INVESTIMENTI NEL VINO

Mastrojanni: rivoluzione in cantina e limited edition Brunello 2008 per i 10 anni nel Gruppo Illy

di Giambattista Marchetto

(Marka)

4' di lettura

Una cantina completamente rinnovata, soprattutto ampliata per accogliere una produzione quasi raddoppiata negli ultimi anni, e poi una limited edition di Brunello 2008 con un'etichetta unica disegnata dall'artista montalcinese Roberto Turchi, oltre alla nuova produzione di Ciliegiolo e al nuovo cru di Rosso di Montalcino. All'azienda agricola Mastrojanni i regali di compleanno sono importanti per i 10 anni dall'acquisizione del Gruppo Illy e soprattutto indicano la strada verso il futuro prossimo dell'azienda.
La winery, che vanta un'invidiabile posizione sulle colline di Montalcino, sembra infatti conciliare una visione imprenditoriale internazionale portata dalla famiglia Illy - che non a caso ipotizza una quotazione anche per il ramo vino, una volta consolidato un fatturato di almeno 5 milioni - e il piglio tradizionale e appassionato del montalcinese Andrea Machetti.

Dieci anni “in paradiso”
Riccardo Illy è entrato in Mastrojanni 10 anni fa. «Quando ho messo piede nella tenuta ho pensato di esser arrivato in paradiso - ammette il presidente del Gruppo di famiglia - Mio fratello Francesco era già qui da una decina d'anni (con il vicino Podere Le Ripi, ndr) e conosceva i vini della cantina dalla Svizzera. Nel 2008 abbiamo scelto di investire su un'azienda capace di fare grandi vini in un posto meraviglioso».

L'idea del Gruppo Illy non era però di mantenere un gioiellino in portafoglio come boutique winery all'interno del “polo del gusto” costruito in questi anni con le acquisizioni di Domori e Dammann Frères, oltre che con l'ingresso in Agrimontana e Fgel. La famiglia del caffè ha puntato fin da subito ad evolvere la realtà di Mastrojanni. Dal 2009 sono stati investiti più di 5 milioni per nuovi impianti, acquisizione vigneti, cantina di affinamento e sala degustazione. Inoltre, già dalla scorsa primavera, lo stesso Riccardo Illy confermava un interesse specifico verso acquisizioni sulle colline del Barolo. «Se tutto funziona - conferma ora - l'idea è di arrivare alla quotazione del ramo vino. Ci vorrà più tempo e sicuramente si passerà per altre acquisizioni, arrivando almeno a 5 milioni di fatturato, ma abbiamo visto che nel settore la quotazione può portare esperienze positive».
Al momento siamo a 2,2 milioni (62% export nel 2017) con una produzione di oltre 110mila bottiglie nel 2018.

Una cantina disegnata per crescere
Al momento dell'acquisizione firmata Illy, Mastrojanni poteva contare su un'estensione vitata di 24 ettari. Oggi - dopo l'ultima operazione di qualche mese fa - gli ettari a disposizione delle vigne sono circa 40 e dunque si avvicina l'obiettivo delle 200mila bottiglie.
«In pochi anni abbiamo quasi raddoppiato l'estensione disponibile e, a partire da questa vendemmia, inizia la rivoluzione in cantina», rimarca l'AD di Mastrojanni Andrea Machetti. Con la realizzazione di una nuova ala (in seno alla collina e con tecniche di bioedilizia), quest'anno tutti i vini Mastrojanni sono in vinificazione all'interno delle grandi vasche in cemento che sono state realizzate in due forme diverse: concave e convesse. «Si è scelto di utilizzare una combinazione di vasi vinari vetrificati e soprattutto in cemento spazzolato - spiega Machetti, mente e anima di Mastrojanni dal 1992 - per rispettare le tradizioni e per avere un controllo della vinificazione con temperature di fermentazione più basse e più uniformi, abbinato ad una precisa capacità di estrazione del colore, tannini e struttura in base alla forma dei vasi vinari stessi. Inoltre, nei contenitori in cemento spazzolato, durante la fermentazione avvengono dei processi dei processi di micro-ossigenazione responsabili dell'equilibrio tannico-acido dei nostri Sangiovesi». Sui quali peraltro, quando necessario (come nel 2014), si interviene con filtri vegetali per la sanificazione batterica.
La cantina – che ha una capacità di oltre 3.500 ettolitri - è stata ampliata e rimodernata con un investimento di circa un milione e mezzo di euro.
L'area che ospitava i vecchi tini troncoconici verrà invece utilizzata per estendere l'area di invecchiamento, in affiancamento alla prima bottaia realizzata in bioedilizia una decina d'anni fa, e l'area di stoccaggio. I 1.850 quintali di uve vendemmiate quest'anno (rigorosamente e selettivamente a mano) hanno finalmente uno spazio adeguato e c'è pure una capienza superiore.

Spazi nuovi, vini nuovi
L'annata 2018 segna non solo il decennale per Mastrojanni con Illy - celebrato con un'edizione limitata in mille magnum numerate di Brunello 2008 impreziosite dalla mano di Roberto Turchi - ma anche l'avvio di nuovi progetti enologici.
Innanzitutto si è arrivati alla prima vendemmia del Ciliegiolo piantato quattro anni fa (1,5 ettari). L'idea è un Ciliegiolo in purezza firmato Mastrojanni, per valorizzare un vitigno autoctono storico, non facile ma sempre affascinante.
Il 2018 segna anche il debutto di uno dei pochissimi Cru del Rosso a Montalcino. Si chiamerà Palazzetto, dal nome dell'ultima bella vigna (2,5 ettari) acquisita da Mastrojanni e dichiarata appunto a Rosso. «Spesso ci dicono che facciamo un Rosso più vicino al Brunello - commenta Machetti - ma per noi il vino si fa più in vigna che in cantina. Questo cru è un modo per valorizzare un prodotto in cui crediamo e a cui vogliamo dare la dignità e la qualità che merita. Perché il Rosso di Montalcino non è un sottoprodotto del Brunello, ma è un gran vino di per sé. Il Palazzetto sarà sorprendente».
In quest'ottica Mastrojanni ha smesso di lavorare la Riserva da anni, scegliendo invece di qualificare le vigne più significative con i cru Schiena d'Asino (dalle viti più vecchie e che esce sul mercato solo nelle annate migliori) e Loreto (da un terreno a base tufacea con grande presenza di ciottoli).

Il futuro è scritto nell'enoturismo
Mentre si guarda intorno per nuove acquisizioni di terreni, Mastrojanni sta investendo oltre 2 milioni di euro per la ristrutturazione dell'antico Borgo, con l'obiettivo di ricavare un lussuoso Relais composto da 5 suite e 6 camere matrimoniali. I lavori sono a buon punto ed entro la fine dell'anno gli ospiti potranno godere della vista straordinaria che domina la Val D'Orcia, vivendo quella che in Mastrojanni chiamano «l'esperienza di un agriturismo di lusso».
L'azienda sta puntando infatti molto sull'incoming turistico e l'obiettivo è affiancare hospitality e degustazione, per arrivare probabilmente ad una presenza di ristorazione. «L'enoturismo nella zona di Montalcino sta muovendo i primi passi e per noi è una scelta strategica per il futuro – spiega Riccardo Illy – Vorremmo far vivere agi ospiti l'esperienza di degustazione nel luogo di produzione e crediamo che questo sia il miglior percorso di promozione per i nostri vini».

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