Mitsubishi

Matrimonio tra innovazione e tradizione

La casa nipponica rilancia sull'hi-tech rimanendo fedele al Dna di produttore di 4x4

di Massimo Mambretti


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Pick-up. La sesta generazione del cassonato L200, ora spinto dalla motorizzazione turbodiesel da 2,2 litri con 150 cavalli di potenza. Le linee sono ora più squadrate rispetto alla precedente generazione

3' di lettura

La molla che spinge avanti Mitsubishi si può dire che è la fedeltà a modelli e scelte. Infatti, la casa giapponese prosegue nel realizzare 4x4 di ogni categoria, senza sbilanciarsi troppo né verso il mondo dei crossover né verso quello dell’off-road puro. A questi modelli, però, riserva anche tecnologie d’avanguardia legate all’elettromobilità come, del resto, ci si deve attendere da una casa automobilistica che ha iniziato a esplorare il territorio degli elettroni più di cinquant’anni fa. A queste scelte aggiunge anche quella di rimanere un cardine all’Alleanza Renault-Nissan, nella quale è entrata solo pochi mesi prima che iniziasse la bufera culminata con l’arresto dell’ex presidente Carlos Ghosn e un periodo poco idilliaco dei rapporti franco-giapponesi.

Una situazione che aveva suscitato molte perplessità negli azionisti, poi convinti da Osamu Masuko, numero uno del brand, dell’impossibilità per qualsiasi costruttore di affrontare da solo le sfide del settore automotive, specie quelle legate all’evoluzione dell’elettrificazione e alla guida autonoma. Infatti, essere parte integrante dell’Alleanza e potere sfruttare sinergie nonché condividere tecnologie sono fattori fondamentali per un brand piccolo che, per dare l’idea, è il sesto nella top ten giapponese. In attesa che la matassa Alleanza si dipani, indicando esattamente a ogni brand le strade da seguire in futuro, e del debutto fra qualche settimana al salone di Tokyo di un suv compatto ibrido plug-in, in questa ultima parte del 2019 la Mitsubishi propone la sesta generazioni del pick-up L200 e il rinnovato Outlander Phev.

La nuova edizione dell’L200 si distacca nettamente dalla precedente, pur rimanendo fedele al telaio a longheroni che il brand giudica irrinunciabile per conferire a questo mezzo doti di robustezza da best in class nel settore dei pick-up con una portata di una tonnellata. Invece, tutto il resto è nuovo. Formalmente si presenta con vesti ben riconoscibili e grintose, specie nel caso della versione Hurricane tirata in 100 esemplari che accompagna l’esordio nelle concessionarie.

La serie speciale è basata sulla versione Double Cab e propone un allestimento che si può definire full optional. Novità ancora più importanti sono legate alla parte meccanica. Infatti, il nuovo L200 è spinto da un turbodiesel di 2,2 anziché 2,4 litri che sviluppa 150 cv e una coppia di ben 400 Nm, abbinabile a un cambio manuale a sei marce o a un automatico con sei rapporti. Inedito anche il sofisticato sistema di trazione integrale con ridotte e blocchi dei differenziali. Infatti, offre sempre la possibilità di viaggiare con la sola trazione posteriore ma, adesso, anche la primizia di usare permanentemente quella integrale e un’evoluzione delle configurazioni dedicate al fuoristrada.

E passiamo all’attuale portabandiera di casa Mitsubishi, ovvero l’Outlander Phev che è stato sinora prodotto in oltre 200mila unita delle quali ben più della metà sono state vendute in Europa. La nuova edizione utilizza sempre un motore a benzina di 2,4 litri a ciclo Atkinson con una potenza di 135 cv, al quale si affiancano due unità elettriche: quella posta sull’avantreno sviluppa 82 cv mentre quella sistemata sul retrotreno eroga 95 cavalli. Il sistema ibrido che, sarebbe più giusto definire range extender poiché è il motore a benzina che crea l’energia per le batterie che alimentano quelli elettrici, si distacca però da quello impiegato precedentemente perché adesso è bi-direzionale.

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