Premio Marisa Bellisario

Mattarella: «Nella pandemia è emersa gravemente la disparità fra sessi»

In 33 anni consegnate 585 mele d’oro a donne che si sono distinte nella professione, nel management, scienza, economia, sociale, cultura, informazione, spettacolo e sport

di Nicoletta Cottone

Premio Bellisario, Mattarella: «L'effettiva parità donna-uomo fa crescere il Paese»

3' di lettura

«Le 585 mele d’oro consegnate in 33 anni sono non solo una bella storia, ma esprimono da un lato più che la rivendicazione di una autentica condizione di parità la consapevolezza che una effettiva parità tra i sessi fa crescere il nostro Paese e ne determina una crescita sociale ed economica. E sottolineano come sia in corso una forte crescita del ruolo femminile pur se non mancano ancora disparità e condizioni da rimuovere, emerse ancora più gravi durante la pandemia». Lo ha detto il capo dello Stato Sergio Mattarella nel corso della cerimonia al Quirinale con le vincitrici della XXXIII edizione del Premio Marisa Bellisario. Le vincitrici sono state accompagnate dalla presidente della Fondazione Lella Golfo e dal presidente della commissione esaminatrice del premio Stefano Lucchini.

Lella Golfo: «Pari opportunità di carriera e di salario»

Lella Golfo ha ringraziato il capo dello Stato per «il suo sostegno, la sua attenzione e sensibilità per le donne. I suoi continui e lungimiranti richiami alla parità di genere, hanno contribuito in maniera determinante ai molti progressi delle donne compiuti in questi anni». E il premier Mario Draghi, «che in più occasioni ha ricordato come la lotta alla disuguaglianza di genere deve essere una lotta planetaria, anche per la nostra Italia». Per Golfo «l’acuirsi della disoccupazione femminile, la crisi del sistema scolastico, le lacune del welfare, la denatalità ci chiamano a ripensare il nostro modello di società, il ruolo delle donne e il loro contributo alla crescita del Paese. Un apporto fondamentale che passa da una paritaria partecipazione al mondo del lavoro alle pari opportunità di carriera e salario, dalla presenza ai vertici dell’economia, della politica e delle istituzioni fino all’inclusione in tutti i settori vitali per il progresso e lo sviluppo sostenibile del Paese».

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Peso prevalente della pandemia sulle donne

Il capo dello Stato ha ricordato come «il peso delle conseguenze della crisi provocata dalla pandemia hanno pesato prevalentemente sulle donne più che sugli uomini». Ed «è anche paradossale», ha aggiunto, dato il ruolo «particolarmente alto» delle donne durante la pandemia. La “Mela d’Oro” premia le donne che si sono distinte nella professione, nel management, nella scienza, nell’economia, nel sociale, nella cultura e nell’informazione, nello spettacolo e nello sport, sia a livello nazionale che internazionale. Il premio è dedicato a Marisa Bellisario, prima donna alla guida di un'azienda pubblica in Italia, ancor oggi ricordata come la manager donna più famosa del Paese, che ha dimostrato nei fatti come con il lavoro, i sacrifici e la fiducia in se stesse si possa arrivare ovunque.

Effettiva parità uomo-donna fa crescere il nostro Paese

«Vorrei dire alla presidente Lella Golfo che queste quasi seicento Mele d'Oro nell’arco di trentatré anni sono non soltanto una bella storia, ma esprimono da un lato, più che una rivendicazione di autentica condizione di parità, la consapevolezza che un'effettiva parità donna-uomo fa crescere il nostro Paese, provoca, produce, determina una crescita sociale, economica, di vita del nostro Paese», ha detto Mattarella. Il capo dello Stato ha ricordato «come sia un obiettivo fondamentale della Repubblica la effettiva parità, che il valore del principio di uguaglianza è collocato nell’articolo 3 della Costituzione non per una mera enunciazione, ma nella convinzione che l’uguaglianza è condizione fondamentale per la crescita della nostra società e la realizzazione dei valori della Costituzione sotto ogni profilo». La sottolineatura della «necessità di parità non sarà mai sufficientemente ricordata e riaffermata. Auspico che non ci sia resistenza alla conquista degli spazi, ma che le Istituzioni garantiscano percorsi ragionevolmente ampi e percorribili per raggiungerli». Una parità che, purtroppo, è ancora lontana, soprattutto nel mondo del lavoro.

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