Il capo dello Stato a Mosca

Mattarella: «Non si regali ai terroristi una matrice di lotta di religione»

di Nicoletta Cottone

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L’incontro fra Mattarella e il patriarca Kirill (Ansa)


3' di lettura

«La sofferenza inferta a tante città europee unisce l’Europa nella lotta al terrorismo». Torna sulla tematica del terrorismo, che ha sconvolto vari paesi europei, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella incontrando il patriarca di Mosca e di tutte le Russie Kirill. «Sarebbe un errore regalare ai terroristi una matrice di lotta di religione», ha sottolineato il capo dello Stato. Secondo Mattarella, che ha espresso le sue condoglianze al patriarca di Mosca e di tutte le Russie Kirill, quanto ci unisce «non è solo sul piano operativo della lotta al terrorismo, ma anche su quello morale». Il presidente della Repubblica ha sottolineato come il dialogo tra confessioni religiose nella manifestazione reciproca di rispetto sia di grande importanza.

La sofferenza inferta a tante città europee unisce l’Europa nella lotta al terrorismo

Preoccupazione per la situazione ucraina
«Il fattore religioso deve portare alla pacificazione dei popoli», ha detto Mattarella, che ha espresso al patriarca di Mosca e di tutte le russie Kirill la “preoccupazione” degli europei per la situazione in Ucraina, «dove la Chiesa ortodossa russa ha tanta parte di storia e tanta influenza, nella speranza che le parti contrapposte ritrovino il senso di stare insieme e pacificare i propri rapporti». Mattarella ha sottolineato che «i leader religiosi e le confessioni che loro guidano sono chiamati a un'opera di ricucitura della convivenza umana, che in tanti posti del mondo ha lacerazioni».

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Mattarella a Mosca intervistato dai media russi

Fra Unione europea e Russia più le cose che uniscono di quelle che dividono
Con i media russi Mattarella ha parlato di un rapporto bilaterale eccellente fra Italia e Russia, che ha confermato la grande amicizia fra Italia e Russia. Con Putin il capo dello Stato italiano ha riferito di aver parlato della collaborazione di carattere economico e culturale, di quella sul piano energetico, dei teatri di crisi principali che creano preoccupazioni. Poi uno sguardo allargato al Vecchio continente. «Unione europea e Russia sono destinate a collaborare. La vicenda dell’Ucraina ha bloccato questa collaborazione su molti aspetti e questo è davvero innaturale. Noi siamo sempre stati perchè si mantenesse un dialogo con la Russia e questo ora è condiviso in larga maggioranza nell’Unione». Vi sono, ha detto il capo dello Stato, fra Russia e Unione europea «molte più cose che uniscono rispetto a quelle che creano divisioni e dissensi. Le cose che uniscono sono l’esigenza di crescita economica, diffusione del benessere, lotta al terrorismo e alla criminalità». Il capo dello Stato spera quindi che siano superate le difficoltà. Mattarella si è detto preoccupato che non avanzi l’attuazione degli accordi di Minsk, stilati per porre fine alla guerra nell’Ucraina occidentale.«Occorre una ripresa vigorosa del processo di pacificazione attuando gli accordi», ha sottolineato il capo dello Stato, «con un impegno da tutte e due le parti».

In Siria soluzione politica e non militare
Mattarella ha poi ribadito che la soluzione per la Siria debba essere politica e ha parlato della sofferenza dei profughi siriani che arrivano in Europa. «La Russia - ha ricordato Mattarella - storicamente ha una presenza importante in Siria e ha un ruolo da svolgere certamente tra i più decisivi. Ne abbiamo parlato con il presidente Putin in maniera molto serena e costruttiva, esprimendo ognuno la propria posizione. Io credo che la soluzione in Siria non possa essere militare, è una soluzione politica che va ricercata e va ricercata, anzitutto, tra gli attori siriani tra le parti siriane che oggi si combattono perché trovino un'intesa tra di loro». Ha sottolineato l’esigenza che la Libia sia stabilizzata: «Si devono attuare gli accordi di Skhirat», ha auspicato il capo dello Stato.

Rispetto scrupoloso delle regole democratiche
Un giornalista ha poi chiesto a Mattarella cosa avesse tratto dalla sua esperienza di “guardiano della legittimità” come giudice costituzionale: «Occorre sempre rispettare con molto rigore le regole - ha risposto Mattarella - che la Costituzione nel nostro Paese come altrove, pone a presidio della democrazia». Il capo dello Stato, sollecitato dai giornalisti russi, ha spiegato il suo ruolo al Quirinale. «Io prima di andare alla Corte costituzionale, ho fatto parte anche degli altri organi costituzionali: sono stato a lungo in Parlamento, ho fatto parte numerose volte del governo. L’aver fatto parte di tutti gli organi costituzionali mi consente di conoscerne mentalità e dinamiche, e dovendo essere il punto di equilibrio nei loro rapporti, questo mi aiuta molto», ha sottolineato Sergio Mattarella.

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