La visita di due giorni

Mattarella in Algeria: il Paese è il secondo fornitore energetico dell’Italia

La due giorni del Capo dello Stato punta a rafforzare i già intensi rapporti bilaterali sul fronte della cooperazione geopolitica ed economica

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella (imagoeconomica)

3' di lettura

L’Algeria che riceve in queste ore la visita del presidente della Repubblica Sergio Mattarella è il nostro secondo fornitore energetico. Basta questo per capire l’importanza strategica che questo Paese della sponda Sud del Mediterraneo riveste per l’Italia. La due giorni del Capo dello Stato punta a rafforzare i già intensi rapporti bilaterali sul fronte della cooperazione geopolitica ed economica. E a rendere omaggio a un grande Italiano, Enrico Mattei, amatissimo anche in questa sponda del mediterraneo.

Quella di Mattarella ad Algeri è la prima visita di un Capo di Stato europeo al nuovo Presidente Abdelmadjid Tebboune, protagonista dal 2019 della nuova stagione della vita politico-istituzionale algerina capace di porre fine a una fase di transizione. Per Mattarella questa ad Algeri è l’ultima missione del settennato fuori dall’Unione europea.

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Il gas costituisce la quasi totalità dell’import italiano

Fanno da sfondo, i rapporti economici e commerciali tra i due paesi. L’Italia è il terzo partner commerciale dell’Algeria a livello globale (primo cliente e terzo fornitore). L’Algeria è il primo partner commerciale dell’Italia nel Continente africano e nell’area Medio Oriente - Nord Africa. Nel 2020 il valore dell’interscambio Italia-Algeria è stato pari a 5,83 miliardi di euro, di cui 3,14 miliardi (-27,6%) le nostre importazioni e 1,94 miliardi le nostre esportazioni (-33,5%). Il gas costituisce la quasi totalità delle nostre importazioni, mentre l’Italia esporta principalmente macchinari, prodotti petroliferi raffinati, prodotti chimici e siderurgici. Al centro della visita anche il desiderio algerino di arrivare a un piano di collaborazione in materia di sviluppo Piccole e medie imprese e il rafforzamento della cooperazione culturale, scientifica e tecnologica.

La visita di Mattarella dopo 18 anni da quella di Ciampi

Bastano questi dati per far capire l’importanza della due giorni del capo dello Stato nella Repubblica Democratica Popolare di Algeria. Diciotto anni dopo l’ultima visita di un Presidente della Repubblica - Carlo Azeglio venne qui il 27 e il 28 gennaio 2003 - sarà Mattarella a visitare, da domani, il Paese della sponda sud del Mediterraneo.

L’incontro con il Presidente Abdelmadjid Tebboune

Dopo la deposizione di una corona di fiori al Monumento al Martire, commemorativo delle vittime della guerra d’indipendenza, ci sarà il clou della missione, cioè il faccia a faccia con il Presidente Abdelmadjid Tebboune al Palazzo Presidenziale ElMouradia. Al termine i due rilasceranno dichiarazioni alla stampa. Quindi, nel pomeriggio di sabato 6 novembre due incontri di cortesia con il Presidente del Consiglio della Nazione, Salah Goudjil e con il Presidente dell’Assemblea Popolare Nazionale, Ibrahim Boughali. In seguito, l’incontro in Ambasciata con la collettività italiana. In serata sarà al Palazzo del Popolo per un Pranzo di Stato offerto in suo onore.

Algeri interlocutore su Libia e Sahel

Al centro dei colloqui il rafforzamento della cooperazione con un Paese con cui l’Italia ha già rapporti bilaterali fortissimi. Sul piano politico, Algeri è per Roma un interlocutore cruciale nello scacchiere libico e del Sahel. Ma i rapporti di amicizia tra i due Paesi hanno radici profonde: in occasione dell’avvio indipendenza, gli algerini non dimenticano il ruolo che ebbe una figura chiave, da parte italiana, come Enrico Mattei, al quale è stato riconosciuto, postumo, la medaglia di “Amico della rivoluzione”.

L’omaggio a Enrico Mattei

Non a caso Mattarella, domenica mattina, 7 novembre, prima di ripartire per Roma, inaugura un nuovo giardino nel centro di Algeri intitolato proprio al fondatore dell’Eni. Un rapporto tra Roma e Algeri mai venuto meno anche durante il cosiddetto “decennio nero”, il periodo in cui il terrorismo di ispirazione islamista colpì duramente il Paese.

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