il presidente: serve rispetto reciproco

Mattarella: nemico da sconfiggere è il lavoro che manca

Per il Capo dello Stato «chi è chiamato al compito di governare esprime certo gli orientamenti della maggioranza ma con il dovere di rispettare e garantire la libertà e i diritti degli altri, delle minoranze. Questa è l'essenza della democrazia, che richiede rispetto reciproco»

di Nicola Barone


Mattarella: “Disoccupazione nemico da combattere insieme”

2' di lettura

«Sappiamo che la politica comporta anche scontri» ma, come disse Aldo Moro, serve anche oggi «la comune accettazione di essenziali ragioni di libertà, di rispetto e di dialogo». È un esplicito richiamo alla responsabilità quello fatto dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella nell'incontro di prassi con le alte cariche dello Stato al Quirinale per gli auguri di fine anno. «Il bene comune è bene di tutti, nessuno escluso. E chi amministra la cosa pubblica, chi è chiamato al compito di governare esprime certo gli orientamenti della maggioranza ma con il dovere di rispettare e garantire la libertà e i diritti degli altri, delle minoranze. Questa è l'essenza della democrazia, che richiede rispetto reciproco».

Futuro è qui, serve lungimiranza
Il futuro «è già cominciato, scrive sulle pagine del nostro presente». Per questo chi governa deve «confrontarsi con lungimiranza, sulle prospettive, sull'ampio orizzonte del futuro». E «questa consapevolezza deve interpellare chi assume responsabilità politiche, istituzionali, di governo e chi, dall'opposizione, vi si confronta». In tema di autonomia delle Regioni nel discorso viene in particolare chiarito che essa «rappresenta un valore costituzionale» e «apporta un contributo di grande rilievo che qualifica l'unità nazionale».

Una ferita l'emigrazione forzata dei giovani
Più in generale «la missione per cui combattere e il nemico da sconfiggere insieme» è per Mattarella «il lavoro che manca, quel lavoro indicato come fondamento della nostra Repubblica. Il lavoro che, quando c'è, è spesso precario o sottopagato». Una conseguenza della «prolungata fase di debolezza» dell'economia italiana. «Serve il lavoro, remunerato e tutelato, anche nella sicurezza, come rimedio alla frammentazione sociale e come elemento centrale della ripresa economica. Un lavoro che possa essere il risultato di investimenti che accrescano la produttività del sistema e che affrontino i nodi che frenano lo sviluppo». Mattarella rileva che «la stessa ferita dell'emigrazione forzata di tanti nostri giovani è frutto di questa situazione di stallo, al cui superamento vanno indirizzati tutti gli sforzi» delle Pubbliche amministrazioni, delle forze economiche e sociali, della società civile, del mondo della scienza e della cultura».

Clima problema dirompente
Nelle parole del capo dello Stato anche un riferimento ai mutamenti climatici che «fanno apparire fragili ed esposti i nostri territori, insicure le popolazioni». È questo un cambiamento «evidente e dirompente», nella convinzione di Mattarella, qualcosa che richiede necessariamente «una nuova cura del territorio». Infine l'Europa. «È casa nostra, costituisce l'ambito di integrazione essenziale per consentire al nostro Paese di misurarsi con questioni divenute - piaccia o meno - globali e che solo a questo livello possono trovare soluzioni efficaci. Il nostro contributo sarà tanto più significativo quanto più la nostra presenza ai tavoli negoziali saprà essere qualificata nelle proposte e ferma nel sostegno di una visione che valorizzi interessi comuni».

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