visita del capo dello stato

Mattarella ad Atene, sintonia con la Grecia. «Ora ampliare i rapporti»

di Nicola Barone

(ANSA)

3' di lettura

Piena «sintonia» tra Italia e Grecia e impegno ad «ampliare le relazioni» tra i due Paesi. Due concetti rimarcati dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella nell’incontro col suo omologo greco Prokopios Pavlopoulos, stamani ad Atene. Il capo dello Stato ha osservato come sia la terza occasione di incontro con Pavlopoulos ricordando, al tempo stesso, il prossimo bilaterale a Corfù tra Paolo Gentiloni e Alexis Tsipras. Al faccia a faccia tra Mattarella e Pavlopoulos si è aggiunto in seguito anche il presidente del Portogallo Marcelo Rebelo de Sousa.

Intensificare i rapporti, soprattutto economici
Sarà «un'ulteriore occasione per registrare la sintonia tra Italia e Grecia, la loro sensibilità comune e le loro comuni posizioni nella grandissima parte delle questioni internazionali», ha affermato Mattarella in una breve dichiarazione congiunta alla stampa. «Questo ci impegna ad ampliare ancor di più la nostra collaborazione. Abbiamo legami culturali, politici ed economici fortissimi e storici ma dobbiamo intensificarli, soprattutto sul piano economico», ha aggiunto.

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Futuro Ue al centro del vertice di Malta
Il futuro dell'Ue e dell'interazione europea è uno degli argomenti centrali del vertice di Malta dei capi di Stato del Gruppo Arraiolos - Uniti per l'Europa, che si terrà il prossimo 13 settembre, come anticipato da Mattarella. Il summit sarà l'occasione per «discutere sulla costruzione europea che inevitabilmente condurrà ad una federazione. Parleremo di democrazia rappresentativa, dello Stato di diritto, di uno Stato di diritto sociale», aggiunge Pavlopoulos nel sottolineare «l'amicizia» che lega Italia e Grecia. I due capi di Stato, assieme al presidente portoghese Marcelo Rebelo de Sousa si recheranno nel pomeriggio alla cerimonia per il decennale dell'Eplo, l'Organizzazione europea di diritto pubblico creata, su iniziativa ellenica, dieci anni fa. «Il ruolo che l'Eplo svolge in Ue è molto più importante di quanto molti lo percepiscano» e la sua attività dimostra quanto bisogno di Grecia ci sia in Europa secondo Mattarella.

Mattarella depone una corona al monumento dedicato agli oltre 4mila militari italiani morti, nel febbraio del 1944, per il naufragio del piroscafo Oria

Sull’Ue decidano principi comuni, non il mercato
È «decisivo lo sviluppo di principi comuni del diritto in tutta Europa», ammonisce il presidente della Repubblica all'Eplo, sottolineando l'emergere di un «modello europeo», il cui obiettivo è quello di conciliare l'economia di mercato con la massima tutela possibile dei diritti sociali. «È, questa, una
dimensione e che l'Ue non può ignorare» per Mattarella secondo cui non è infatti ipotizzabile che il regolatore di ultima istanza sia esclusivamente il mercato.

Ue, assenza di una Carta fondamentale carenza strutturale
Mentre «da una parte si favorisce - con competenza e determinazione - la conoscenza del diritto pubblico europeo, anche ben oltre i confini dell'Europa, una delle carenze strutturali del disegno di integrazione europea credo sia proprio la mancanza di una Carta fondamentale, il cui progetto - per ragioni a tutti note - non si è concretizzato. Questa “carenza”, purtroppo, è tutt'altro che astratta». A giudizio di Mattarella, intervenuto al decennale dell'Eplo, «le difficoltà nell'accogliere parametri di riferimento condivisi fra tutti i Paesi dell'Unione è, infatti, una delle cause principali del rafforzarsi di quel sentimento di scetticismo, circa le capacità dell'Unione di far fronte ai problemi, di “stare vicino” ai propri cittadini, che serpeggia nelle opinioni pubbliche».

Corte Ue? Solidarietà è principio europeo
La relocation dei migranti «non è una posizione italiana o greca ma dell'Europa perché se viene meno il vincolo di solidarietà viene meno l'Europa. La Corte di Giustizia Ue ha affermato che esiste un dovere e un vincolo di solidarietà. Non è un principio italiano o greco ma europeo» tiene a evidenziare ancora il presidente della Repubblica commentando la sentenza della Corte Ue sulla relocation dei migranti.

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