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Mattarella all’inaugurazione del nuovo anno Bocconi: «Formazione crei antidoti a odio»

Il Presidente: 15mila studenti di 99 nazionalità sono esempio di fiducia nell’Europa

di Sara Monaci e Luca Orlando


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(Ansa)

3' di lettura

«Quindicimila studenti di 99 diverse nazionalità della Bocconi sono esempio di fiducia nell’Europa. L’integrazione è resa solida da questo tessuto di giovani che si sentono europei oltre che del proprio paese. La Bocconi anche sotto questo profilo è un esempio per il nostro paese». Ha iniziato così il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella il suo discorso in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico 2019/2020 dell’università Bocconi di Milano.

Poi il Presidente ha parlato di Milano e dell’Italia.«La costellazione di atenei di Milano è un patrimonio per la città, la regione e il territorio italiano. La progettazione affascinante del campus raffigura quello che poco fa mi ha detto una studentessa in rappresentanza dei suoi colleghi: la centralità dello studente è alla base della Bocconi. Prima - ha proseguito Mattarella - «il presidente Monti ci ha richiamato all’ elogio della competenza, mentre il rettore ha detto che in questa fase di complessità emergono illusorie tendenze alla semplificazione. Nella storia sempre le novità provocano chiusure e desideri di impossibili ritorni al passato. La tentazione di semplificare ciò che è complesso è forte. Il ruolo della Bocconi ha delle ragioni anche in questo». La formazione, ha sottolineato, «deve suscitare spirito critico e senso di responsabilità che sono i veri antidoti a odio e pregiudizio».

Il futuro della Bocconi tra nuovo campus, nuovi corsi e un acceleratore d’impresa

La lezione di Leonardo
Poi un nuovo ruolo della scienza. «L’esigenza di uscire da discipline isolate una dall’altra è il richiamo del rettore. Si tratta di una suggestiva coincidenza. Siamo nel secolo della iper specializzazione ma siamo anche al 500esimo anno Vinciano. Un genio come Leonardo spaziava dall’arte all'ingegneria. Il rettore ha ricordato l’immagine egocentrica con cui l’economia si è talvolta presentata. Ci sono stati esperti attenti solo al profitto. Ma ora ci vuole coesione sociale, elemento necessario alla crescita sociale».

Sala: l’Italia e la può fare, Milano mette la sua esperienza a disposizione
A introdurre il discorso del presidente della Repubblica, portando il saluto della città di Milano nella giornata dedicata all’inaugurazione del campus dell’università Bocconi, oltre che dell’anno accademico, è stato il sindaco Giuseppe Sala.
«Il nuovo campus, nato da un importante lavoro di recupero urbano, vuol dire aprire la città ai giovani, con una struttura eco sostenibile.
Giovani e transizione ecologica - ha ricordato Sala- sono due direttrici della crescita. Mancano bambini e ci vuole più verde e meno dissesto idrogeologico». Sala ha di nuovo parlato della leadership di Milano in Italia.«L'Italia ce la può fare. Milano mette la sua esperienza a disposizione. Non con ricerca di primati ma con il suo passo costante, senza cedere alla stanchezza. Il campus porta valore al quartiere ed è un esempio di riutilizzo di aree in disuso. Fa crescere la città e ricuce una cerniera, tra centro e periferia. Porta ancora più in alto l'attrattività di una grande università». Sala sottolinea ancora il ruolo di politico di Milano.
«La voglia di fare bene, lo slancio dei milanesi vorremmo che contagi l’Italia. C’è connessione tra crescita di Milano e del paese.
Milano lotta contro le disuguaglianze. Con opportunità di studio e di lavoro e porta avanti chi è nato indietro. Non serve tagliare a fettine più piccole la torta, ma occorre sfornare nuove torte».

Il rettore Verona: alla crescente complessità occorre dare soluzioni coerenti
«Nel 2019 - afferma il rettore della Bocconi Gianmario Verona - il mondo ha realizzato come non sia possibile banalizzare
la complessità che caratterizza il mondo contemporaneo e quanto
invece, alla crescente complessità, occorra dare soluzioni
coerenti, ovvero altrettanto complesse».

Mario Monti: Europa argine a derive e pericolose sbandate
Il presidente onorario della Bocconi Mario Monti ricorda i primati dell’università: «Gli stranieri alla Bocconi sono aumentati del 33 percento. La Bocconi è al 16esimo posto a livello nazionale. È un contributo all'affermazione dell’Italia nel mondo».
E anche lui ricorda «quanto Milano sia città europea» e si impegna a «lottare perché l’Italia riconquisti fiducia in sé e a fare come il Presidente della Repubblica, che ha avuto un ruolo fondamentale per rendere consapevoli gli italiani che la partecipazione all’Europa è soprattutto un argine a derive e pericolose sbandate».

Ha partecipato all’inaugurazione Liliana Segre, la senatrice a vita al centro delle cronache di questi giorni, simbolo della resistenza contro il razzismo. Da tutti è stata ringraziata e salutata.

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