infrastrutture

Matera inaugura la stazione Fal, ma attende ancora grandi incompiute

di Vera Viola


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4' di lettura

Inaugurato il terminal parcheggio di interscambio realizzato dalle Ferrovie Appulo Lucane (Fal) a Matera in località Serra Rifusa, oltre al nuovissimo convoglio prodotto da Stadler per FAL. L’impianto si presenta con una fermata ferroviaria, un’area di fermata dei bus, un parcheggio coperto a 2 piani con 350 posti auto, oltre a un parcheggio per autobus turistici con 35 posti e un’area di servizi per gli utenti. L’opera è stata realizzata con investimenti per sette milioni attinti da fondi regionali.

Si tratta della prima parte di una rete ferroviaria metropolitana con quattro scali: Villa Longo, Matera centrale, Matera Sud e Serra Rifusa. Su questa linea Bari- Matera viaggerà il nuovo treno in dotazione alla compagnia, uno Stadler, disegnato da Giugiaro Architettura. In questo caso è stato realizzato un investimento di 5,7 milioni del bilancio di Fal.

Ma è solo un primo tassello
Poca cosa di un mosaico di infrastrutture previste per Matera, unico capoluogo di provincia italiano non raggiunto dalla Ferrovia. In realtà l’isolamento della Capitale europea della cultura 2019 è dovuto a quattro grandi incompiute.

Fs, Ferrandina Matera
I treni da Milano, Roma, Napoli, arrivano nella stazione più vicina a Matera, quella di Ferrandina. Un piccolo hub ben tenuto in questo periodo, ma privo di presidio fisso, privo di taxi e con sporadici autobus. Ma basta spostarsi poco dalla stazione per accorgersi che il tracciato per il collegamento ferroviario fino a Matera, compreso stazione, esiste e da molti anni. Il primo progetto viene approvato a metà anni 80. Ma viene poi ridimensionato. Ci vogliono due gare d’appalto e tre imprese assegnatarie: i lavori si fermano nel 2003. Per completare mancava l’armamento dei binari e per questo era disponibile un finanziamento di 80 milioni. Fondi che successivamente, essendo considerata la Ferrandina Matera un “ramo secco”, vennero dirottati su altri cantieri. Da quel momento c'è stato l'oblio e le strutture realizzate si sono via via degradate. Si stima che in totale siano stati spesi 500 miliardi di vecchie lire. Nel 2016 la Commissione Bilancio della Camera approva lo stanziamento di altri 210 milioni per il completamento della linea ferroviaria. Oggi è previsto l’adeguamento dei binari per consentire il transito anche di treni veloci, con lavori che dovrebbero partire nel 2019 per essere ultimati nel 2022. A quanto pare, sarà possibile viaggiare da Roma a Matera in 3 ore e 30.

Ferrovia da Bari a Matera
Non meno importante il sistema delle Ferrovie Appulo lucane tra Puglia e Basilicata. Altri investimenti sono programmati per un totale di 44 milioni. Oltre alla stazione appena inaugurata, è in corso il raddoppio selettivo a Venusio e il rinnovo del binario. La tratta Bari Matera che oggi è percorribile in 1 ora e 40 in futuro lo sarà in 1 ora e 10 minuti. La società di trasporti ha annunciato che l’opera sarà completata per fine giugno 2019. Per la sola parte materana è disponibile un budget di 5,9 milioni. Intanto sono in corso nel centro della città i lavori della nuova stazione di Matera, progettata dall’archistar Stefano Boeri (a cui sono destinati 7 milioni di fondi europei del Fesr 2014-2020). Anche in questo caso si prevede il completamento tra la primavera e l'estate.

Dal cielo ai binari: il treno che collega in 15 minuti l'aeroporto al centro di Bari

Il parco intergenerazionale
Allo stesso architetto Boeri il Comune di Matera, guidato dal sindaco Raffaello De Ruggeri, ha affidato la riqualificazione di piazza della Visitazione su cui la stazione si apre con una grande pensilina trasparente. L'archistar sta realizzando il progetto esecutivo dell’intera piazza, immaginata come un grande parco “Intergenerazionale” che costerà in totale 9,5milioni di fondi del Fesr 2014-2020, assegnati al Comune e che transitano per la Regione Basilicata.

Non solo ferrovie, ma anche strade
Anche queste infrastrutture incomplete da molti anni che, dietro la spinta di Matera 2019, si vorrebbe portare a compimento, anche se ormai con evidente e irrecuperabile ritardo. Come il “Raddoppio della statale 96” da Bari a Matera che corre per lo più in territorio pugliese. Il primo lotto, costruito oltre dieci anni fa, a partire da Matera ad Altamura, potrebbe essere aperto al traffico a breve. Per il secondo lotto è previsto il taglio del nastro entro giugno. Più complessa la situazione del terzo cantiere a causa del fallimento dell'impresa appaltatrice. E' stata bandita una nuova gara. A lavori ultimati potrebbe diventare più rapido anche il collegamento con l'aeroporto di Bari-Palese, vera porta di accesso alla città di Matera per turisti provenienti da regioni settentrionali e dall'estero: oggi la strada di collegamento è percorribile in 50 minuti che si ridurranno a 35.

Ultima incompiuta la “Bradanica”, che dovrebbe collegare Matera con Melfi e Foggia: anch'essa in costruzione da più di 30 anni. Una strada costruita a singhiozzo a partire dall'89. Oggi mancano solo gli ultimi 3,5 km. Ma i lavori sono ancora una volta bloccati.

In conclusione i piani ci sono, ma ancora troppe incognite gravano sulle infrastrutture per la Capitale europea della cultura 2019. I materani, del resto, abituati a un secolare isolamento, ancora non credono che le opere in cantiere possano davvero entrare in funzione.

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