L'evento Sole-FT

Mattarella: «La ripartenza dell’industria è decisiva»

Messaggio del capo dello Stato: «Le eccellenze del Made in Italy sono trainanti». Il presidente di Confindustria Bonomi rilancia il Patto per l'Italia: «Serve una politica industriale Ue»

di Nicoletta Picchio

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(Ansa)

Messaggio del capo dello Stato: «Le eccellenze del Made in Italy sono trainanti». Il presidente di Confindustria Bonomi rilancia il Patto per l'Italia: «Serve una politica industriale Ue»


3' di lettura

«La ripartenza dell'industria dopo la fase di blocco imposta dalla pandemia è decisiva per il nostro sistema paese». È uno dei passaggi del messaggio che il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato in occasione dell’evento “Made in Italy-The Restart”, organizzato da Il Sole 24 Ore e Financial Times, che si è aperto ieri con oltre 10 mila utenti collegati. La pandemia globale, ha aggiunto Mattarella, sta comportando costi elevatissimi: «È necessario uno sforzo comune e un impegno convergente da parte delle istituzioni, delle imprese, di tutte le componenti sociali per attuare un progetto, il più possibile condiviso, orientato allo sviluppo sostenibile dal punto di vista ambientale, economico e sociale».

L’industria al centro, per rilanciare la crescita, in Italia e in Europa è anche il pensiero del presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, che ieri, nel suo intervento al convegno, ha rilanciato il Patto per l’Italia, cioè la necessità di lavorare insieme imprese, governo, istituzioni e sindacati per la crescita del paese.«Occorre definire una vera politica industriale europea. L’industria è il soggetto che può guidare l’economia Ue verso la digitalizzazione, la neutralità climatica, l’ambiente, assicurare la sovranità dell’Europa rispetto ad altre piattaforme economiche. E l’Europa è l’unica dimensione possibile per l’Italia per garantire stabilità e affrontare le sfide dei prossimi anni». Parte dallo scenario europeo Carlo Bonomi per arrivare alle questioni di casa nostra: «Sul fronte nazionale occorre subito una strategia di medio e lungo termine per il rafforzamento della crescita e il recupero della produttività. Un grande Patto per l’Italia».

L’evento “Made in Italy-Restart” si concluderà domani. Ieri, la giornata si è aperta con i saluti del presidente del Gruppo 24 Ore, Edoardo Garrone, del direttore de Il Sole 24 Ore, Fabio Tamburini, di John Ridding, ceo Financial Times Group e dell'ad del Gruppo 24 Ore, Giuseppe Cerbone. Poi sono intervenuti tra gli altri il presidente di Confindustria, Bonomi, il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, i ministri Stefano Patuanelli, Paola De Micheli, Dario Franceschini (Sviluppo, Infrastrutture, Beni Culturali), per proseguire con focus e dibattiti (il programma completo sul sito de Il Sole 24 Ore).

Oggi ci troviamo davanti ad una «occasione storica», per il carattere innovativo della reazione europea e per le ingenti risorse che dovranno arrivare. Lo ha ribadito Mattarella, nel suo messaggio, ed è una profonda convinzione di Bonomi. È necessaria un’Europa più forte e coesa «per fare valere un approccio multilaterale ancora più necessario di fronte alle tentazioni di chiusura», ha sottolineato Mattarella. E tornando al nostro paese ha aggiunto che «ogni parte della comunità ha la una sua propria responsabilità. Le imprese, in special modo, possono contribuire alla ripartenza investendo sull'innovazione e sulla qualità».

Rafforzare ricerca e sviluppo, con progetti di lungo periodo è un aspetto su cui ha insistito anche il presidente di Confindustria. L’Europa, ha sottolineato Bonomi, ha cambiato la sua strategia rispetto al passato, implementandola con il piano Next Generation Ue e il nuovo quadro finanziario pluriennale. Ha bisogno una riforma della governance, per renderla più efficace, ma ha avviato una nuova fase di politiche che puntano sull'industria. Non possiamo però demandare tutto alla Ue: «Per essere davvero protagonisti in questi processi – ha affermato - è necessario rafforzare il sistema nazionale, assicurando un forte sostegno alla ricerca e sviluppo, all’industria, all’aumento delle competenze, con una strategia chiara e di medio periodo, resa credibile da risorse adeguate e certa nel tempo».

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