Sostenibilità & Beauty

Materie prime, formule, packaging, utilizzo: la bellezza della cosmetica pulita

L’attenzione agli aspetti ambientali si sta espandendo sempre di più a tutti i livelli della filiera: ecco come si stanno muovendo le aziende del settore

di Marika Gervasio

(Shutterstock)

3' di lettura

La fragranza My Way di Giorgio Armani ha vinto il Riconoscimento speciale all’innovazione responsabile istituito da Accademia del Profumo in collaborazione con il Green Economy Observatory dell’Università Bocconi. Sul podio anche il profumo solido di Abaton Chinotto Dark, Chinotto Gourmand e Fior di Chinotto e Ck Everyone.

«L’attenzione agli aspetti ambientali – racconta Ambra Martone, presidente di Accademia del Profumo – si sta espandendo sempre di più a tutti i livelli della filiera: dalle scelte di approvvigionamento delle materie prime, alle innovazioni introdotte nelle formule e nel packaging, alla riduzione degli impatti nelle fasi di distribuzione, vendita, consumo e fine vita. Si tratta di un grande lavoro, che coniuga ricerca scientifica, creatività e capacità di innovare».

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Dai profumi agli shampoo, Garnier ha invece lanciato recentemente una campagna educativa per incoraggiare i consumatori ad adottare uno stile di vita più sostenibile: una nuova serie prodotta da National Geographic CreativeWorks punta a condividere il know-how degli esperti e consigli pratici sui principali temi della sostenibilità relativi al settore della bellezza.

«La sostenibilità può risultare ostica e il nostro obiettivo è renderla effettivamente accessibile – commenta Adrien Koskas, presidente Globale di Garnier –: è ciò che abbiamo fatto con i prodotti che realizziamo, dallo shampoo solido con la tecnologia a risciacquo rapido, ai tubetti che integrano il cartoncino e ai prodotti ricaricabili, ma ora vogliamo fare di più rivolgendoci ai consumatori» con la consapevolezza che l’80% dell’impronta di carbonio di uno shampoo deriva dal suo uso domestico.

Evidenze a riguardo emergono anche dal report “Make up the Future-Leve di cambiamento per un business della cosmetica sostenibile” di Quantis, società di consulenza ambientale, secondo cui il settore impatta sul pianeta con emissioni globali di gas serra comprese tra lo 0,5% e l’1,5%. E proprio l’utilizzo del prodotto è il passaggio a più alto impatto con il 40% delle emissioni totali del comparto seguito da packaging (20%), estrazione delle materie prime (10%) e trasporto (10%).

Le aziende si stanno muovendo verso un approccio più responsabile a 360 gradi e le soluzioni che vengono presentate sono innumerevoli (si vedano gli articoli in pagina). Solo per citare due novità, in materia di imballaggio Unifarco ha presentato Eticpack, nuovo packaging per prodotti di personal care realizzato in Ecoallene, materiale proveniente dal riciclo post consumo di packaging multistrato, materiale che ha vinto il primo premio nella categoria Packaging responsabile e sostenibile agli Oscar dell’Imballaggio. Un progetto che applica un modello di economia circolare virtuoso per il settore cosmetico venduto nel canale farmacie che coinvolge i principali attori della filiera, dal produttore al rivenditore al consumatore. Proprio i cittadini, infatti, diventano motori propulsivi di questo modello organizzativo: il materiale in Ecoallene, una volta utilizzato, viene conferito direttamente in farmacia, che diventa così un punto di raccolta. Il packaging verrà poi trasformato in polimero post consumo, tornando a nuova vita risultando quindi 100% riciclato e a sua volta riciclabile.

Dal pack alle materie prime dagli scarti alimentari, sempre Unifarco ha lanciato un progetto che riguarda lo zafferano coltivato nel bellunese come ingrediente per la cosmetica. In particolare, i petali del fiore da cui si ricava l’oro rosso non sono usati a fini alimentari e quindi in genere fatti uscire dal ciclo produttivo. Uno scarto di 40 chili ogni 500 grammi di stigmi prodotti che, attraverso una tecnica estrattiva particolare come la sonicazione (ossia estrazione di flavonoidi tramite onde sonore ad alta frequenza), permette di ricavare miscele ricche di polifenoli come quella a effetto illuminante che dall’anno prossimo sarà presente in alcuni prodotti Dolomia proprio per la sua proprietà depigmentante.

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