centenario associazione stampa parlamentare

Mattarella: «Pluralismo informativo valore fondamentale». Asp: «I giornalisti devono poter fare domande»

di Nicoletta Cottone


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Alla Camera il centenario dell'Associazione stampa parlamentare (Ansa)

5' di lettura

«I politici hanno la facoltà di scegliere gli strumenti con cui comunicare ma quando i giornalisti sono convocati per una conferenza stampa del governo non è possibile che non abbiano la possibilità di fare domande». Lo ha detto il segretario dell’Associazione stampa parlamentare Adalberto Signore, al convegno sui 100 anni della Stampa parlamentare, che si è svolto alla Camera, facendo alcune considerazioni sul rapporto stampa-politica in questa fase del nostro Paese. In un periodo in cui la stampa è stata spesso sotto attacco da parte della politica. Adalberto Signore ha fatto anche riferimento ad alcune dichiarazioni di membri del governo, soprattutto quando fanno riferimento a tagli dei fondi per l’editoria, che possono essere interpretate quasi come delle “ritorsioni” contro la stampa troppo aggressiva verso il potere.

L’Associazione stampa parlamentare garantisce ai giornalisti il libero accesso alle fonti dell'informazione politica, per documentare le attività che si svolgono nelle sedi parlamentari

Mattarella: «Il pluralismo informativo è un valore fondamentale per ogni democrazia»
Ha sottolineato l’importanza per le democrazie del pluralismo informativo il capo dello Stato Sergio Mattarella, nel messaggio inviato alla stampa parlamentare. Ha ricordato come in questo secolo di vita i giornalisti abbiano «accompagnato le vicende alterne del Parlamento italiano, contribuendo a scriverne di fatto la storia, attraverso la cronaca quotidiana degli avvenimenti». Ha ricordato come con la nascita della Repubblica, la stampa parlamentare abbia costituito « un presidio di libertà, di critica e di controllo, in perfetta linea con lo spirito e i valori della nostra Costituzione». Ha sottolineato come la nostra Costituzione non si limiti a stabilire principi e valori, ma chieda allo Stato di farsi parte attiva per il loro raggiungimento. «Questo vale, naturalmente, anche per la libertà di opinione e di espressione. Il pluralismo informativo è un valore fondamentale per ogni democrazia, che va difeso e concretamente attuato e sostenuto».

Crimi: il governo non attacca il pluralismo dell’informazione
«Da parte del Governo non c'è nessun attacco al pluralismo dell'informazione», ha detto il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all'editoria Vito Crimi. «Se lo Stato deve intervenire nel settore, deve farlo intervenendo sul sistema e non sui singoli editori», ha dichiarato. E ha sottolineato che «il governo ha a cuore la libertà di espressione e di stampa. Non ci sono stati interventi che limitano la libertà di stampa». Si è detto «amareggiato per le parole forti» che sono state dette sul governo durante il panel della mattina del convegno. «Si è parlato di libertà minacciata mai come ora, di aggressioni alla libertà di stampa da parte del governo. Ma non ci sono stati interventi che limitano la libertà di stampa. Non ho visto la stessa mobilitazione quando ci sono stati non parole ma interventi come epurazioni e censure nei confronti dei giornalisti».

Fico: rispettare l’articolo 21 della Carta
«Bisogna rispettare sempre l'articolo 21 della Costituzione e la libera informazione», ha detto il presidente della Camera, Roberto Fico, rispondendo ai cronisti al termine della cerimonia a Montecitorio per il centenario dell'Associazione stampa parlamentare. «Comunicazione e informazione devono restare distinte. Ognuna con una sua etica, ma sempre e comunque distinte. Troppo spesso invece vengono usate come sinonimi, mettendo a rischio sia la politica sia il giornalismo», ha detto intervenendo a Montecitorio alla cerimonia per i 100 anni dell'Associazione stampa parlamentare. «Spesso - ha dichiarato - si comunica una notizia che gira senza in realtà esserlo, mentre si deve sempre anteporre l'etica alla comunicazione».

