Premiati muti, Ontani e Bindi

Mattarella: «Cultura arte e scienza collante della società, dovere sostenerle»

di Nicoletta Cottone

Il capo dello Stato Sergio Mattarella

3' di lettura

«La cultura, l'arte e la scienza sono un bene comune, e costituiscono un patrimonio unitario». Lo ha sottolineato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel corso della cerimonia al Quirinale di consegna dei Premi “Presidente della Repubblica” per l'anno 2015. Il capo dello Stato ha consegnato il Premio dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia al maestro Riccardo Muti, il Premio dell'Accademia Nazionale di San Luca al maestro Luigi Ontani, e il Premio dell'Accademia Nazionale dei Lincei al professor Luca Bindi.

La cultura, l’arte, il pensiero prosperano e si sviluppano nella libertà quando una società è capace di sostenere le sue eccellenze e, al tempo stesso, di approfondire la conoscenza, di ampliare le opportunità per i propri giovani, e per i cittadini di ogni ceto sociale

La democrazia ha il dovere di far crescere la cultura
«La cultura, l’arte, il pensiero - ha ricordato Sergio Mattarella - prosperano e si sviluppano nella libertà quando una società è capace di sostenere le sue eccellenze e, al tempo stesso, di approfondire la conoscenza, di ampliare le opportunità per i propri giovani, e per i cittadini di ogni ceto sociale. Talvolta questi processi vengono intesi come estranei tra di loro. Sono invece complementari; e possono diventarlo sempre di più. La democrazia ha un dovere in questo senso: ha la necessità di far crescere la cultura, di valorizzare l’arte e la musica, di investire nella ricerca e nel sapere, sia puntando verso l’alto, nella competizione e nel confronto con il mondo intero, sia espandendo la propria base». E non è un caso, ha ricordato il presidente della Repubblica,« che la Costituzione contenga, tra i suoi principi fondamentali, un impegno solenne per promuovere la cultura e la ricerca». Per il capo dello Stato, «è in gioco la qualità e l’essenza stessa della democrazia». La cultura, l’arte e la ricerca, ha detto Mattarella, «sono essenziali alla tenuta di società complesse come le nostre, ancor più di quanto lo fossero in passato quando i ritmi di mutamento erano più lenti».

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Errore pensare che la cultura sia indifferente allo sviluppo sociale
«Pensare che la cultura sia indifferente allo sviluppo sociale, e anche economico o, ancor peggio, che sia irrilevante rispetto ad essi - ha ammonito Sergio Mattarella - è un errore che certo voi non commettete», ha detto rivolto ai presenti. Il capo dello Stato ha sottolineato come la velocità dei processi induca all’iper¡ specializzazione, che aumenta l’importanza dei supporti tecnici, dell’intelligenza artificiale, della robotica. «Si tratta di potenzialità straordinarie a disposizione dell'umanità. Di strumenti preziosi e indispensabili. Ma resta il tema di guidare i processi verso la sostenibilità e la giustizia, di cogliere sempre la ricchezza e la creatività dell'animo umano, di indirizzare la forza della modernità verso la tessitura di una comunità più equilibrata e coesa. C’è insomma un contenuto, e una speranza, di umanesimo nell'interdisciplinarietà, nell'unicità del sapere». Il capo dello Stato ha ringraziato i docenti delle tre Accademie - l'Accademia nazionale dei Lincei, l'Accademia nazionale di San Luca e l' Accademia nazionale di Santa Cecilia - «per la loro costante attività, di ricerca e di insegnamento».

C’è una domanda di Italia nel mondo
«C’è una domanda di Italia nel mondo, e non pochi guardano a voi. Guardano al maestro Muti, come interprete autorevole e moderno di quella sapienza della musica che - ha detto bene il Maestro dall'Ongaro - ha tanto Dna italiano nei suoi cromosomi. Guardano al nostro gusto, alla nostra qualità, alle nostre innovazioni, alla nostre capacità di sperimentare, come nelle opere di Luigi Ontani. Guardano alla nostra attitudine a indagare la realtà e a conoscerla sempre di più, quella capacità su cui si sono basati gli studi e le scoperte del professor Bindi. Il vostro impegno consente di raggiungere sempre nuovi obiettivi e di trasmettere le conoscenze alle generazioni più giovani». Mattarella ha ricordato che i Premi «sono stati istituiti dal presidente Luigi Einaudi, e da quel primo settennato, con continuità, sottolineano una relazione speciale delle Accademie nazionali con la Repubblica». I premi, ha detto, r«appresentano una sollecitazione, e una sfida, per rendere l'insieme della nostra comunità nazionale sempre più partecipe e beneficiaria della bellezza, del genio creativo, delle punte più alte raggiunte negli studi da talenti italiani».

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