giornata della donna

Mattarella: «I pregiudizi sulle donne negano pari retribuzione e carriera»

di Nicoletta Cottone

Sergio Mattarella

2' di lettura

«Le donne costituiscono un serbatoio di saggezza, di generosità, di attitudine a smussare conflitti e respingere la violenza. Anche per questo dobbiamo impegnarci di più per promuovere il lavoro e la partecipazione femminile, in tutti i settori». Lo ha sottolineato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel corso della cerimonia al Quirinale per la celebrazione della Giornata della Donna.

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Vanno rimossi gli ostacoli economici, sociale e mentali
«Abbiamo l’obbligo a rimuovere tutti quegli ostacoli di natura economica, sociale e, purtroppo, di abito mentale, che ancora impediscono a tante donne di
raggiungere livelli apicali e parità di retribuzione», ha detto il presidente Mattarella. Per Mattarella, «è ormai acquisito - ma è sempre stato evidente - che il lavoro femminile, la crescita democratica, l’educazione dei figli, sono fattori decisivi non solo per la tenuta sociale di una società ma anche per il suo sviluppo economico». È anche necessario, ha detto il capo dello Stato, «garantire alle donne la piena compatibilità tra la cura della famiglia, che è una funzione essenziale per lo sviluppo ordinato di un Paese, e l'attività professionale».

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Giornata internazionale della donna, l'intervento di Mattarella

Femminicidio emergenza sociale inquietante
Quella del femminicidio, ha sottolineato il capo dello Stato, è ormai in Italia «un’emergenza sociale tragica e inquietante».

Gli uomini rinuncino alle riserve mentali
Il capo dello Stato ha lanciato un appello «all’altra metà della popolazione italiana, quella maschile»: «Anche gli uomini devono sapersi mettere in discussione e rinunciare ad ogni forma di riserva mentale». Noi tutti, ha aggiunto il presidente, «dobbiamo fornire un appoggio reale e incondizionato, nella lotta alle diseguaglianze, ai pregiudizi, alle discriminazioni e, a maggior ragione, quando si manifestano sopraffazione e violenza».

A volte alzare la voce è l’unico modo per farsi sentire
«L’augurio che rivolgo oggi a tutte le donne italiane - ha detto Mattarella - è che la loro voce sia forte, compatta e ascoltata, nei quartieri, nelle città e nei palazzi delle istituzioni. È una voce autorevole e credibile, che non ha bisogno di alzare i toni, anche se alzarli, in alcuni casi, diventa l'unico modo per farsi sentire».

Le testimonianze di donne
La cerimonia, trasmessa in diretta su Rai Uno e condotta da Elena Sofia Ricci, è stata aperta dalla proiezione di un video in ricordo di tutte le vincitrici del premio Nobel per la Pace, cui ha fatto seguito un’intervista all’Alto Rappresentante dell’Unione europea per gli Affari esteri e la politica di
sicurezza, Federica Mogherini.

Sono state quindi ascoltate le testimonianze di Ilenia Mattiacci, Ufficiale del 3 reggimento Savoia Cavalleria, del Caporal Maggiore Ahlame Boufessas, di Azzurra Chiarini, coordinatrice di un programma di empowerment delle donne rurali delle Nazioni Unite, di Gihan Kamel, ricercatrice di Sesame e del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale dei minorenni di Reggio Calabria, Giuseppina Latella. Poi l’intervista alla sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio dei ministri, con delega alle pari opportunità, Maria Elena Boschi. Paola Turci ha eseguito alcuni brani (“Bambini” e “Fatti bella per te”). In precedenza, nella Sala degli Specchi, il presidente Mattarella e la ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli, avevano consegnato le targhe del Miur, e le medaglie della Presidenza della Repubblica ai vincitori del concorso. Tutta al femminile, come di consueto per l’evento, la Guardia d’Onore del Palazzo del Quirinale.

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