Casellati: auspico salvaguardia contributi editoria
«Auspico possano essere salvaguardati i contributi per una editoria sempre più libera, plurale, professionale», ha detto la presidente del Senato Maria Elisabetta Casellati in occasione del centenario Asp. «Ferma restando - sottolinea - la sempre meritoria e necessaria attività di razionalizzazione della spesa pubblica». Ha sottolineato che quella della stampa parlamentare è «un'eredità
che deve essere tutelata e tramandata. Abbiamo molto bisogno di buon giornalismo», ha detto , «così come le istituzioni hanno molto bisogno di saper meglio comunicare. A cominciare, ma non solo, dalla semplificazione del linguaggio». E ha sottolineato come il lavoro del giornalista sia « prezioso e insostituibile».

Napolitano: pluralismo della stampa anche grazie ai finanziamenti
Il presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano ha affermato che «oggi, difendere la libertà di opinione e di espressione significa tenere conto contemporaneamente del rispetto della privacy e della dignità delle persone, che sono fondamenta della nostra democrazia, e questo richiama al senso di responsabilità e del limite dei giornalisti. Solo in questo quadro è possibile tutelare indipendenza, libertà e pluralismo dell'informazione anche con appositi stanziamenti di fronte a ricorrenti tentazioni di occupazione e di compressione degli spazi di libertà».

Carfagna, indebolire libertà di stampa è autogol
Mara Carfagna, vicepresidente della Camera, ha fatto gli auguri «ai professionisti che ogni giorno rendono la stampa parlamentare un caposaldo del pluralismo e della libertà di stampa, elemento imprescindibile affinché la democrazia resti forte. Ecco perché minacciare o indebolire questa libertà con le parole o coi provvedimenti è un autogol per quei governi e quelle maggioranze che pensano di fare bene a loro stessi, ma fanno male al Paese».

Schifani: governo abbandoni velleità punitive
«Dopo i ripetuti e violenti attacchi alla stampa portatati avanti dal Movimento 5 Stelle sia attraverso l'annuncio di interventi punitivi, come quello sul fondo per il pluralismo, sia con frasi sprezzanti e delegittimanti verso i giornalisti, si stenta a dare fiducia alle dichiarazioni del sottosegretario Crimi sulla volontà del governo di tutelare l'informazione. L'auspicio è che l'esecutivo riconduca finalmente il dibattito nell'alveo di un confronto costruttivo, abbandonando una volta per tutte i toni agonistici», ha sottolineato il senatore di Forza Italia ed ex presidente del Senato Renato Schifani.

Le voci dei direttori
Fra i direttori intervenuti Lucia Annunziata, direttore dell'Huffington Post:
«Diamo un colpo alla baggianata del 'giornalista terzo'. Ognuno ha una propria opinione; l'importante è avere un punto della propria parzialità». Luigi Contu, direttore dell'Agenzia Ansa, ha sottolineato che «il rapporto tra potere e giornalismo è sempre troppo articolato e conflittuale» e, parlando della crisi del settore, ha auspicato che «le Istituzioni riflettano sul sistema dell'informazione, perchè non ce la fa più a mantenersi. Chi governa deve porsi il problema». Il direttore de 'La Stampa' Maurizio Molinari ha affernato che «se c'è un posto dove il totalitarismo si può battere, quel posto è dove si esercita ogni giorno la democrazia: le Aule del Parlamento». Per il direttore del Tg La7 Enrico Mentana «l'informazione si è avvicinata troppo al fuoco della politica, che l’ha scaldata ma l’ ha anche bruciata» e ha ricordato che la «comunicazione perentoria e sloganista» che prende piede oggi anche grazie ai social; una comunicazione rispetto alla quale il giornalismo «deve ripensarsi». Mentana, quindi, sottolinea che nel settore «i giovani non ci sono più»: e per questo «è necessario fare iniziative nuove». Il direttore del Tg2 Gennaro Sangiuliano ha detto che «dobbiamo preoccuparci più di quelli che ci leggono che non di quelli che ci vogliono controllare». E ha richiamato a un esercizio della professione giornalistica «con i toni giusti e con il giusto equilibrio». Perchè, sostiene citando Gramsci, «la verità è un fatto rivoluzionario».

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