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Matrimoni gay, la Svizzera dice sì

Secondo le prime proiezioni gli svizzeri hanno approvato il referendum «Matrimonio civile per tutti»

di Enrico Bronzo

Afp

3' di lettura

Dopo una lunga battaglia, in Svizzera le coppie gay potranno unirsi in matrimonio. È stata infatti approvata l’iniziativa il Matrimonio per tutti con il 64,10% dei “sì” contro il 35,9% di “no”. La partecipazione si è attestata al 51,92%, con un’affluenza elevata in particolare nelle città. Il risultato delle urne è stato - come era previsto - piuttosto netto, e il testo è stato approvato in tutti i cantoni, anche quelli storicamente conservatori. A Glarona è stato ad esempio accolto con il 61,12% dei voti, e a Nidvaldo il “sì” ha raggiunto il 61,57%. In Ticino i favorevoli sono risultati il 52,92%, con una partecipazione del 47,95%, nei Grigioni il 62,75%, con una partecipazione del 47,72%. Il Matrimonio per tutti ha avuto particolarmente successo a Basilea Città con un’approvazione del 73,96%. Il cantone più “timido” è risultato invece Appenzello Interno, con “solo” il 50,82% di “sì”

Che cosa cambia

Con l’approvazione del testo, le coppie omosessuali che hanno optato per l’unione domestica registrata potranno convertirla in matrimonio. Sarà possibile l’adozione di figli e le lesbiche potranno accedere alla banca dello sperma. Donazioni anonime di sperma e ovuli, cosi come le cosiddette madri surrogate, rimarranno vietate.

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I sostenitori

Il parlamento svizzero e il Consiglio federale hanno sostenuto la misura “Matrimonio per tutti”, e i sondaggi effettuati prima del referendum hanno mostrato un solido sostegno da parte degli elettori. La Svizzera autorizza le unioni civili tra persone dello stesso sesso dal 2007. I sostenitori della misura affermano che la norma metterebbe i partner dello stesso sesso sullo stesso piano legale delle coppie eterosessuali, ad esempio consentendo loro di adottare bambini e facilitando la cittadinanza per i coniugi dello stesso sesso. Per gli oppositori sostituire le unioni civili con i pieni diritti matrimoniali minerebbe le famiglie basate sull’unione tra uomo e donna.

«Un’importante pietra militare della storia dei diritti in Svizzera». Così Maria von Känel, copresidente del comitato per il “sì” al Matrimonio per tutti, E si è detta contenta, si legge sul Corriere del Ticino, del fatto che i cittadini non si siano lasciati fuorviare dalle “false informazioni” degli oppositori. A questo proposito ha sottolineato che ora i diritti dei bambini diventeranno maggiori, grazie a una certezza giuridica sin dalla loro nascita.

Gli oppositori: «Oggi giorno nero per i bambini»

A sostenerlo è la consigliera nazionale Monika Rüegger del comitato di oppositori al Matrimonio per tutti, secondo la quale i bambini ora non avranno più il diritto di crescere con un padre e una madre. Intervistata dall’agenzia Keystone-Ats, la deputata ha detto che il referendum di oggi non riguardava l’amore o i sentimenti, ma il benesse dei bambini, sottolineando che questo univa il matrimonio per tutti assolutamente non contestato, alla donazione di sperma. Rüegger teme che questo sia solo un primo passo e che presto si comincerà a parlare di madri surrogate o donazioni di ovuli, cose che lei reputa una sorta di “moderna prostituzione”.

Le prime reazioni in Italia

«Bella notizia: gli svizzeri hanno approvato il referendum sul matrimonio alle coppie omosessuali con il 64% dei voti a favore. Visto che ora l’Italia diventa ufficialmente l’unico Paese dell'Europa occidentale senza i matrimoni egualitari, direi che è il caso di metterci in pari”. Così su Twitter, Marco Furfaro, della direzione nazionale del Pd».

«Il 52% dei seggi del Parlamento in Islanda sarà ricoperto da donne. In Svizzera approvato referendum per il matrimonio civile anche per le coppie omosessuali. Forse anche in Italia un giorno...noi lottiamo per questo». Così, su Twitter, la deputata del Pd Laura Boldrini.


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