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Massimo Bottura attacca il Governo: «Mi sono arrivati 865 euro. Che rimborso è?»

Per il proprietario dell'Osteria francescana bisogna accelerare la Cig e separare bar e ristoranti nei provvedimenti perchè sono realtà molto differenti

di Silvia Marzialetti

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Massimo Bottura all’Osteria Francescana

Per il proprietario dell'Osteria francescana bisogna accelerare la Cig e separare bar e ristoranti nei provvedimenti perchè sono realtà molto differenti


2' di lettura

«Ci sentiamo soli, abbandonati a noi stessi». Massimo Bottura, il più famoso e premiato chef italiano è un fiume in piena. Collegato in video-conferenza con la tavola rotonda organizzata da Fipe-Confcommercio per discutere sul futuro della ristorazione, il proprietario dell'Osteria francescana affronta il nodo rimborsi concessi dal Governo. «Per sostenere le spese relative alla messa a norma dei locali tra macchine destinate alla purificazione dell'aria, mascherine, gel, scanner mi sono visto riconoscere una quota di 865 euro. Ma che rimborsi sono?», si chiede. «Non ci pago neanche gli stipendi».
Non mancano stoccate al tema delle tasse. «Abbiamo ottenuto la sospensione della seconda rata di tasse, ma la prima l'abbiamo già pagata», tuona. «L'unica misura positiva - prosegue - è la cassa integrazione, che però ha ritardi mostruosi. E quindi ai miei ragazzi l'ho anticipata io».

Qualche settimana fa lo chef ha scritto una lettera molto pacata al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, per ricordare il ruolo dei ristoranti (botteghe rinascimentali)e degli chef “ambasciatori dell'agricoltura nel mondo” e sollecitare misure a sostegno della ristorazione. Ora l'intervento è più critico: «Nel mio futuro c'è sempre futuro, altrimenti entri in un clima di depressione: lo faccio anche per tenere sotto controllo i ragazzi che lavorano per me, soprattutto quando ascolti parole piene di burocrazia, di chiacchiere e di cose che non sono state attuate».

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Poi, affrontando il nodo dei rimborsi, lancia la proposta di dividere gli esercizi in tipologie: bar e ristoranti «altrimenti tutto è confuso, generalizzato, siamo qua a far chiacchiere e rimarremo sempre in balia della situazione».«Io vivo nella poesia - ricorda - e ho una struttura fortissima, perchè lavoro nel mondo, a Dubai, a Las Vegas, ma agli altri - meno strutturati - chi ci pensa?».

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