L’incontro

Mattarella: «L’evasione fiscale è grave e indecente»

L’incontro con gli studenti della scuole di secondo grado. Il presidente: «L’evasione fiscale è l’esaltazione della chiusura in sé stessi, dell'individualismo esasperato. È un problema serio in molti Paesi. Lo è nel nostro. Vi sono Paesi in cui è molto più grave, vi sono Paesi in cui invece il senso civico di ciascuno lo ha quasi azzerato»


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(via REUTERS)

3' di lettura

«Se scomparisse» l’evasione fiscale «le possibilità di aumentare pensioni, di aumentare stipendi, di abbassare le tasse per chi le paga, e così via, sarebbero di molto aumentate». Un messaggio che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha voluto dare agli studenti di alcune scuole di secondo grado in visita al Quirinale, per i fenomeni di evasione sono anche una questione culturale.

I 109 miliardi di evasione
I dati del ministero dell’Economia parlano di tasse e contributi evasi pari a 109 miliardi di euro. Si tratta ovviamente di una stima, ma che basta per comprendere quanto sia grave il fenomeno. Gli accertamenti della Guardia di finanza – tra gennaio 2018 e maggio 2019 – hanno consentito di chiedere all'autorità giudiziaria il sequestro di 9,3 miliardi di euro. Un’azione che vede tutti i comparti dell’Amministrazione finanziaria impegnati per contrastare a monte l’evasione, le cui somme nascoste al Fisco oltre ad alterare la concorrenza tra le imprese danno origine a quella catena del malaffare e delle frodi su cui stanno lavorando anche le procure della Repubblica in più parti d’Italia.

I piani operativi della Guardia di finanza
I 31 piani operativi già svolti dalla Guardia di finanza sul fronte delle grandi evasioni hanno affinato le strategie per arginare le frodi. Azioni che si inseriscono nel Piano triennale antievasione, con un giro di vite su compravendite di prodotti petroliferi, concessionarie di autoveicoli e trader di titoli di efficienza energetica. A fare da apripista sono state le analisi di rischio messe a punto da agenzia delle Entrate e Fiamme gialle alla base di una strategia di aggressione agli illeciti in materia tributaria. L’intelligence si sta focalizzando su quelle attività produttive che, stando ai riscontri, sono a maggiore rischio di evasione dell’Iva.

Il messaggio alle nuove generazioni
Alle nuove generazioni Mattarella ha voluto da un messaggio, perché l’evasione fiscale è anche una questione culturale. E alla domanda «perché in Italia è così difficile combattere la piaga dell’evasione fiscale?» il presidente ha risposto: «L’evasione fiscale è l’esaltazione della chiusura in sé stessi, dell'individualismo esasperato. È un problema serio in molti Paesi. Lo è nel nostro. Vi sono Paesi in cui è molto più grave, vi sono Paesi in cui invece il senso civico di ciascuno lo ha quasi azzerato. È un problema grave perché significa ignorare che si vive insieme e che la convivenza significa contribuire tutti insieme - come dice la Costituzione, secondo le proprie possibilità - alla vita comune».

«Chi evade sfrutta le tasse che pagano gli altri»
Mattarella ha voluto spiegare che «chi evade cerca di sottrarsi a questo dovere, di sfruttare le tasse che pagano gli altri per i servizi di cui si avvale. E' una cosa, a rifletterci, davvero indecente, perché i servizi comuni, la vita comune è regolata dalle spese pubbliche. Se io mi sottraggo al mio dovere di contribuire sto sfruttando quello che gli altri pagano, con le tasse che pagano. E questa è una cosa di particolare gravità».

«Si possono aumentare le pensioni»
«L’evasione fiscale è calcolata nell’ultimo documento ufficiale dell’anno passato circa 119 miliardi di euro: una somma enorme. Se scomparisse, le possibilità di aumentare pensioni, di aumentare stipendi, di abbassare le tasse per chi le paga, e così via, sarebbero di molto aumentate. Per questo, anche lì il problema è di norme, di interventi, di controlli, di verifiche - che stanno dando qualche risultato - ma è soprattutto di cultura e di mentalità, di capire che in un’associazione, in una società, in una convivenza, se non si contribuisce tutti allo sforzo comune, c’è chi lo fa con onestà e c’è chi lo fa sfruttando quanto gli altri fanno. E questo non è giusto».

Per approfondire:
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