Food - Le scelte del produttore

Masi, lo sbarco a Monaco rafforza le ambizioni di ripresa post Covid

di Matteo Meneghello

2' di lettura

«Il debutto e il riscontro in termini di pubblico è stato positivo. L’aspettativa maggiore è ora legata alla ripartenza del circuito del turismo internazionale, con il ritorno del pubblico russo, cinese, americano, ad alta capacità di spesa, ad oggi ancora sostanzialmente assente». Archiviata la stagione estiva, l’amministratore delegato del Gruppo Masi, Federico Girotto può tracciare un primo bilancio dall’avvio dell’operatività del nuovo wine bar di Monaco di Baviera - l’ottavo in ordine di tempo nell’ambito della Masi Wine experience del gruppo radicato in Valpolicella - e dopo una semestrale che pone i primi segnali per provare ad archiviare la difficile stagione della pandemia e dei lockdown.

Aperto lo scorso giugno, il wine bar Masi di Monaco di Baviera è in grado di offrire un’interazione completa con il consumatore - in ambiti come questo, o in altre location come per esempio Zurigo e Cortina, sono a disposizione tutte le circa cinquanta referenze della casa vitivinicola - portando il suo contributo alla capacità di creazione del valore all’interno del gruppo. Federico Girotto, guarda anche ad esperienze di questo tipo per consolidare la ripresa nel settore, particolarmente penalizzato nel segmento on premise a causa delle restrizioni legate al Covid. «Lo stesso wine bar di Monaco - spiega Girotto - ha subito qualche rallentamento nell’avvio dell’operatività a causa della pandemia, ma ora si avvia a regime. Il gruppo Masi comunque, controllato dalla famiglia Boscaini, vanta storicamente un solido posizionamento anche nel segmento premium e ultrapremium del canale off, e lo sviluppo di questa omnicanalità, insieme all’online, ci ha permesso di attutire le difficoltà dell’anno scorso». Il primo semestre del gruppo - che ha visto recentemente il rafforzamento della Red Circle investment di Renzo Rosso come secondo azionista con il 7,5% - si è chiuso con ricavi in crescita del 35% rispetto al primo semestre dell’anno scorso. Il dato, pari a 29,3 milioni, resta ancora inferiore dell’1,5% rispetto al primo semestre del 2019. Sul piano delle marginalità, l’Ebitda è passato da 1,772 milioni a 5,407 milioni, con un Ebitda margin del 18,5% «sostanzialmente in linea - spiega l’ad - con il primo semestre del 2019», sia in termini di valore assoluto che di percentuale di incidenza sui ricavi. «Come detto, in estate - conclude Girotto - sia per noi che per i nostri clienti è mancato ancora l’apporto del turismo internazionale con maggiore capacità di spesa, ma ora, con l’avanzamento dei piani vaccinali in tutto il mondo, la view di tutti sta tornando positiva e l’impressione è che anche gli interventi a supporto dell’Horeca producano risultati».

Loading...
Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti