impresa culturale

Matera oltre 2019, un sistema imprenditoriale basato sulla cultura

di Roberta Capozucca

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5' di lettura

È passato ormai più di un mese da quando le note di 2019 musicisti hanno risuonato nel Sasso Barisano e nel Sasso Caveoso per l'inaugurazione ufficiale di Matera-Basilicata Capitale della Cultura Europea 2019. Dalla sua designazione, il 17 ottobre 2014, Matera ha assunto un ruolo fondamentale nella rilettura dei territori periferici, riuscendo a far immaginare a molte altre cittadine del Sud Italia una loro ragion d'essere in Europa. La nomina a Capitale Europea della Cultura ha, infatti, un significato che va ben oltre l'organizzazione del grande evento. Si tratta di un titolo che viene assegnato dalla Comunità Europea sulla base di una particolare urgenza, sociale ed economica, affrontabile attraverso la cultura. A Matera quest'investimento progettuale sul futuro vale però molto di più dei 48.000.000 € messi a budget. Come lo stesso dossier di candidatura aveva anticipato, al centro della scommessa materana c'è la scelta di rinunciare a un grande direttore artistico per puntare sulla co-creazione con i cittadini, gli artisti, le imprese creative e le istituzioni culturali locali: il risultato è che oggi più del 50% del programma culturale di Matera 2019 è frutto di questa operazione popolare.

Di quest'approccio, che ha tutte le caratteristiche per essere formalizzato come metodologia di gestione nelle politiche pubbliche, abbiamo parlato con Agostino Riitano, Project Manager Supervisor della Fondazione Matera-Basilicata 2019 , già coautore del dossier di candidatura nel 2014.

A cosa ci riferiamo quando parliamo di co-creazione?
Il metodo della co-creazione nasce come un esperimento di innovazione sociale e culturale. Quando abbiamo iniziato a scrivere il dossier di candidatura di Matera 2019, eravamo certi che una delle sfide del futuro prossimo sarebbe stata la creazione di spazi nei quali si potesse generare una stretta collaborazione tra chi abitualmente produce cultura e chi abitualmente ne fruisce. Nel dettaglio, la co-creazione è una pratica che differisce dalla progettazione partecipata. Quest'ultima prevede, infatti, il coinvolgimento intorno a un tema prestabilito, mentre l'azione della co-creazione inizia a monte del processo nell'individuazione del tema e della sue possibili declinazioni.

Agostino Riitano

Potremmo definirlo un percorso “sartoriale”, che abbiamo cucito e rifinito su tutti e con tutti gli attori coinvolti nella realizzazione del programma culturale, dai cittadini alle istituzioni culturali. L'approccio è stato guidato da quattro principi: la responsabilità ovvero non è sufficiente soltanto agire, ma è necessaria la cura di tutti i dettagli; la collaborazione come collante che genera valore interscambiabile; l'economia del dono, che a differenza della solidarietà innesca la dinamica circolare del dare e ricevere e l'intelligenza collettiva, in cui opinioni differenti sono effettivamente una forza.

Quali sono state le fasi d’implementazione di questa metodologia?
Quest'approccio è stato avviato nel 2017, quando siamo passati dalla dimensione valoriale dichiarata nel dossier, all'attuazione di un processo produttivo che ci permettesse di realizzare il nostro obiettivo principale ovvero realizzare il 50% del programma culturale mediante la co-creazione. Siamo partiti da un'azione apparentemente normale per una Fondazione come indire un bando pubblico, ma con la differenza che non l'abbiamo utilizzato per selezionare progetti ed attribuire risorse, bensì per individuare imprese lucane operanti nel settore culturale e interessate a mettersi in gioco in un processo collettivo di ideazione e creazione. Questa è stata di fatto l'azione che ha inaugurato il lungo processo di co-creazione con le 27 imprese lucane coinvolte, che sono diventate i project leader di altrettanti progetti del programma culturale di Matera 2019. Il budget allocato per questa operazione dalla Fondazione era di 6.000.000 €, ma siamo stati da subito tutti d'accordo sul fatto che un finanziamento non ben dimensionato potesse rappresentare una criticità nella crescita organica delle imprese coinvolte. Così al contributo a fondo perduto, abbiamo preferito un sistema che mettesse in moto un approccio imprenditoriale: l'80% del budget di ciascun progetto è stato erogato dalla Fondazione Matera-Basilicata 2019, mentre il restante 20% è stato apportato dalle imprese culturali lucane come quota di co-produzione, di cui il 50% in cash e il restante 50% in kind mediante la valorizzazione del lavoro, delle sedi e delle competenze disponibili.
Per accompagnare la crescita di questo nuovo ecosistema imprenditoriale, per tutto il 2018 abbiamo portato avanti dei percorsi di capacity building, con un'attività di fiancheggiamento costante agli imprenditori in una dinamica one to one. Alcuni strumenti hanno determinato effetti entusiasmanti, come ad esempio il Go and See: un voucher dal valore simbolico di 2.019 €, che abbiamo messo a disposizione di ciascuna organizzazione e che poteva essere speso per viaggiare in Europa e incontrare partner di progetto affini. Grazie a questo semplice strumento oggi contiamo 280 partner internazionali , che hanno moltiplicato il valore culturale dei singoli progetti, dando un respiro profondamente europeo all'interno dell'ecosistema culturale lucano. Il 2018 è stato anche l'anno dei crash test; con un anno di anticipo rispetto al 2019, le organizzazioni culturali hanno avuto la possibilità di sperimentarsi con il mercato, il pubblico e la fattibilità tecnica, avendo così la possibilità di riparametrare, in un contesto protetto, gli obiettivi e la missione del progetto.

Calato il sipario, qual sarà la legacy di Matera 2019?
Tutto il progetto di Matera è stato realizzato pensando a quale sarebbe stato il lascito dopo il 2019. Una parte rilevante della nostra legacy si sostanzia nel patrimonio di conoscenza, consapevolezza e competenze che si è diffuso sul territorio in particolare tra le organizzazioni culturali lucane. Grazie al processo di co-creazione, oggi esiste un ecosistema imprenditoriale legato alla cultura che può giocare la sua partita, non più solo su una dimensione locale, ma nazionale ed europea.
La co-creazione, inoltre, si sta dimostrando una metodologia efficace nella scrittura di policy contemporanee per tutti quei settori in cui le comunità hanno un ruolo primario. Ovviamente, lo stiamo sperimentando anche con altre tipologie di organizzazioni, come ad esempio le istituzioni culturali pubbliche. Oggi siamo in pieno processo di co-creazione con il Teatro di San Carlo di Napoli per la realizzazione della «Cavalleria Rusticana», con la regia di Giorgio Barberio Corsetti, che allestiremo nel Rione Sassi di Matera con la partecipazione attiva di tanti cittadini materani. Un altro esempio è il processo di co-creazione iniziato con la città di Ravenna, che era tra l'altro nostra competitor nella gara delle Capitali della Cultura 2019, per la messa in scena del «Purgatorio» di Dante con la regia di Marco Martinelli ed Ermanna Montanari. Non ultima una co-produzione internazionale di danza contemporanea con il Teatro Stabile di Napoli Mercadante sul tema della vergogna.
Matera 2019, prima di essere un evento culturale internazionale, è una piattaforma di sperimentazione per la produzione culturale e l'imprenditoria creativa, in particolare per il Sud Italia. Una Capitale Europea della Cultura che dal Mediterraneo parla all'Europa evocando il coraggio di una comunità che sta creando un futuro possibile oltre il pregiudizio. Dal mio punto di vista, quello che sta succedendo mi fa ben sperare per il futuro delle istituzioni culturali italiane: è finita l'epoca di calcolare il successo di un progetto solo sulla base dei biglietti venduti, che pur sono rilevanti, ma iniziano ad essere considerati indicatori importanti anche il valore sociale, culturale ed economico che questo genera per una comunità. Matera 2019 sta dimostrando che nulla è impermeabile ai processi di cambiamento mediante la cultura.

I 27 PROGETTI DEL PROGRAMMA MATERA 2019

Quota di co-finanziamento della Fondazione Matera-Basilicata 2019 (ALL. A alla D.D 05/18)

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