Giornata internazionale

Mattarella: «Importante l’accesso anche degli anziani alle nuove tecnologie» 

Per il capo dello Stato è fondamentale colmare il divario digitale: «Nessuno resti escluso»

di Nicoletta Cottone

Terza dose a immunodepressi, poi anziani e sanitari

3' di lettura

«In questo periodo di pandemia abbiamo pienamente compreso l’importanza dell’uso di strumenti, anche telematici, che consentono di accedere ad operazioni essenziali come, ad esempio, la prenotazione di un vaccino o che sono utili anche semplicemente per non rimanere soli e per condividere i momenti della propria vita quotidiana con i propri cari». Lo ha sottolineato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in una dichiarazione in occasione della Giornata internazionale delle persone anziane che “ha come tema l'equità digitale per tutte le età e si sofferma sulla necessità di offrire a tutti l'accesso pieno al mondo digitale e ai progressi tecnologici». Per il capo dello Stato «si deve dunque creare una sinergia tra le radici di un Paese e la sua crescita, perché è solo con l'inclusione di tutti, adeguatamente assicurata, a prescindere dall'età, che possiamo misurare la maturità di una società».

Indispensabile colmare il divario digitale

«Quest'anno la Giornata internazionale delle persone anziane ha come tema l’equità digitale per tutte le età e si sofferma sulla necessità di offrire a tutti l’accesso pieno al mondo digitale e ai progressi tecnologici. Obiettivo delle Nazioni Unite è quello di raggiungere uno sviluppo sostenibile entro il 2030, cercando di colmare il divario digitale che ancora persiste tra i diversi Paesi», ha ricordato Mattarella in una nota. «Investire sulle opportunità offerte dalle nuove tecnologie significa promuovere la piena inclusione dei cittadini di tutte le età nella vita relazionale e culturale del Paese. Restare esclusi dalla dimensione digitale può essere per un anziano un fattore di emarginazione sociale».

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Casellati: «La politica ritrovi competenza e rispetto degli avversari»

Al Senato intanto la presidente del Senato, Maria Elisabetta Casellati ha aperto il convegno sulla figura di Emanuele Macaluso, “Una vita nella sinistra”, alla presenza del capo dello Stato Sergio Mattarella. L’incontro è organizzato dal gruppo del Pd al Senato e dall’Istituto Gramsci. La politica, ha sottolineato la presidente Casellati, «deve ritrovare un ruolo centrale in tutti gli ambiti della vita pubblica», ma lo potrà fare se i suoi attuali protagonista sapranno farla vivere «come arte che nasce dal connubio di logos, ethos e prima di tutto pathos». Riscoprendo il «metodo rigoroso, quasi scientifico» della vera politica, «fondato sulla competenza e sul rispetto delle posizioni dell’avversario».

Amato: «Macaluso portò qualità e sensibilità alla politica»

Il vicepresidente della Corte Costituzionale Giuliano Amato, intervenendo al convegno che si svolge nella Sala Capitolare di S. Maria della Minerva, ha ricordato che Emanuele Macaluso «certamente ebbe una grandissima passione per la politica e alla stessa politica portò qualità e sensibilità raramente congiunte in una stessa persona, dimostrando in questa congiunzione quanto esse possano essere preziose. Mi riferisco al fortissimo valore che avevano per lui da un lato l’unità, non solo del suo partito, ma di tutti coloro che potevano concorrere al perseguimento dei fini a cui credeva: si trattasse della tutela dei deboli, nella quale lui era già impegnato sin dalla sua adolescenza, oppure della lotta contro i nemici della libertà e dei diritti, il fascismo e la mafia. Dall’altro la forza irrinunciabile del dialogo, del confronto critico, dello stesso dissenso in vista delle scelte da fare, dei percorsi da seguire, degli schieramenti da costruire per un tale perseguimento». Macaluso, ha detto Amato, «sfuggiva lui, così, pur comunista, alla logica delle verità totali e precostituite che segnano la strada senza offrire alternative che non siano l’errore, portatore, se perseguito, di scomunica».

Finocchiaro: «Donne competenti e capaci, ma non vengono viste»

«In giro c’è tanta competenza femminile e in Italia ci sono donne che hanno le qualità, l’esperienza, l’equilibrio, la preparazione per essere presidente della Repubblica e per fare anche molte altre cose», ha detto Anna Finocchiaro, due volte ministro e parlamentare Pds-Pd per 8 legislature, rispondendo a una domanda di Giorgio Frasca Polara nel corso del convegno dedicato a Emanuele Macaluso, sulla possibilità che una donna possa essere eletta presidente della Repubblica, al termine del settennato di Sergio Mattarella. «Il problema - ha aggiunto Finocchiaro - è che le donne devono essere ’viste’, nel senso che quando si arriva alla fine dell’imbuto, le donne non si vedono, scompaiono. Invece le donne ci sono». Su una eventuale candidatura al Colle o nelle postazioni di rilievo delle istituzioni ha detto: «Non bisogna fare una questione di politicamente corretto: se c’è una donna che ha le caratteristiche e le capacità per fare la presidente della Repubblica in questa fase storica del Paese, la faccia sicuramente».

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