La fotografia dell’Eurostat

Matrimoni, manca una data per la ripartenza del settore. E l’Italia é ultima nella Ue

Gli italiani si sposano di meno rispetto agli altri europei, ma sono nella media dell'Unione per quanto riguarda i divorz

Manifestazione organizzata dal comparto dei matrimoni per chiedere di riaprire (foto LaPresse)

2' di lettura

Il 15 giugno potrebbe essere anche la data buona per la ripartenza di tutto il settore dei matrimoni, anche se gli operatori del comparto premono sul governo affinché anticipi il via libera al 1° giugno. La speranza è che la cabina di regia che probabilmente lunedì 17 maggio si riunirà per decidere le modifiche da apportare al decreto attualmente in vigore possa valutare anche questo aspetto.

Matrimoni addio, l'Italia ultima nell'Unione europea

E mentre il comparto chiede di poter riaprire in tempi stretti, l’Eurostat - l’ufficio statistico dell’Unione Europea, - ha messo in evidenza che gli italiani si sposano di meno rispetto agli altri europei, ma sono nella media dell'Unione per quanto riguarda i divorzi. Il paese dell'Unione europea dove invece si constata il maggior numero di matrimoni rispetto alla popolazione è l'isola di Cipro. Qui la percentuale è pari a 8,9. Seguono Lituania (7,0), Lettonia e Ungheria (entrambe a 6,7) e poi Romania (6,6). E poi ancora Slovacchia (5,4), Danimarca e Malta (5,3). osserva per entrambi i paesi un tasso pari al 3,2. Va un po' meglio in Francia, Spagna e Lussemburgo (tutti e tre a 3,5).

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Crescono i divorzi

Altro dato significativo è l'aumento del numero di divorzi, più che raddoppiato, che è passato da 0,8 per 1000 persone nel 1964 all'1,8 sempre nel 2019. Tra i 27 paesi Ue, il numero più basso è stato registrato a Malta e in Irlanda (0,7 divorzi ogni 1000 persone). Quindi Slovenia (1,2), Italia (1,4) e Croazia (1,5). Al contrario, i tassi di divorzio più elevati sono stati rilevati in Lettonia, Lituania e Lussemburgo (pari a 3,1 divorzi per 1.000 persone), Cipro (2,6) e Svezia (2,5).

Il peso della pandemia

Eurostat non ha indicato le possibili cause di tali cambiamenti. Tuttavia se si prendono in esame i più recenti dati Istat, divulgati a febbraio di quest'anno, si evince che nel primo semestre 2020 si è registrato un crollo nei matrimoni, unioni civili, separazioni e divorzi e che ad incidere pesantemente sulle relazioni sentimentali è stata la pandemia da coronavirus. Nel report Istat il vero crollo si è delineato nel secondo trimestre per via delle restrizioni imposte sulla celebrazione dei matrimoni religiosi. Ma il calo dei primi matrimoni sarebbe anche da porre in relazione in parte con la progressiva diffusione delle libere unioni (convivenze more uxorio).

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