LA VISITA IN GRECIA

Mattarella: «Avanti con la Ue, non ripetere gli errori del passato»

di Redazione Roma


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(Francesco Ammendola/Quirinale Presidential press service via AP)

2' di lettura

«Avanti con l’Unione europea, attenti a non ripetere gli errori del passato». Il presidente della Repubblica rilancia il suo messaggio europeista da Cefalonia, in Grecia. A 75 anni dal massacro della divisione Acqui nel 1943 da parte dei nazisti, il capo dello Stato ha ricordato l’eccidio deponendo delle corone di alloro nei monumenti dedicati ai militari italiani.

Il messaggio europeista
«La nuova Grecia e la nuova Italia sono nate dalla Resistenza al nazifascismo e hanno ripudiato la guerra - ha detto Mattarella -. Dopo le terribili guerre del secolo scorso l’integrazione europea e l’Unione Europea hanno avviato un percorso per mettere in comune il futuro dei popoli europei assicurando pace amicizia e collaborazione. Questa giornata vuole riconfermare la volontà di proseguire su questa strada e di evitare ogni rischio di ricadere negli errori del passato». Un messaggio particolarmente importante, che cade mentre è in corso una difficile dialettica tra le istituzioni europee e il governo italiano in merito ai conti pubblici e alla manovra finanziaria in corso di definizione.

La visita in Grecia
Mattarella, arrivato a Salonicco, si è poi recato a Cefalonia e Corfù. Il presidente della Repubblica è stato invitato dal capo dello Stato greco Prokopis Pavlopoulos. Oggi in Grecia è festa nazionale. Il 28 ottobre è una data
significativa della storia greca: si tratta del giorno del NO!, in cui tutta la Grecia ricorda appunto il 28 ottobre del 1940 quando, alle tre del mattino, il premier greco Ioannis Metaxas rispose «No» all'ultimatum di Benito Mussolini -
presentatogli dall’ ambasciatore italiano Emanuele Grazzi - che voleva occupare militarmente il Paese e determinando così l’entrata in guerra della Grecia contro l’Asse. Il secco rifiuto di Metaxas dette inizio ad una cruenta guerra tra Italiani e Greci durata otto mesi e combattuta nel gelido inverno dell’Epiro e dell’Albania del Sud, con circa 25.000 morti (quasi lo stesso numero di vittime da entrambe le parti) conclusa con la sconfitta degli italiani. Dal 1946 quella data viene ricordata in ogni città greca.

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