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Mattarella, discorso di fine anno: «Italiani, dobbiamo avere più fiducia in noi stessi»

Nel tradizionale messaggio del 31 dicembre il capo dello Stato ricorda le «ferite» della crisi e della disoccupazione ma sottolinea: «Abbiamo le energie per affrontarle»

di Lina Palmerini

Il messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

Nel tradizionale messaggio del 31 dicembre il capo dello Stato ricorda le «ferite» della crisi e della disoccupazione ma sottolinea: «Abbiamo le energie per affrontarle»


4' di lettura

«Proviamo a guardare l’Italia dal di fuori, allargando lo sguardo oltre il consueto». Comincia con quest’invito il messaggio di Sergio Mattarella che vuole condividere una foto dell’Italia scattata dallo spazio, da un’astronauta, dal 2017 Governatrice centrale del Canada, Julie Payette. E da questo scatto sviluppa la traccia del suo quinto messaggio di auguri, tutto centrato sulla fiducia. «L’Italia riscuote fiducia. Quella stessa fiducia con cui si guarda da fuori verso il nostro Paese deve indurci ad averne più in noi stessi per dar corpo alla speranza di un futuro migliore».

Il quinto discorso di fine anno del presidente Sergio Mattarella

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Fiducia, la parola del 2020
È come se il capo dello Stato volesse cambiare umore a un’Italia che negli ultimi anni è stata vittima di pessimismo e paura, che si è ritratta quasi in una posizione difensiva. Invece lui prova a rovesciare il racconto di questo Paese che è meglio di come lo vediamo o come talvolta lo rappresentano le forze politiche o sociali. «Conosco le ferite delle nostre comunità e le attese di tanti» ma dobbiamo attivarci – dice – nel «comune interesse». Non insiste sul tema della crisi economica di cui parla all’inizio - «si avvia a conclusione un decennio impegnativo, contrassegnato da una lunga crisi economica e da mutamenti tanto veloci quanto impetuosi» -, non parla di immigrazione che per tanto tempo ha dominato l’agenda con toni da emergenza nazionale mentre ora sembra normalizzarsi, ma preferisce affrontare i nodi che pure restano con una chiave costruttiva.

Il lavoro e il rilancio del sistema produttivo
Vi è una diffusa «domanda di Italia» dice anche se abbiamo problemi «da non sottovalutare». Il lavoro che manca innanzitutto, «alcune gravi crisi aziendali», l’esigenza di «rilanciare il nostro sistema produttivo», il divario tra Nord e Sud, ma abbiamo «ampie possibilità di affrontare e risolvere questi problemi e svolgere un ruolo in Europa». Mattarella crede quindi che nel Paese ci siano tutte le energie e «capacità di impresa» necessarie per farcela.

L’Italia silenziosa
«Vi è un’Italia spesso silenziosa che non ha mai smesso di darsi da fare». E insiste su quel concetto di comunità e coesione che sfugge anche nel discorso pubblico quando spesso si parla di rappresentanza di gruppi di interesse perdendo la visione di insieme. E «insieme» lui lo ripete più volte in quasi 15 minuti di discorso. Ma non elude il tema centrale che affligge anche il Governo attuale, al quale questo saluto di fine anno sembra andare incontro, ed è la capacità di produrre decisioni, di essere efficace. «È decisivo il buon funzionamento delle istituzioni che devono favorire coesione sociale. È importante sviluppare una cultura della responsabilità che è il più forte presidio repubblicano».

Messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

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Giovani e ambiente
E la fiducia va trasmessa ai giovani e va indirizzata sui grandi temi che coinvolgono l’eredità che si lascerà alle nuove generazioni: l’ambiente e i mutamenti climatici, il patrimonio umano e artistico che ne è minacciato – come Venezia – e le alluvioni che minacciano tante zone d’Italia». Sembra fare un riferimento al movimento di Greta e alle sardine quando dice: «I giovani l’hanno capito. E fanno sentire la loro voce proiettati, come sono, verso il futuro e senza nostalgia del passato». E non elude l’altra priorità che emerge nelle agende politiche: l’equilibrio tra generazioni mentre quelle più anziane pesano sempre di più. «Predisporre verso gli anziani maggiori cure ma investire sui giovani, evitare l’esodo verso l’estero, dare sostegno alle famiglie».

Civismo anche nel web
Obiettivi da realizzare in uno spirito di autentico «civismo» che va recuperato nella vita quotidiana e in quella virtuale del web, che spesso è stato bersaglio dei richiami del capo dello Stato. «Senso civico e senso della misura devono appartenere a chi frequenta il mondo dei social che talvolta si trasforma in strumento per denigrare deformando i fatti». Fatti che vanno compresi alla luce della corretta informazione e del «sapere», parla del mondo delle università, ai centri di ricerca, alle prestigiose istituzioni della cultura. «Ogni tanto si vede affiorare la tendenza a prendere posizione prima di informarsi. La cultura invece è un grande propulsore di tessuto sociale più solido».

Due esempi e due facce dell’Italia
Infine Mattarella cita un esempio per spiegare il meglio e il peggio della società: l’incendio e l’esplosione della cascina vicino Alessandria dove tre vigili del fuoco sono rimasti vittime di un attentato organizzato per truffare l’assicurazione. «Due diverse immagini del Paese: l’una nobile l’altra che non voglio nemmeno definire». E cita anche il caso del sindaco di Rocca di Papa Emanuele Crestini che nell’incendio al municipio «ha aspettato che uscissero tutti i dipendenti uscendo per ultimo e sacrificando così la propria vita».

Il saluto con le parole di un astronauta
Chiude come aveva cominciato, con le parole di un astronauta Luca Parmitano, il primo italiano al comando della stazione spaziale internazionale. Una scelta che non è casuale ma che vuole dare il senso del futuro, della capacità di grandi imprese degli italiani e della fiducia nel sapere e nella scienza. «Da lassù da quella navicella – come mi ha detto Parmitano quando ci siamo collegati – avverte quanto siano incomprensibili contrapposizioni e violenze in un pianeta sempre più piccolo e raccolto». E fa suo questo augurio: «La speranza consiste nella possibilità di avere qualcosa da raggiungere».

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