Ricordo di maria eletta martini

Mattarella: «La coscienza del limite rende la democrazia più solida»

(ANSA)

2' di lettura

«C'è una trama di relazioni umane che preesiste alle istituzioni, e verso le quali le istituzioni devono avere rispetto per comprenderle, interpretarle e tutelarne la libertà. La coscienza del limite è un elemento che rende la democrazia più solida, non più debole», ed era anche «una delle convinzioni più radicate nella mente e nel cuore di Maria Eletta Martini. Parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella oggi a Lucca per una giornata di ricordo della parlamentare Dc e fondatrice del Centro nazionale di studi e documentazione sul volontariato. «Associazioni e volontariato sono realtà difficili da “gestire”», ha aggiunto Mattarella citando uno scritto della parlamentare, impossibili da imbrigliare, ma che fanno ricca e libera la vita democratica di un Paese».

L’impegno per la riforma del diritto di famiglia
L'approvazione della riforma del diritto di famiglia, di cui Martini fu una delle principali promotrici oltre che relatrice nell'iter parlamentare, fu per Mattarella «un grande risultato per il nostro Paese, conseguito con una larghissima convergenza un anno soltanto dopo il referendum sul divorzio, che si era concluso con un risultato inequivocabile ma che aveva fortemente diviso il Paese tra i sostenitori del No e quelli del Sì». «Un anno dopo quella contrapposizione, il Parlamento riuscì a comporre - proprio sul diritto di famiglia - un quadro avanzato, armonico e ampiamente unitario», ha sottolineato ancora il capo dello Stato nel suo intervento di ricordo dell'esponente politica lucchese. E Maria Eletta Martini, che si trovò alla guida di questo processo, «fu capace di mettere da parte le contrapposizioni ideologiche e di puntare, invece, sui valori della persona, la coerenza del diritto, la sintesi migliore tra i diversi punti di vista».

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Il ruolo «prezioso» della prudenza in politica
Nel suo intervento il presidente della Repubblica ha quindi citato una riflessione di Martini sulla prudenza che «non è grettezza di spirito, calcolo subdolo o interessato», ma un « collegarsi alla dimensione comunitaria. La prudenza insegna a valutare, decidere, scegliere il proprio ruolo di fronte ai problemi sociali, che solo collegialmente possono essere risolti nella loro complessità». La prudenza, spiegava Martini, «è prossima alla giustizia e bisogna intenderla sempre di più nella sua dimensione sociale. Una prudenza trasformata in sapienza». Giunto a Lucca poco prima delle 11, il capo dello Stato è stato accolto al suo arrivo al Teatro del Giglio da un folto gruppo di cittadini e scolaresche. Il presidente s'è soffermato a salutare la folla prima di entrare nel teatro dove, dopo l'inno cantato da un coro di bimbi, ha ascoltato la prolusione su 'Maria Eletta Martini: la determinazione di una donna nella vita politica, il diritto di famiglia”. Presenti, tra gli altri, il sindaco di Lucca Alessandro Tambellini, il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, e la presidente della commissione Antimafia Rosy Bindi.

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