Verso il 2 giugno

Mattarella: «Per la parità donne-uomini c’è ancora molta strada da fare»

Il presidente della Repubblica cita Kennedy: «Non chiederti cosa può fare il tuo Paese per te. Chiediti, cosa puoi fare tu per il tuo Paese»

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2' di lettura

«La parità di diritti, tra donne e uomini, nelle leggi italiane, è piena ed è stata raggiunta da molti anni, in base alla Costituzione. Non è invece ancora così, per la sua, concreta, realizzazione». A dirlo è il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in un intervento nel programma per ragazzi “La Banda dei Fuoriclasse” che andrà in onda su Rai Gulp il 2 giugno, Festa della Repubblica. «Sono necessari altri interventi - dice Mattarella -. Per esempio strumenti adeguati per la conciliazione tra lavoro e vita familiare. C’è ancora strada, molta strada, da fare».

La citazione di Kennedy

Nel suo intervento Mattarella ha ricordato che «nel gennaio, del 1961, un giovane Presidente degli Stati Uniti, appena eletto, John Kennedy, pronunziò parole di grande significato: “Non chiederti cosa può fare il tuo Paese per te. Chiediti, cosa puoi fare tu per il tuo Paese”. Vorrei aggiungere: è, assolutamente, giusto che, ciascuno, chieda che le istituzioni si preoccupino della sua condizione, ma è anche bene ricordare che le istituzioni, in fondo, siamo noi stessi».

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«Serve coraggio per cambiare»

Rispondendo alle domande di tre ragazzi il capo dello Stato ha sottolineato che «ci vuole sempre il coraggio», «parlare soltanto delle cose che non vanno, è, un po’, un’abitudine. Bisogna parlarne, per migliorare, cambiare, certamente anche per criticare quel che non va. Ma, soprattutto, dobbiamo partecipare, essere protagonisti degli eventi, del cambiamento. Sarebbe sbagliato ignorare, o sottovalutare i tanti progressi che abbiamo fatto nella vita della Repubblica».

«La pace non è per sempre, va costruita ogni giorno»

«La pace è una responsabilità che riguarda ciascuno di noi - ha detto Mattarella -. La pace, non è data una volta per sempre. Va costruita, e assicurata, ogni giorno, nei comportamenti concreti. Come studiate in storia, l’Europa è stata, per secoli, dilaniata da guerre sanguinose. Le ultime due, hanno provocato i conflitti mondiali, con la morte di milioni di giovani. L’Unione europea è nata proprio con l’intenzione di mettere, per sempre, fine alla guerra nel nostro continente».

«Nelle regioni, intorno all’Unione Europea, abbiamo visto e vediamo forti tensioni e numerose guerre. In alcune regioni del Mediterraneo, in Europa centro-orientale, nel Caucaso - ha continuato il capo dello Stato -. Questi eventi, così tristi, fanno risaltare il grande valore, storico, della scelta di integrazione, dei Paesi d’Europa che hanno deciso di raccogliersi, nell’Unione, che assicura pace, libertà, diritti. Difendere la pace, significa eliminare le inimicizie tra i popoli e anche tra le persone. Rimuovere le cause, che possono provocare nuovi conflitti e promuovere, in tutti i continenti, forme, sempre più ampie, di cooperazione internazionale. Se ci si conosce, e si lavora insieme, si allontana il pericolo di guerre».

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