L’incontro di studio al Quirinale

Mattarella allontana il bis al Colle: «Anche Leone chiese la non rieleggibilità del capo dello Stato»

Da Leone «altissima sensibilità istituzionale che per tutta la sua vita ne aveva ispirato le scelte»

di Nicoletta Cottone

Quirinale, Mattarella: anche Leone chiese la non rieleggibilità

2' di lettura

Giovanni Leone, come Antonio Segni, chiese «la non rieleggibilità del presidente della Repubblica con l’eliminazione del semestre bianco». Il presidente Sergio Mattarella allontana il suo bis al Quirinale invocato da molti, intervenendo al Quirinale all'incontro di studio “Giovanni Leone. Presidente della Repubblica 1971-1978” nel ventesimo anniversario della scomparsa. Il capo dello Stato ha ribadito quanto aveva detto a maggio parlando con degli alunni di un Istituto scolastico romano: «Io sono vecchio tra qualche mese potrò riposarmi». Del resto, secondo il sito dell’Espresso, il presidente della Repubblica avrebbe già firmato il contratto di locazione per l’appartamento, situato a Roma tra i quartieri Parioli e Salario Trieste, dove trasferire la residenza una volta terminato il mandato al Quirinale il prossimo 3 febbraio.

Da Leone altissima sensibilità istituzionale

«”Ho servito il Paese con correttezza istituzionale e dignità morale”. Con queste parole - ha ricordato Mattarella - il presidente della Repubblica Giovanni Leone si congedava dagli italiani alla vigilia del ’semestre bianco’ che avrebbe preceduto la conclusione del suo mandato. Ennesima testimonianza, ove ce ne fosse stato bisogno, dell'altissima sensibilità istituzionale che per tutta la sua vita ne aveva ispirato le scelte».

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La saggezza per riannodare il dialogo

«Nella vita di ogni comunità – e quella politica non fa eccezione – si manifestano momenti di difficoltà, di incomprensione, di stallo, in cui la nave sembra rifiutarsi di proseguire, le macchine paiono smettere di funzionare. Questo, naturalmente, applicato alla vicenda politica può portare a conseguenze imprevedibili. Entrano in campo allora le forze della saggezza e della conciliazione per riannodare il dialogo, per far proseguire il cammino, per aprire nuovi orizzonti», ha sottolineato Mattarella. «Come non vedere nella figura di Giovanni Leone una di queste forze, nella sua disponibilità a soccorrere il sistema politico, le istituzioni che si trovava a servire, per superare contrasti e per consentire un ordinato democratico funzionamento delle istituzioni?» Mattarella ha ricordato a tal proposito i brevi Governi di transizione presieduti da Leone nelle estati del ’63 e del ’68, «necessari per consentire una evoluzione del quadro politico e la prosecuzione ordinata della vita istituzionale del Paese».

I media abbiano riguardo per dignità della persona

«É difficile trovare una campagna scandalistica e invereconda come quella diretta contro il presidente Leone», ha detto il presidente Sergio Mattarella. Per questo il capo dello Stato, citando Leone si è appellato alla stampa: «Si può fare un caloroso invito ad avere riguardo per la dignità persona, che va salvaguardata nella massima misura. É difficile trovare parole più misurate e umane per descrivere la responsabilità degli organi di stampa, che deve sempre essere rispettata».

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