Famiglie e studenti

Materie Stem al debutto già alla scuola primaria

di Laura Virli

2' di lettura

Tra le misure del Pnrr per la scuola è prevista una linea di investimento tesa a rafforzare le competenze digitali dei docenti, l’apprendimento nelle discipline Stem (science, technology, engineering and mathematics) e nelle lingue straniere. Vediamole nel dettaglio. Il primo investimento, che continua quanto già messo in campo dal 2015 con il piano nazionale scuola digitale, riguarda la didattica digitale integrata, intesa come metodologia innovativa di insegnamento-apprendimento e coinvolgerà circa 600mila operatori, tra docenti e personale scolastico, e oltre 8mila istituti. Anche se la scuola italiana non si è fatta trovare impreparata dall’emergenza sanitaria di marzo 2020 che, da un giorno all’altro, ha portato “a distanza” le attività didattiche, il governo intende fornire a tutti i docenti competenze digitali adeguate a vincere le sfide del nuovo millennio.

Attraverso uno specifico strumento di autovalutazione (Selfie) ogni docente potrà verificare il proprio livello di «competenza pedagogica digitale» e svilupparla ulteriormente, in coerenza con il quadro comune di riferimento europeo delle DigCompEdu (digital competence framework for educators), basato sul lavoro condotto dal centro di ricerca “Joint Research Centre” della Commissione europea. Tale quadro descrive 22 competenze digitali, ognuna declinata in 6 livelli di padronanza, emulando i sei livelli di competenza per la lingua straniera. (A1, A2, B1, B2, etc.) del Qcer. Va però sottolineato che le competenze digitali si fondano anche sulla conoscenza dei software per la scrittura, il calcolo eccetera, che ormai contemplano tutti i campi disciplinari, dall’arte alla scienza. Obiettivo del governo è, pertanto, potenziare l’insegnamento delle discipline Stem, a partire dalla primaria.

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Un altro investimento mira proprio a integrare i curricula di tutti i cicli scolastici con attività, metodologie e contenuti volti a sviluppare le competenze Stem, con azioni didattiche non basate solo sulla lezione frontale, ma volte a valorizzare un approccio didattico che riduca gli atteggiamenti negativi verso le materie scientifiche e a superare gli stereotipi di genere. Le rilevazioni Invalsi per la matematica mostrano che queste discipline sono ancora caratterizzate da un forte gap di genere a sfavore delle studentesse. La misura più importante sarà un corso obbligatorio di coding per tutti gli studenti nell’arco del loro ciclo scolastico. La misura punterà anche alla promozione del multilinguismo attraverso l’incremento dei corsi e delle attività linguistiche, della mobilità internazionale degli studenti e dei docenti. Si prevede anche l’introduzione di un sistema digitale per il monitoraggio delle abilità linguistiche con il supporto di enti certificatori.

L’attuazione di questo investimento verrà gestita da Istruzione, Indire, dipartimento per le Pari opportunità della Presidenza del consiglio dei ministri.

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