Al congresso dell’Anci

Mattarella: il Pnrr è la priorità, gli interessi di parte sono subordinati

Occasione «per riprogettare il Paese, per il cambiamento, per ridurre ed eliminare i divari tra realtà urbane e zone rurali, per mettere in valore risorse come quelle montane»

di Nicola Barone

(ANSA)

3' di lettura

«Non possiamo vanificare la grande opportunità che si presenta avanti a noi. È la nostra priorità. Ad essa vanno subordinati interessi parziali», perchè «non ci sarà un’altra occasione». Così il presidente Sergio Mattarella intervenendo al congresso dell’Anci parlando dell’importanza del Pnrr per l’Italia. È un’occasione «significativa per riprogettare il Paese, per il cambiamento, per ridurre ed eliminare i divari tra realtà urbane e zone rurali, per mettere in valore risorse come quelle montane, da tempo esposte al declino. È una sfida difficile che ci costringe a ripensare modelli di vita, distribuzione e accesso ai servizi, dopo decenni in cui la spinta al risparmio di risorse pubbliche, ha inciso profondamente e non sempre raggiungendo gli obiettivi».

Green pass, dissenso non sia sopraffazione dei deboli

«In queste ultime settimane manifestazioni non sempre autorizzate hanno tentato di far passare come libera manifestazione del pensiero l’attacco recato al libero svolgersi delle attività. Accanto alle criticità per l’ordine pubblico, sovente con l’ostentata rinuncia a dispositivi di protezione personale e alle norme di cautela anti Covid, hanno provocato un pericoloso incremento del contagio». Un passaggio del discorso del presidente della Repubblica tocca le tensioni suscitate in alcuni parti del Paese, con parole nettissime. «Le forme legittime di dissenso non possono mai sopraffare il dovere civico di proteggere i più deboli: dobbiamo sconfiggere il virus, non attaccare gli strumenti che lo combattono». E «in ogni caso atti di vandalismo e di violenza sono gravi e inammissibili e suscitano qualche preoccupazione, sembrando, talvolta, raffigurarsi come tasselli, più o meno consapevoli, di una intenzione che pone in discussione le basi stesse della nostra convivenza».

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Va riconosciuto il valore del ruolo di chi amministra

«Davanti a noi si presenta una stagione di grandi prospettive e di decisioni impegnative. I Comuni ne saranno certamente un motore. La Repubblica ha fiducia nella propria capacità di uscirne più forte». Per il Capo dello Stato «amministrare una istituzione locale richiede oggi, accanto alla cura quotidiana nella gestione dei servizi, un’accresciuta capacità di previsione e di lungimiranza. L’amministrazione locale, in maggioranza o all’opposizione, è un grande esercizio di vita democratica: nei suoi confronti va espresso rispetto e considerazione da parte delle altre istituzioni e di tutti i cittadini. Il riconoscimento del valore del ruolo di chi amministra è parte della dignità delle istituzioni democratiche. A questo riguardo il Parlamento è impegnato nell’esame di proposte di legge che includono richieste sostenute dall’Anci anche sul tema delle responsabilità degli amministratori locali».

Contrastare duramente intimidazioni a sindaci

«Il ruolo delicato e centrale di sindaci e amministratori di ogni Regione attira purtroppo, talvolta, minacce che, con preoccupante frequenza, provengono da ambienti malavitosi e da violenti. Queste minacce a chi con impegno serve la propria comunità costituiscono un’aggressione alla nostra democrazia e vanno severamente contrastate».

L’Anci si ritrova, primi cittadini «motore della ripresa»

Nell’Italia impegnata a ripartire, «un popolo che non si arrende e si rialza», sindaci e Comuni «sono ora al centro di una nuova stagione di cambiamento, con tutto quello che comporterà. Il motore essenziale» della ripresa. Antonio Decaro, presidente dell’Anci, parla così del futuro, ma non può non iniziare dal passato, ricordando le vittime della pandemia anche tra i colleghi in fascia tricolore. «Siamo di nuovo insieme come una grande comunità a cui però mancano tutti i sindaci e tutti gli amministratori che il Covid ha portato via a questo Paese», dice nella plenaria della fiera di Parma, davanti a più di duemila persone tra quelle in sala e quelle collegate.

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