italia fase 3

«Massima flessibilità alle disdette last minute»

di Silvia Pieraccini


1' di lettura

Nel distretto tessile di Prato che viaggia a ritmo rallentato, c’è anche chi continua a marciare grazie ai nuovi accordi stretti con i clienti storici, italiani e stranieri. «Abbiamo diviso il rischio in due, accollandosene un po’ per ciascuno», spiega Giovanni Santi, titolare dell'azienda di tessuti e abbigliamento Beste, 31,5 milioni di fatturato 2019 (+12%). Come funziona? «I clienti fanno gli ordini di tessuto, io permetto loro di rettificarli e di annullarli fino all’ultimo minuto, come se fosse una camera d’albergo», aggiunge.

Grazie a questo patto d’emergenza («se me lo avessero chiesto un anno fa non avrei mai accettato», dice Santi) la divisione tessuti di Beste, che impiega più di 100 persone, sta lavorando quattro giorni a settimana, con un solo giorno di cassa integrazione. Rispetto a due mesi fa, le prospettive sono decisamente migliorate: «Avevamo fatto un budget al ribasso del 30%, ma il calo sarà molto più contenuto», dice Santi che non vede una mossa unica e risolutiva per cambiare la rotta del settore moda.

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«Essenziale è stare vicino ai clienti importanti e proporre sempre nuovi stimoli», spiega l’imprenditore pratese che nei mesi scorsi ha fatto un accordo con l’azienda svizzera HeiQ per assicurarsi, in esclusiva per la Toscana, la tecnologia Viroblock che blocca la diffusione sui tessuti di batteri e virus nocivi come quello del Covid-19, e che ha appena costruito uno show room virtuale per mostrare in tempo reale le caratteristiche e le disponibilità dei tessuti. L’accordo con HeiQ prevede anche un’attività congiunta di ricerca e sviluppo sulla sostenibilità e tracciabilità nei prossimi quattro anni. Chi sta fermo è perduto.

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