76mo anniversario della Liberazione

Mattarella all’Altare della Patria celebra il 25 Aprile. Draghi: «Non tutti gli italiani furono brava gente»

A sorpresa, il capo dello Stato ha fatto anche visita al Quadraro, caposaldo della Resistenza al Nazifascismo, decorando il quartiere con la medaglia d’oro al merito civile

25 aprile, Mattarella ricorda le vittime del rastrellamento del Quadraro

3' di lettura

Causa Covid, oggi, 25 aprile, niente corte e manifestazioni ma staffetta di iniziative online promosse dall’Anpi, per ricordare il 76mo anniversario della Liberazione dell'Italia dal nazifascismo. All’Altare della Patria, in piazza Venezia, dopo aver deposto una corona sulla tomba del Milite Ignoto, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ascoltato l'esecuzione del “Silenzio”, e assistito al consueto passaggio delle Frecce tricolore nel cielo di Roma. Presenti alla cerimonia, distanziati e con le mascherine anticontagio, anche le alte cariche dello Stato, tra cui il premier Mario Draghi, che poi ha visitato il museo Storico della Liberazione di via Tasso.

«Rinascita e coesione archiviarono pagina nefasta»

«La crudeltà praticata dai nazifascisti anche contro anziani, donne e bambini inermi non fiaccò l'aspirazione alla libertà, ma, anzi, rafforzò il coraggio e la determinazione di chi decise di opporsi. Rinascita, unità, coesione, i sentimenti che hanno consentito al Paese di archiviare con la Liberazione una pagina nefasta della sua storia. Una memoria consapevole che guarda al futuro», ha detto il presidente Mattarella, rilanciando il messaggio inviato ieri alle associazioni combattentistiche e d'arma in occasione del 25 Aprile.

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Alle associazioni, il presidente della Repubblica aveva ricordato come «rinascita, unità, coesione, riconciliazione nella nuova Costituzione Repubblicana» furono «i sentimenti che guidarono la ricostruzione nel dopoguerra e che ci guidano oggi verso il superamento della crisi determinata dalla pandemia che, oltre a colpirci con la perdita di tanti affetti, mette a dura prova la vita economica e sociale del Paese».

«Non tutti italiani “brava gente”, non scegliere è immorale»

«Nell'onorare la memoria di chi lottò per la libertà dobbiamo anche ricordarci che non fummo tutti, noi italiani, “brava gente”, dobbiamo ricordare che non scegliere è immorale, significa far morire un'altra volta chi mostrò coraggio davanti agli occupanti e sacrificò se stesso per consentirci di vivere in un paese democratico», così Draghi nel suo intervento presso il luogo simbolo dell'occupazione di Roma, dove furono reclusi e torturati circa duemila oppositori del nazifascismo. Il presidente del Consiglio ha anche ricordato la senatrice a vita Liliana Segre la quale «ha voluto che la scritta “Indifferenza” fosse messa all'ingresso del memoriale della Shoah di Milano per ricordarci che, insieme ai partigiani e combattenti per la libertà, vi furono molti che si voltarono dall'altra parte in cui - come dice lei - è più facile far finta di niente».

25 aprile 2021: le commemorazioni per il 76esimo anniversario della Liberazione dal nazifascismo

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Timore per l’appannarsi dei confini tra vittime e carnefici

«Questa ricorrenza non deve invecchiare, non deve subire l'usura del tempo. Nel conoscere in profondità la storia di quegli anni, del fascismo e dell'occupazione nazista, saremo più consapevoli dell'importanza dei valori repubblicani e di come sia essenziale difenderli ogni giorno. Constatiamo inoltre, con preoccupazione, l'appannarsi dei confini che la Storia ha tracciato tra democrazie e regimi autoritari, qualche volta persino tra vittime e carnefici», ha sottolineato ancora Draghi in un altro passaggio di forte rilevanza del suo intervento, pronunciato dopo aver completato la visita al Museo della Liberazione. In particolare il premier ha visto la sede del Servizio di sicurezza e della polizia di sicurezza tedeschi; la cella dove furono tenuti prigionieri Giuliano Vassalli e il tenente Arrigo Paladini e dove si trovano le testimonianze documentali dei prigionieri detenuti a via Tasso e uccisi alle Fosse Ardeatine e a Forte Bravetta e quelle del carcere di via Tasso.

Visita a sorpresa al Quadraro, medaglia d’oro al merito civile

La giornata è stata caratterizzata anche da un inedito fuori programma del Capo dello Stato, che dopo la cerimonia in piazza Venezia si è recato in piazza dei Tribuni, nel popolare quartiere romano del Quadraro. Proprio in quella piazza si svolse una delle pagine più tristi e poco ricordate della storia di Liberazione, e Mattarella ha voluto commemorare l'episodio deponendo una corona di alloro davanti al monumento, che ricorda il rastrellamento e la deportazione di molti abitanti.

Per quei fatti, il quartiere ha ricevuto oggi la medaglia d'oro al merito civile con la motivazione: «Centro dei più attivi e organizzati dell'antifascismo, il quartiere Quadraro fu teatro del più feroce rastrellamento da parte delle truppe naziste. L'operazione, scattata all'alba del 17 aprile 1944 e diretta personalmente dal maggiore Kappler, si concluse con la deportazione in Germania di circa un migliaio di uomini, tra i 18 e i 60 anni, costretti a lavorare nelle fabbriche in condizioni disumane. Molti di essi vennero uccisi nei campi di sterminio, altri, fuggiti per unirsi alle formazioni partigiane, caddero in combattimento».

Anpi Cuneo: danneggiato monumento a Resistenza

Vandali hanno danneggiato la targa commemorativa e imbrattato il sostegno accanto al celebre Monumento alla Resistenza di Cuneo, scultura in bronzo alta 20 metri e realizzata da Umberto Mastroianni, che fu partigiano nel Canavese. A denunciare l’episodio la presidente provinciale Anpi, Ughetta Biancotto. «Solo oggi, con le celebrazioni per i 76 anni dalla Liberazione, ci siamo accorti dell’atto vandalico», dice la presidentte. La targa era stata posta due anni fa per il mezzo secolo del monumento, voluto proprio dall’Anpi e dall’associazione dei caduti partigiani.


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