GIUSTIZIA E POLITICA

Mattarella ai membri del Csm: «Magistrati non rispondono a opinioni correnti ma solo alla legge»


Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione dell’Assemblea plenaria straordinaria del Consiglio Superiore della Magistratura (foto Ansa)

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«L’attenzione e la sensibilità agli effetti della comunicazione non significa orientare le decisioni giudiziarie secondo le pressioni mediatiche né, tanto meno, pensare di dover difendere pubblicamente le decisioni assunte. La magistratura, infatti, non deve rispondere alle opinioni correnti perché è soggetta soltanto alla legge». Lo ha ribadito il presidente Sergio Mattarella parlando ai vecchi e nuovi membri del Csm riuniti al Quirinale.

Laici Csm eletti per competenze non per partiti
Il capo dello Stato ha poi aggiunto che «i componenti “laici”, secondo quanto prevede lo stesso art. 104 della Costituzione, sono eletti non perché rappresentanti di singoli gruppi politici (di maggioranza o di opposizione) bensì perché, dotati di specifiche particolari professionalità, il Parlamento ha affidato loro il compito di conferire al collegio un contributo che ne integri la sensibilità».

Al Quirinale la cerimonia di insediamento
Si è svolta questa mattina al Palazzo del Quirinale la cerimonia di commiato dei componenti del Consiglio Superiore della Magistratura uscente, con gli
interventi del vice presidente, Giovanni Legnini e del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e di presentazione dei nuovi componenti.
Hanno partecipato alla cerimonia il presidente del Senato della Repubblica, Maria Elisabetta Alberti Casellati, il presidente della Camera dei Deputati, Roberto Fico, il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, il primo presidente della Corte suprema di Cassazione, Giovanni Mammone, ed il procuratore
generale presso la Corte suprema di Cassazione, Riccardo Fuzio.
Successivamente ha avuto luogo la seduta di insediamento del Csm
nella nuova composizione.

Legnini: toghe siano più responsabili
«Il potere giudiziario ha visto nel tempo espandere il suo ruolo non per sua scelta, ma perchè altri poteri, in particolare quello legislativo, hanno lasciato libero una parte del campo della tutela dei diritti. Ed a tale maggiore potere deve corrispondere una maggiore responsabilità» ha detto Giovanni Legnini, vice presidente uscente del Csm, nella cerimonia al Quirinale di avvicendamento tra il vecchio e il nuovo Consiglio superiore della magistratura. «Solo così - ha aggiunto Legnini - sarà possibile rinsaldare la fiducia dei
cittadini nell'0rdine giudiziario»

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