrarre clienti alla Lamborghini Miura la famiglia Orsiesce definitivamente dalla Maserati, ma nel 1973 a causa della crisi petrolifera la famiglia Michelin, proprietaria della Citroen, cede il brand francese alla Peugeot, ma i nuovi proprietari inaspettatamente decidono di mettere addirittura in liquidazione il mitico marchio sportivo emiliano.

La gestione De Tomaso e l'arrivo della Biturbo

Grazie agli investimenti pubblici provenienti dalla Gepi, la Società per le Gestioni e Partecipazioni Industriali l'imprenditore argentino Alejandro de Tomaso acquisisce buona parte delle azioni Maserati e dopo aver risanato i debiti della società, investe su nuovi modelli come la terza generazione della ammiraglia, la Quattroporte del 1979 disegnata da Giugiaro e la Biturbo del 1981, una berlina-coupé a due porte caratterizzata da un prezzo accessibile ma anche da un'affidabilità precaria dovuta ai tempi ridotti di progettazione. La vettura assemblata a Milano negli stabilimenti Innocenti ottiene un successo davvero incredibile ma finisce per incidere negativamente sull'immagine del brand per la scarsa affidabilità e i seri problemi che ne sono derivati.

Finalmente la continuità con l'ingresso nel Gruppo Fiat

Nel 1993 la Maserati passa al Gruppo Fiat, che quattro anni più tardi cede il 50% delle azioni della società alla Ferrari. La prima vettura del Tridente realizzata sotto la nuova gestione, la 3200 GT disegnata da Giugiaro viene svelata al Salone di Parigi del 1998, un anno prima del completo passaggio del brand modenese al Cavallino. Nel 2001 la Casa emiliana torna sul mercato statunitense con la Spyder esposta al Salone di Francoforte di quell'anno: era la prima Maserati di sempre a montare un cambio con palette al volante e una linea simile a quella della 3200 GT ma dalla quale si distingue per i gruppi ottici posteriori più tradizionali, per il telaio rivisto per il motore 4.2 V8 Ferrari e per la trasmissione transaxle al retrotreno in blocco con il differenziale.

Il ritorno ufficiale nelle corse dopo più di 47 anni

Il 2003 è un anno importante per la Maserati: la quinta generazione della Quattroporte è la prima auto del Tridente disegnata da Pininfarina dopo mezzo secolo e conquista numerosi clienti. Nel 2004 si assiste invece al ritorno ufficiale nelle corse dopo ben 47 anni con la MC12, la vettura, dotata di un motore 6.000 cc V12 e di un telaio monoscocca in fibra di carbonio, partecipa al campionato FIA GT e conquista la prima vittoria sul circuito tedesco di Oschersleben con il finlandese Mika Salo e con l'italiano Andrea Bartolini. Tra il 2005 e il 2009 arrivano quattro titoli Piloti tre per la coppia composta da Bertolini e dal tedesco Michael Bartels e uno per l'italiano Thomas Biagi, due titoli Costruttori nel 2005 e 2007, anno dell'arrivo della Gran Turismo disegnata da Pininfarina e ben cinque campionati consecutivi per la scuderia Vitaphone.

I successi sportivi e la rivoluzione elettrificata

Nel 2010 la serie FIA GT cambia nome in Mondiale GTI ma i risultati non cambiano: trionfo iridato per Bartels e Bertolini e dominio tra i team per Vitaphone. Nel frattempo la gamma Maserati si arricchisce nel 2013 con l'arrivo di due nuove ammiraglie, la sesta generazione della Quattroporte svelata al Salone di Detroit e la sorella minore la Ghibli, giunta alla terza serie per la prima volta con le porte posteriori e realizzata sullo stesso pianale accorciato. Il resto è storia di oggi con la rivoluzione elettrificata che incombe e la MC20 il primo modello di una nuova era per la Casa del Tridente che dimostra di essere pronta a tornare ai piani alti nel selettivo settore delle vetture premium

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